Una scommessa

Che freschezza Anna and Vulkan, la cantante talento e nuova promessa della musica napoletana

Il progetto di Anna Scassillo, 27 anni, da Torre Annunziata. Si è fatta notare con "Comm'è" e "Scurò"

Cultura - di Antonio Lamorte - 31 Gennaio 2024

CONDIVIDI

Che freschezza Anna and Vulkan, la cantante talento e nuova promessa della musica napoletana

Frischezz, frescone, fresh, frisck. “Fresco” e ogni sua declinazione in napoletano indica qualcosa di cool, in qualche modo sensuale, bello, una finestra che si apre e l’aria pulita che entra. Anna and Vulkan è arrivata, ed era un giorno pieno di sole, e c’era una terrazza piena di piante, e delle chitarre africane. A un paio di mesi dall’uscita di Comm’è si è attirata addosso un’attenzione entusiasta. Per Rockit – testata di riferimento ormai da tempo per tutto quello che si muove sotto il pelo del mainstream della canzone italiana – quel pezzo era uno dei più belli del 2023, Anna and Vulkan uno dei profili da tenere a mente per il futuro. A giudicare da Scurò, l’ultimo singolo pubblicato venerdì 26 gennaio con Pluggers, è proprio accussì. Scommettiamo che.

Anna Scassillo vestita di bianco, in una cava di tufo a Mergellina, una chitarra sulle ginocchia e una ballata che ricorda Pino Daniele, o Roberto Murolo. Scurò: s’è fatta notte. E Anna Scassillo che sorride da Vienna, dove fa freddo ma non troppo. Ha studiato da interprete a Trieste, lavora da brand designer in Austria. Le cover dei suoi singoli le ha realizzate lei. È felice dell’entusiasmo che le gravita attorno. “È sempre stato il mio sogno fare musica, averne un piccolo assaggio è già tantissimo”. La sua educazione musicale: le cassette di Pino Daniele e Lucio Dalla e Michel Petrucciani che il padre metteva in auto.

Chi è Anna and Vulkan

Torre Annunziata: citofonare famiglia Scassillo per chiedere di smetterla con tutta quella musica. O per unirsi: ed enjoy. Se non musicisti, super appassionati, ascoltatori forti, fortissimi. Ignazio è polistrumentista, insegnante, direttore artistico di eventi, solista, compositore di musiche per Rai e Samsung – il suo ultimo lavoro è Parlesia, come la lingua segreta utilizzata dai musicisti napoletani. Provava a spingere la figlia verso la musica, senza pressarla. Anna che non ci pensava più di tanto, fino a quando non chiese al padre di farle vedere gli accordi di una canzone di Avril Lavigne. Anna che decise: la batteria – l’unico strumento che non c’era in casa – prima di passare a chitarra e pianoforte.

E quindi le prime canzoni a 15 anni, il gruppo Sonder da cantante e batterista, i primi live, il primo EP Come ti senti. A Vienna oggi Scassillo lavora e suona anche in un altro progetto, come batterista. È tra Trieste e l’Austria che ha cominciato a sentire una saudade che le fa rivalutare casa sua: il Vulkan è naturalmente il Vesuvio. “È qualcosa di viscerale. Senti la mancanza. Alcune cose esistono solo a Napoli. Sono anche un po’ scappata all’inizio, per il mio desiderio di vedere qualcosa di diverso, ora ci torno spesso”. Si inserisce in quel touch inaugurato dai Nu Genea nel 2018 con Nuova Napoli, in quel trend che si era nutrito della riscoperta di una tradizione di band disco funk tramandata nella compilation Napoli Segreta curata dagli stessi Massimo Di Lena e Lucio Aquilina con DNApoli e Famiglia Discocristiana. E che ha creato una tendenza: come perforare un giacimento.

“Comm’è” e “Scurò”

Comm’è segue proprio quella traccia. Pop, jazz, tropicalismo, chitarre desert blues. Scurò è invece una ballata che guarda da un’altra parte. Una ballata voce e chitarra, il tramonto che anticipa l’addio tra due persone che non l’hanno ancora capito bene che è un addio. “La canzone inizia come un dialogo, per poi trasformarsi in un malinconico monologo in cui una delle due persone spera di non essere dimenticata”. È un rischio quello di restare intrappolata in un immaginario troppo napoletano? “Ho passato molto tempo a cercare la mia voce, l’ho trovata anche nel napoletano. Mi dà la possibilità di esprimere concetti, ha una potenzialità che non riesco a trovare con l’italiano. Non vorrei però che la mia musica fosse limitata a questa visione. Scrivo anche in italiano, a livello di sonorità credo di aver trovato una coerenza tra le due cose. Parto sempre dalla musica”.

E d’altronde il primo brano da Anna and Vulkan era in italiano: Anni 20, un midtempo voce e chitarra sui vent’anni, la loro seriosità e la loro incomunicabilità. Da una demo di quattro brani spedita via mail, l’inizio della collaborazione con Pluggers, la label del rapper Massimo Pericolo. Anna Scassillo oggi ascolta molta più musica italiana rispetto al passato. Il suo preferito resta Dalla, adora LIBERATO, ha apprezzato molto Spira di Daniela Pes, ha un debole per Madame – che nell’ultimo album di Tropico ha cantato in napoletano, Anema e’notte, anche questa nel segno di Murolo.

Anna Scassillo ha 27 anni, una manciata di pezzi finiti e chiusi che dovrebbero uscire presto. Altri in fase embrionale: scrive di continuo. Ha tre brani all’attivo, tutto il blocco, come dicono a Napoli. Facciamo una scommessa. E ben oltre la strabordante attenzione mediatica che pervade la città, Anna non è come sono tante: di ragazzi che schitarrano, imitano, traducono tormentoni in napoletano ce ne stanno parecchi. Ci scommettiamo per il gusto e l’eleganza. E lanciamo un appello: non ha mai suonato a Napoli, organizziamo. Freschezza.

31 Gennaio 2024

Condividi l'articolo