Il video della premier
Giorgia Meloni e la volata per il Sì, sul referendum dice: “Riforma né di destra né di sinistra”
“È solo buon senso”, dice la premier, nel filmato di 13 minuti pubblicato sui social. Poi entra nel merito delle misure e assicura: “governo avanti comunque vada”
Politica - di Angela Stella
Tredici minuti e cinquantacinque secondi: tanto è durato il video con cui ieri la premier Giorgia Meloni dai suoi social ha messo ufficialmente la faccia sul referendum costituzionale per la separazione delle carriere e ha invitato a votare Sì. Lo ha fatto a quindici giorni esatti dal voto del 22 e 23 marzo: una scelta dettata da un esito ancora in bilico e con i No in rimonta in base agli ultimi sondaggi disponibili. Per la premier “questa è una riforma molto importante, se vogliamo modernizzare l’Italia, ed è importante per tutti gli italiani. E li riguarda tutti, più di quanto pensino”. Con fare quasi accademico, poi si è addentrata in tutte le parti della norma – separazione, doppio Csm, sorteggio, Alta Corte – e le ha dettagliate con il supporto anche della grafica.
Meloni ha contestato poi la critica di chi sostiene che la riscrittura dell’ordinamento della magistratura avrebbe lo scopo di voler indebolire il potere giudiziario. Nessuna sottomissione, ha dichiarato, delle toghe alla politica. “Qui siamo quasi alla fantascienza. Questa è una menzogna, perché la riforma fa l’esatto contrario ed è stata fatta anche per liberare i magistrati dal controllo della politica. È nell’attuale sistema – ha aggiunto – che i giudici sono spesso costretti a rispondere a una logica politica, atteso che le loro carriere sono decise da persone scelte da partiti in Parlamento o da correnti ideologizzate interna alla magistratura”. Però, poi, si è tradita e ha lasciato emergere la sua insofferenza verso le decisioni sgradite e l’auspicio di un disciplinare più severo: col nuovo sistema il magistrato “dovrà vedersela con un giudice disciplinare finalmente terzo” e “molto più difficilmente potrà fare carriera” “rimettendo in libertà persone pericolose per scelta ideologica”. Infine ha ribadito che comunque vada, “il governo continuerà per la sua strada”, altro che dimissioni.
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Così come ha confermato sempre ieri da un evento a Brescia lo stesso Ministro Nordio: “Se dovesse vincere il no al referendum non succederà nulla al governo. Non succederà come a Renzi, perché al nostro esecutivo non servono conferme. E comunque vincerà il sì”.
A parte quell’ultimo passaggio, che svela le reali intenzioni del Governo, ossia usare la leva del disciplinare contro i magistrati che vanificano le scelte governative, Meloni ha usato un tono istituzionale, a differenza di quello propagandistico dei giorni precedenti. Questo perché ha la necessità di parlare a più fasce di elettori, anche agli indecisi del centro sinistra quando ha affermato che “questa riforma non è né di destra né di sinistra, è una riforma di puro buon senso. I governi passano, le polemiche passano ma le regole restano”.
Dopo la pubblicazione del video i partiti di opposizione hanno reagito. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha osservato durante il forum Ansa: “Meloni si è scatenata, ieri (due giorni fa, ndr) è stata in tv. Oggi (ieri, ndr) un video. C’è un ulteriore dato, una fortissima politicizzazione, una discesa in campo. Fino a ieri attaccava i giudici fortemente, propagandava i casi clamorosi, oggi, in un video, ha cambiato registro: ‘non è contro i giudici, ma rafforzerà la loro autonomia’. Io dico, non può essere tutto e il contrario di tutto, si metta d’accordo”. Per Nicola Fratoianni di Avs, “Giorgia Meloni ha fatto un nuovo video per spiegarci quanto è bella la riforma Nordio. Potrei rispondere punto su punto ma sarebbe la classica dialettica fra maggioranza ed opposizione. Allora facciamo così, ho un’idea migliore: ascoltiamo cosa dicono quelli della sua maggioranza ei suoi ministri, quelli che l’hanno voluta questa riforma” e ha specificato: “Per Giorgia Meloni questa riforma interviene migliorando l’efficienza della magistratura – sottolinea – ma proprio su questo sentite cosa dicevano Nordio e Buongiorno: ‘scusate, ma chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Solo un ignorante può pensare a una cosa del genere’. E poi Nordio: ‘questa riforma non influisce sull’efficienza della giustizia, nessuno ha mai preteso che influisca sull’efficienza della giustizia’. Quello che è certo è che la volontà della destra di colpire l’indipendenza della magistratura è dimostrata dalla delegittimazione continua, con una campagna senza esclusione di colpi per delegittimare le scelte della magistratura”.
Per Alfredo D’Attorre, componente nella segreteria nazionale del Pd, “la Presidente del Consiglio, contraddicendo clamorosamente l’impegno a non coinvolgere il Governo nel referendum costituzionale, decide di buttarsi a capofitto nella campagna referendaria. Si comprende che sia molto preoccupata per il risultato. Si comprende meno che voglia impegnare le prossime due settimane a fare l’influencer per il Sì, anziché pensare a governare l’Italia in una congiuntura internazionale ed economica drammatica”. Infine per Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No della società civile, “la magistratura non impedisce alla politica proprio di governare, esercita semplicemente il ruolo autonomo e indipendente di controllo di legalità e questo, evidentemente, per qualcuno rappresenta un fastidio”.