Ha la maggioranza assoluta

Elezioni in Bulgaria, trionfa l’ex presidente Rumen Radev: l’ex top gun è un possibile “nuovo Orban” per l’Europa

Esteri - di Redazione

20 Aprile 2026 alle 10:51

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Elezioni in Bulgaria, trionfa l’ex presidente Rumen Radev: l’ex top gun è un possibile “nuovo Orban” per l’Europa

Perso un Orban, l’Europa si ritrova a fare i conti con una nuova “minaccia” al suo interno. Domenica il voto anticipato tenutosi in Bulgaria, le ottave elezioni in soli cinque anni a causa della enorme instabilità politica del Paese, hanno visto la chiara e netta affermazione di Rumen Radev, l’ex presidente della Repubblica e leader di Bulgaria Progressista, il partito fondato proprio in vista del voto.

Radev ha ottenuto la maggioranza assoluta dei 240 seggi del Parlamento monocamerale bulgaro: con il 92% dei voti scrutinati, Bulgaria Progressista si è assicurata una maggioranza di circa 130 seggi, ottenendo circa il 44,7% delle preferenze.

Nel suo primo discorso di domenica sera, Radev ha sottolineato che “la gente ha respinto l’autocompiacimento e l’arroganza dei vecchi partiti e non è caduta preda di menzogne e manipolazioni. Li ringrazio per la loro fiducia”, promettendo di costruire “una Bulgaria forte in un’Europa forte”. “Ciò di cui l’Europa ha bisogno in questo momento è pensiero critico, azioni pragmatiche e buoni risultati, soprattutto per costruire una nuova architettura di sicurezza e recuperare la sua potenza industriale e la sua competitività. Questo sarà il principale contributo della Bulgaria alla sua missione europea”, ha affermato ancora.

Ex pilota di caccia Mig-29 e comandante in capo dell’aeronautica militare bulgara, 62 anni, Radev si era clamorosamente dimesso a gennaio dopo 9 anni da presidente per formare il suo nuovo movimento e presentarsi alle elezioni politiche contro GERB, il partito di centrodestra dell’ex primo ministro Boiko Borisov.

Proprio GERB è crollato al 13,4% dei voti, testa a testa con la coalizione liberale PP-DB, che si è fermata al 13,2%, secondo i risultati della commissione elettorale. Secondo i risultati quasi definitivi, anche il partito di estrema destra Vazrazhdane e il partito delle minoranze turco-rom MRF sono entrati in Parlamento.

Radev aveva lanciato la sua candidatura alle Politiche dichiarando di voler scendere in campo per “distruggere il modello oligarchico e combattere la mafia infiltratasi in tutti i livelli di governo del Paese” grazie, secondo Radev, ai governi conservatori del Gerb, con la tacita complicità del partito della minoranza turca.

Agli slogan anti-corruzione aveva affiancato l’ostilità verso le istituzioni europee: da presidente del Paese aveva chiesto, senza ottenerlo dal Parlamento, un referendum sull’entrata della Bulgaria nella zona Euro. Ma a pesare ancor di più sono le sue posizioni sull’Ucraina: pur non avendo mai negato che “la Russia è l’aggressore”, Radev si oppone agli aiuti militari e finanziari a Kiev. “Non sono filorusso, ho una posizione filobulgara, cioè realistica. Su Kiev, si stanno prendendo decisioni avventate, che non tengono conto delle conseguenze. Questo sta portando la Bulgaria e l’Ue verso una crisi”, aveva detto nei giorni scorsi il neo primo ministro bulgaro, che potrebbe così diventare una nuova spina nel fianco dell’Unione Europea.

di: Redazione - 20 Aprile 2026

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