A Roma

Era un Michelangelo e nessuno lo ha saputo per secoli: attribuito a Buonarroti il Cristo Salvatore della Basilica di Sant’Agnese

Il busto attribuito dopo la ricostruzione documentale basata su testamenti, carteggi, diari e altri atti. L'annuncio della ricercatrice Valentina Salerno dell'Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi

Cultura - di Redazione Web

4 Marzo 2026 alle 13:50

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Michelangelo, il volto ritrovato – il busto scultoreo presente all’interno della Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, riattribuito a Michelangelo Buonarroti. Mercoledì 4 Febbraio, 2026. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Michelangelo, the rediscovered face – the sculptural bust inside the Basilica of Sant’Agnese fuori le mura, reattributed to Michelangelo Buonarroti. Wednesday, February 4, 2026. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)
Michelangelo, il volto ritrovato – il busto scultoreo presente all’interno della Basilica di Sant’Agnese fuori le mura, riattribuito a Michelangelo Buonarroti. Mercoledì 4 Febbraio, 2026. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) Michelangelo, the rediscovered face – the sculptural bust inside the Basilica of Sant’Agnese fuori le mura, reattributed to Michelangelo Buonarroti. Wednesday, February 4, 2026. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)

Anonimo, si trovava da secoli nella Basilica di Sant’Agnese fuori le mura a Roma prima che oggi venisse attribuito a Michelangelo Buonarroti: si tratta del busto scultoreo del Cristo Salvatore. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa presso la stessa Basilica dalla ricercatrice Valentina Salerno, autrice dei nuovi studi, e dall’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi che regge il complesso monumentale. La Basilica si trova sulla via Nomentana a Roma. La scoperta, riporta ANSA, è arrivata dopo una ricostruzione documentale dell’eredità di Michelangelo basata su testamenti, carteggi, diari, libri storici e di viaggio, relazioni, inventari notarili e atti confraternali dal 1564 ai giorni nostri.

Lo studio si chiama: “Michelangelo gli ultimi giorni”. È durato oltre dieci anni, ha messo al centro gli ultimi anni romani di Buonarroti. Si pensava che l’artista avesse distrutto centinaia di bozzetti, disegni e sculture custoditi nella sua casa mentre secondo queste ultime scoperte, le opere sarebbero state messe in salvo. Anche in una stanza segreta, riempita di beni di enorme valore ma ormai vuota da oltre 400 anni. a rafforzare lo studio anche il disegno attribuito a Michelangelo, durante un’asta di Christie’s a Londra, nel febbraio 2026, con una provenienza che combacia con quella considerata per il busto romano.

L’opera era stata classificata come anonima del XVI secolo. A supporto della tesi anche lo studio iconografico del volto, che con l’analisi dei documenti e la comparazione delle griglie stilistiche, può inaugurare un modello metodologico per attribuire altre opere dimenticate non solo di Michelangelo Buonarroti. La proposta attributiva è stata esaminata da un comitato scientifico internazionale, istituito con il sostegno dei Canonici Lateranensi e con il coinvolgimento di studiosi provenienti da importanti musei internazionali.

4 Marzo 2026

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