La famiglia uccisa a freddo in Cisgiordania
Il terrorismo israeliano non fa notizia, ecco perché
Nessun giornale l’ha ritenuta meritevole della prima pagina. Con quale criterio? Per una valutazione giornalistica? Certamente no
Esteri - di Piero Sansonetti
Ieri i giornali hanno dato grande spazio, in prima pagina, alla notizia che un signore, di cui adesso mi sfugge il nome, ha dimostrato di essere il figlio adottivo di Raffaella Carrà. Quasi tutti l’hanno valutata come la seconda notizia del giorno, dopo la guerra di Trump.
Nessun giornale (tranne il “manifesto” con un piccolo richiamo) ha trattato in prima pagina la notizia che i soldati israeliani in Cisgiordania si sono resi responsabili di una spietata azione terroristica: hanno sparato raffiche di mitra contro un’automobile nella quale viaggiava, per tornare a casa dopo una visita ai parenti, una famiglia costituita da padre, madre e quattro bambini. I terroristi dell’Idf hanno ucciso il papà e la mamma e due dei quattro fratellini. Gli altri due li hanno feriti e poi trascinati sulla loro jeep. Il più grandicello, 11 anni, lo hanno interrogato, dopo avergli detto che avevano “ucciso dei cani” (cioè i suoi genitori e fratelli) intimandogli di confessare: con chi stavano viaggiando su quell’auto? Lui ha risposto: con la mia famiglia. Loro gli hanno gridato: bugiardo!. Poi l’hanno riempito di botte. Senza volere esagerare possiamo dire tranquillamente che l’esercito israeliano, in questa occasione, si è dimostrato spietato e terrorista più o meno come i terroristi di Hamas il 7 ottobre.
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Tutti i giornali conoscevano questa notizia, che in mattinata era stata diffusa con un bellissimo articolo sul “Corriere della Sera” online e che era stata trattata nell’editoriale del quotidiano israeliano “Haaretz”. Nessun giornale l’ha ritenuta meritevole della prima pagina. Con quale criterio? Per una valutazione giornalistica? Certamente no, se valutata dal punto di vista dell’interesse giornalistico era certamente una notizia da prima pagina.
Se non è stata valutata degna della prima (e per molti giornali non è stata ritenuta nemmeno meritevole di una pagina interna) questo dipende esclusivamente dalle pressioni ricevute. Da chi? Non saprei, non credo però che le pressioni siano venute dall’ambasciata francese, o da quella spagnola o argentina. Se sono venute da qualche altra ambasciata straniera, come io credo, provate con la vostra fantasia a immaginare da quale ambasciata.