Aveva 64 anni
Morto Vincenzo D’Agostino: paroliere della canzone napoletana, da Gigi D’Alessio a Sal Da Vinci
Quasi 3.600 canzoni, 40 anni di musica, 20 milioni di dischi venduti. L'ultima grande hit: "Rossetto e caffé". Le collaborazioni e la malattia
News - di Redazione Web
L’ultimo suo grande successo era stato Rossetto e caffè, cantata da Sal Da Vinci e virale come poche altre canzoni esplose negli ultimi anni. Soltanto l’ultima hit di una carriera lunghissima e ricchissima di successi, oltre 40 anni di musica e 20 milioni di dischi venduti, quella di Vincenzo D’Agostino, morto dopo una lunga malattia a 64 anni. Appena poche settimane fa, a dicembre, era apparso al Palapartenope nel “Concerto d’onore” a lui dedicato al quale amici e colleghi avevano tributato omaggio.
D’Agostino era nato a Napoli il 15 settembre del 1961, aveva iniziato la sua carriera negli anni ’80 come cantante e polistrumentista. Era anche un apprezzato batterista prima che esplodesse del tutto come paroliere. A caratterizzare la sua produzione una vena lirica imperniata nel quotidiano, capace di dialogare con la tradizione della musica napoletana ma anche di declinarsi verso le forme più popolari e attuali nella canzone. Innumerevoli, migliaia canzoni, tantissime collaborazioni, tra cui quelle con il re della sceneggiata Mario Merola o come Nino D’Angelo, Gigi Finizio e Annalisa Minetti.
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Passato alla storia il sodalizio con Gigi D’Alessio, con il quale D’Agostino ha collaborato dal 1991 al 2005. Avevano firmato insieme pezzi Non dirgli mai, Mon Amour, Non mollare mai, Como suena el corazon. La collaborazione si affermata anche al Festival di Sanremo con i brani Non dirgli mai (2000), Tu che ne sai (2001), L’amore che non c’è (2005) e Respirare (2012) cantato da D’Alessio in coppia con Loredana Bertè. Capitolo a parte merita Cient’anne, cantata da D’Alessio e Merola, firmata anche dal capoclan della Camorra di Forcella Luigi Giuliano nella registrazione alla SIAE.
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“Senza parole”, il post condiviso sui social da D’Alessio. D’Agostino sarà interpretato dall’attore Renato De Simone nel biopic sul cantante, Solo se canti tu, diretto da Luca Miniero. Rossetto e caffè era diventata un vero e proprio tormentone che era durato a lungo anche nel 2025, scritta con Sal Da Vinci con le musiche di Luca Barbato. “Il poeta dell’amore ci ha lasciati – il cordoglio di Da Vici sui social – in punta di piedi se ne è andato, grazie Vincé, grazie per aver dato voce alla mia musica, facendola vivere con le tue parole, le tue poesie, grazie per aver condiviso con me tante belle cose…Vivrai nel mio cuore e soprattutto nella mia voce per sempre”.
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D’Agostino aveva firmate anche le sigle di programmi cul come Amici e Un medico in famiglia e diretto il Festival di Castrocaro. Il concerto in suo onore al Palapartenope era stato organizzato dalla Leone Produzioni per celebrare una carriera di quasi 3.600 canzoni e un “poeta della canzone napoletana contemporanea” omaggiato da colleghi e amici. “Quelli come te, Vincenzo, non muoiono, passano alla storia. Questo popolo non ti dimenticherà…Tu sei linguaggio e noi continueremo a parlarti e a cantarti”, le parole di Andrea Sannino.
Appena pochi giorni fa era stata pubblicata Comme si bella, una dedicata alla figlia Melania, composta con il genero cantante, Gianni Fiorellino. D’Agostino era malato da tempo di un aggressivo tumore polmonare, ha scritto ANSA. È morto all’Ospedale del Mare a causa di una grave crisi respiratoria degenerata in arresto cardiaco. Camera ardente oggi, dalle 12:00 alle 19:00 nella Chiesetta Santi Giovanni e Paolo, i funerali si terranno domani, giovedì 18 febbraio, nella Parrocchia Santi Giovanni e Paolo in PiazzaOttocalli.