Oltre 50% minori in più in cella

Decreto Caivano, colpo di genio del governo Meloni: per la prima volta scoppiano anche gli istituti penali per minorenni

Giustizia - di Redazione

25 Febbraio 2026 alle 12:01

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Decreto Caivano, colpo di genio del governo Meloni: per la prima volta scoppiano anche gli istituti penali per minorenni

Il decreto Caivano approvato dal governo Meloni ha replicato negli Ipm, gli istituti penali per minorenni, lo scenario drammatico quanto “storico” riscontrabile nelle carceri: quello del sovraffollamento, una problematica che a catena genera altre emergenze negli istituti di pena.

A raccontarlo il rapporto di Antigone sulla giustizia minorile in Italia, “Io non ti credo più“. Secondo l’associazione, che si occupa di garantire diritti nel sistema penale e penitenziario e che pubblica oggi il suo ottavo rapporto sul tema, il decreto Caivano ha comportato un aumento del 50% della presenza dei giovani negli Ipm, “per la prima volta gli Ipm hanno conosciuto il sovraffollamento”. Alla fine del 2022 negli istituti erano presenti 381 minori, diventati 572 alla fine del 2025. Tra il 2023, anno del decreto, e il 2024, la presenza media giornaliera di ragazzi negli Ipm è passata da 425,1 a 556,3, facendo segnare un +30,9%, con gli ingressi in carcere aumentati di oltre il 10%.

Quanto invece alla popolazione detenuta all’interno degli Ipm, al 31 dicembre 2025 su 572 presenze vi sono solamente 21 ragazze, di cui 6 straniere. “Complessivamente, i detenuti stranieri sono 242, ovvero il 42,3% del totale“, scrive Antigone, che però sottolinea un dato eloquente, ovvero che gli italiani detenuti sono autori dei reati più gravi. “I giovani italiani che hanno commesso delitti di violenza sessuale e stalking – supponendo ragionevolmente che corrispondano al numero di tali reati ascritti ai ragazzi entrati in IPM – sono complessivamente 41 contro i 24 adolescenti stranieri, ossia il 63% di autori di violenza sessuale e stalking è costituito da italiani e il 37% da stranieri Se poi si rivolge lo sguardo al più grave dei delitti, dei 14 autori di omicidio entrati negli IPM – tutti maschi – nel 2025 solo 2 sono stranieri, con una percentuale di questi ultimi che crolla al 14%. Detto in altri termini l’86% dei delitti di omicidio imputati a ragazzi entrati negli IPM nel 2025 è commesso da italiani”, scrive l’associazione nel suo rapporto.

Altro effetto dell’inedito sovraffollamento degli Ipm riguarda l’uso intensivo di psicofarmaci per i minori detenuti. “Al Beccaria di Milano, teatro di presunte violenze e soprusi, in cinque anni (2020-2024) l’aumento nell’utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine è stato del 110%. Nel 2023 l’utilizzo di questi farmaci è stato di 8,3 volte superiore rispetto a Bologna e di 3,3 in più di Firenze, una forbice che si riduce nel 2024 (rispettivamente 4,8 e 2,4) solamente per il netto aumento dei consumi negli altri due”, è la denuncia di Antigone. A questo mix si aggiunge quello della violenza, che unisce carceri per “adulti” come San Vittore e Ipm come il Beccaria, entrambi a Milano.

Antigone entra duramente anche sulle polemiche ormai quotidiane sulle cosiddette “baby gang”, le presunte orde di “maranza” su cui, denuncia l’associazione, “viene pericolosamente mescolato così determinando disinformazione, pregiudizi, sloganismo, interpretazioni stereotipate”, citano a tal proposito le uscite della premier Giorgia Meloni e del Guardasigilli Carlo Nordio sul tema.

di: Redazione - 25 Febbraio 2026

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