Il decreto Spazzanaufraghi

Quei cadaveri in spiaggia ci dicono: assassini, il grande successo della strage di migranti

Sono morti, insieme ad altre migliaia di persone affogate in questi mesi, perché le autorità italiane stanno varando leggi su leggi che ostacolano o proibiscono i soccorsi.

Politica - di Piero Sansonetti

19 Febbraio 2026 alle 09:00

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Quei cadaveri in spiaggia ci dicono: assassini, il grande successo della strage di migranti

Il mare da qualche giorno sta trascinando sulle spiagge della Sicilia e della Calabria diversi cadaveri. A pezzi, maciullati. Irriconoscibili. L’ultimo è stato avvistato l’altro giorno a Tropea, luogo incantevole, adorato dai turisti. A sud di Vibo. Si sa niente di chi era questa persona. Ora solo brandelli di carne e un salvagente incastrato in un pezzo del suo corpo. Una ciambella arancione come quelli che di solito si trovano nei barconi dei profughi che cercano di lasciare guerra, fame e dittature per sbarcare qui in Italia e poi magari raggiungere qualche paese europeo.

Negli ultimi giorni sono stati spiaggiati i corpi di 14 persone. Difficile persino distinguerle per sesso. Sono una minuscola parte della grande strage di fine gennaio. Che ha falciato le vite di mille persone. Migranti. Per il governo italiano questo avvenimento spaventoso è solo un dato statistico. Così classificato: mille sbarchi in meno. Anche i quattordici cadaveri ritrovati sulla battigia sono sbarchi in meno. Immagino che per il ministro Piantedosi siano un successo. Una medaglia da appuntarsi sul petto. Segnano il suo successo sulla Lamorgese. La grande informazione, quella scritta e quella televisiva, ignorano questa notizia. O la pubblicano con molta sobrietà. Trafiletti. L’unico giornale che ieri le dedicava la prima pagina era “Avvenire”, il giornale dei vescovi. Per loro 15 vite umane, o mille vite umane, significano molto. Per l’establishment – il potere, il governo, l’informazione ufficiale – non sono una notizia. 1000 vite italiane sono una cosa. Mille vite migranti sono meno di zero.

Sono morti, insieme ad altre migliaia di persone affogate in questi mesi, perché le autorità italiane stanno varando leggi su leggi che ostacolano o proibiscono i soccorsi. Addirittura vorrebbero ora fare un blocco navale, per impedire che i profughi si avvicinino alla nostra terra. Ne sono fieri. Sventolano tronfi questa loro decisione. Questi 14 cadaveri sulla spiaggia, parlano. Ma dicono una parola sola: assassini.

19 Febbraio 2026

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