La posizione del governo
Iran, Meloni scappa e invia alla Camera Crosetto e Tajani: sì agli aiuti militari a Cipro e Golfo, sulle basi Usa decide il Parlamento
Giorgia Meloni ritrova l’uso della parola, ma non in Parlamento. Quasi in contemporanea con le comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran dei ministri degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto, la presidente del Consiglio preferisce l’ambiente più “rilassato” della radio, in questo caso Rtl 102.5, per esprimersi sul conflitto che sta infiammando il Medio Oriente e sul ruolo dell’Italia.
In particolare la premier ha sottolineato che ad oggi l’esecutivo, in merito all’uso delle basi militari statunitensi in territorio italiano, “non ha ricevuto nessuna richiesta in questo senso, e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”.
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In ogni caso, ha aggiunto Meloni, per l’uso delle basi Usa in Italia il governo si attiene “agli accordi bilaterali”, secondo cui “ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, semplificando, operazioni di non bombardamento. Se poi arrivassero richieste uso basi italiane per fare altro, la competenza sarebbe del governo decidere se concedere un nuovo utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo decidere noi insieme al Parlamento”.
Tesi ribadita alla Camera da Guido Crosetto. Il ministro, ancora nella bufera politica per il caso del suo viaggio a Dubai, ha spiegato in Aula che al momento da Washington non è arrivata una richiesta in merito all’uso delle basi Usa a supporto delle operazioni di guerra contro l’Iran. “Non penso che ce lo chiederanno. Ma se lo faranno, torneremo qui. La premier Meloni mi ha chiesto il massimo impegno su questo”, le parole del ministro.
Crosetto ha poi sostenuto che l’Italia intende inviare sistemi di difesa aerea, probabilmente i Samp-T, ai i Paesi del Golfo presi di mira dall’Iran. “Insieme coi partner dell’E5 – Francia, Germania, Polonia e Spagna oltre all’Italia – abbiamo deciso di mantenere un meccanismo di consultazione costante tra ministri della Difesa”, ha annunciato alla Camera il ministro, e in questo quadro “porteremo probabilmente un aiuto a Cipro”, Paese Ue (che inoltre detiene pure la presidenza semestrale del Consiglio) finito nel raggio dei missili iraniani, lanciati per colpire le basi britanniche presenti sull’isola.
Nel suo secondo intervento Crosetto ha candidamente ammesso che l’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran “è successo nella violazione del diritto internazionale, non lo neghiamo”, aggiungendo che “nessun governo al mondo era stato informato, neanche la più alta catena di comando americana sapeva degli aerei”. Parole suonate diversamente da quelle di Tajani che, precedendo Crosetto, aveva invece sottolineato che “il dibattito sul diritto internazionale vale fino ad un certo punto, se qualcuno rischia di morire”, a giustificare appunto l’intervento militare contro Teheran.
Meloni, assente per l’intero dibattito, si è poi presentata alla Camera solamente dopo le repliche dei due ministri. Dopo gli interventi dei due ministri la risoluzione della maggioranza è stata approvata con 179 voti favorevoli. All’interno, dopo una lunga preparazione del testo da votare, si impegna il governo a “partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico”. Dalla maggioranza dunque un sì all’invio di armi ai Paesi del Golfo, così come all’utilizzo delle basi americane in Italia per il rifornimento in volo degli aerei, ma non per azioni militari.