Il Pil su dello 0,5%

L’Istat spegne i sogni del governo Meloni: deficit al 3,1%, l’Italia resta in procedura d’infrazione

Economia - di Redazione

2 Marzo 2026 alle 13:15

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L’Istat spegne i sogni del governo Meloni: deficit al 3,1%, l’Italia resta in procedura d’infrazione

Per il governo Meloni sul fronte dell’economia le notizie positive stentano ad arrivare. Nel 2025 secondo l’Istat il Pil italiano è cresciuto dello 0,5%, un valore al ribasso rispetto alla stima preliminare dell’istituto pari allo 0,7 per cento pubblicata a gennaio. Il risultato è però identico a quello stimato dal governo, che a ottobre aveva mostrato grande “cautela” sulla crescita con una previsione appunto di mezzo punto percentuale, più bassa rispetto a quella del 2024 che aveva visto un +0,7% nella crescita del Prodotto interno lordo.

Chiamato a commentare i numeri forniti oggi dall’Istat, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come si tratti di un “dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l’Italia farà all’Ue”. Ma il vicesegretario della Lega ha soprattutto tirato in ballo un evergreen nel giustificare la scarsa crescita economia del Paese, ovvero gli effetti del Superbonus edilizio. “Peccato per il colpo di coda del Superbonus nei condomini, causa principale del dato diffuso oggi”, le parole di Giorgetti.

Al ministro ha risposto a stretto giro Stefano Patuanelli, vicepresidente del Movimento 5 Stelle che è “padre” di quella misura economica: “Caro Giancarlo, come tu ben sai il Superbonus non influisce sul deficit. Significa che nonostante la folle austerità che avete imposto e il record di pressione fiscale che avete raggiunto, non siete nemmeno riusciti a portare il deficit sotto il 3%”, le sue parole.

Per il governo è infatti quest’ultimo il dato più duro da digerire tra quelli pubblicati dall’Istat. Il rapporto deficit/Pil, ovvero la differenza tra quanto uno Stato incassa e quanto spende (rapportata alla grandezza della sua economia) è sceso al 3,1% rispetto al 3,4 per cento dello scorso anno.

Una buona notizia, ma non abbastanza per i desiderata di Giorgetti e soprattutto di Giorgia Meloni. La speranza della presidente del Consiglio era quella di arrivare sotto la soglia del tre per cento e permettere così al governo e all’Italia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo da parte dell’Unione Europea, che impone un percorso rientro stabilito insieme alle autorità europee. Si allontana così la possibilità per la premier di “allargare i cordoni della borsa” in vista della prossima manovra di bilancio, da utilizzare come strumento politico di spesa nell’ottica delle elezioni del 2027.

di: Redazione - 2 Marzo 2026

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