Soccorsi bloccati e prove false

Palestinese di 14 anni ucciso dall’IDF in Cisgiordania, l’inchiesta della Bbc: soldati rimasti a guardare 45 minuti

Esteri - di Redazione

27 Febbraio 2026 alle 10:45

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Palestinese di 14 anni ucciso dall’IDF in Cisgiordania, l’inchiesta della Bbc: soldati rimasti a guardare 45 minuti

Una inchiesta esplosiva, lunga quattro mesi per raccogliere prove, interviste, ulteriori verifiche, a firma Bbc.

La tv pubblica britannica mostra ancora una volta i crimini commessi contro la popolazione palestinese dall’IDF, le Forze di Difesa israeliane.

Lo scenario questa volta però non è la Striscia di Gaza ma al-Far’a, in Cisgiordania, in un luogo che secondo gli accordi internazionali dovrebbe essere Palestina ma che è territorio occupato da Israele.

Le immagini risalgono allo scorso novembre, ma la Bbc le ha pubblicate solamente giovedì dopo un lungo lavoro di verifica, raccogliendo video di smartphone e telecamere di videosorveglianza, tracciando i fili che inchiodano l’IDF alle proprie responsabilità.

Quelle immagini pubblicate dalla tv britannica mostrano la morte di Jad Jadallah, un 14enne palestinese colpito a bruciapelo dai soldati israeliani e poi rimasto a terra agonizzante per 45 minuti, di fatto morendo dissanguato di fronte a ben 14 militari dell’IDF che hanno impedito i soccorsi bloccando ben due ambulanze della Mezzaluna palestinese pronte ad intervenire già otto minuti dopo la prima chiamata di aiuto da parte di alcuni testimoni.

Il video della Bbc è straziante: il 14ene Jad, ancora vivo, agita le braccia come a chiedere aiuto ai militari, venendo completamente ignorato, coi militari israeliani che arrivano persino a calciare via il suo cappello.

Ma soprattutto il video evidenzia le bugie dell’IDF. Le Forze di Difesa israeliane aveva infatti “giustificato” l’uccisione di Jad Jadallah parlando di un lancio di pietre contro i militari da parte dell’adolescente palestinese: il video della Bbc mostra con chiarezza invece che un soldato si avvicina al giovane agonizzante a terra e deposita accanto al corpo un oggetto simile ad una pietra, per poi fotografarlo per produrre una falsa prova.

L’esercito dello Stato ebraico ha anche sostenuto che i suoi soldati abbiano fornito “cure mediche iniziali”, ma ha rifiutato di fornire prove o orari degli interventi. Solamente dopo 45 minuti i militari presenti sul posto hanno caricato Jad sul retro di un veicolo per portarlo via dalla scena del crimine: secondo la Bbc l’IDF si è rifiutato di restituire il corpo alla famiglia in questi quattro mesi, un modus operandi ben noto considerando che vi sono altri 775 corpi di palestinesi uccisi dall’IDF non ancora riconsegnati ai loro familiari in quanto “terroristi” e dunque senza diritti.

di: Redazione - 27 Febbraio 2026

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