Iran
Eliminato anche il portavoce dei Pasdaran: ucciso Naini, continua la “strategia della decapitazione” di Israele
L'annuncio dell'esercito israeliano e degli stessi Pasdaran. Poche ore prima Naini aveva rassicurato sulle scorte missilistiche della Repubblica Islamica: "Non c'è motivo di preoccuparsi"
Esteri - di Redazione Web
Eliminato un altro leader della leadership iraniana, Ali Mohammad Naini, portavoce e responsabile delle pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Lo ha annunciato in un post su X l’esercito israeliano e lo hanno confermato le stesse Guardie Rivoluzionarie in una nota sul loro sito ufficiale, ovviamente con retoriche diverse. Appena poche ore prima lo stesso Naini aveva rilasciato delle dichiarazioni ai media iraniani secondo cui la Repubblica Islamica non è assolutamente in difficoltà nella disponibilità di missili. L’operazione si inserisce in quella che è stata definita la “strategia della decapitazione” di Israele per colpire l’Iran.
Naini aveva risposto alle parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo il quale “dopo 20 giorni, posso dirvi che oggi l’Iran non è in grado né di arricchire l’uranio né di produrre missili balistici”. Proprio per colpire il programma nucleare Israele e USA avevano lanciato le operazioni militari, anche se avevano già parlato di un programma fortemente compromesso dalla guerra dei 12 giorni dell’estate 2025. “Non c’è motivo di preoccuparsi a questo proposito”, aveva dichiarato Naini a proposito delle scorte di missili. “La nostra industria missilistica ha meritato il massimo dei voti nel 2025 e non c’è motivo di preoccuparsi a questo proposito”.
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L’obiettivo di Israele sembra quello di voler colpire tutti i leader del regime islamico sciita per farlo crollare su sé stesso. È così che è cominciato il conflitto, con l’operazione che ha eliminato la Guida Suprema Ali Khamenei e alcuni suoi familiari, fino a quella in cui è stato ucciso il Capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Ali Larijani. Eliminati, tra gli altri, anche il ministro dell’intelligence Esmail Khatib, il Capo del Consiglio di Difesa Nazionale Ali Shamkhani, il ministro della Difesa Amir Nasirzadeh, il Capo di Stato Maggiore Abdoirahim Mousavi, il Capo delle milizie Basij Gholamreza Soleimani, il Capo dei Pasdaran Mohammad Pakpour.
🔴ELIMINATED: Ali Mohammad Naini, the Spokesperson and Head of the Public Relations Array of the IRGC.
Naini served in several propaganda and public relations roles. In his role as the IRGC’s main propagandist for the past 2 years, he disseminated the regime’s terrorist… pic.twitter.com/e29Elb16FS
— Israel Defense Forces (@IDF) March 20, 2026
Se da una parte lo Stato Ebraico e gli USA sembrano in grado di individuare e colpire i leader iraniani all’interno del loro Paese, dall’altro non si conosce quanto sia profonda e quanto possa durare la leadership della Repubblica Islamica. Strutturata in questo modo proprio garantire sempre una continuità. Far crollare il regime su se stesso sarebbe una maniera per portare a un regime change, per far spazio a una nuova leadership che al momento sembra troppo debole e poco strutturata per prendere il potere nonostante gli appelli dello stesso Netanyahu e di Donald Trump, che al momento ha escluso l’invio di truppe di terra. Non ci sono state grandi manifestazioni di piazza in Iran: appena lo scorso gennaio sono state represse nel sangue con migliaia di vittime.
Per i Pasdaran Naini “è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all’alba”, si legge sul loro sito web Sepa News. “Naini ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito della propaganda e delle pubbliche relazioni – scrive l’Idf – Nel suo ruolo di principale propagandista delle Guardie Rivoluzionarie negli ultimi due anni, ha diffuso la propaganda terroristica del regime ai suoi alleati in tutto il Medio Oriente al fine di influenzare e promuovere attacchi terroristici contro Israele”. Sia Hamas che Hezbollah, i cui vertici sono stati decimati da Israele nelle operazioni militari lanciate dopo i massacri del 7 ottobre 2023, sono comunque ancora attivi.