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Elezioni in Giappone, Sanae Takaichi domina nelle urne: la premier conservatrice vince la scommessa del voto anticipato

Esteri - di Redazione

9 Febbraio 2026 alle 10:27

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Elezioni in Giappone, Sanae Takaichi domina nelle urne: la premier conservatrice vince la scommessa del voto anticipato

L’azzardo ha pagato. Il Partito Liberale Democratico ha nettamente finto le elezioni parlamentare che si sono tenute domenica 8 febbraio in Giappone. Il PLD della prima ministra Sanae Takaichi ha ottenuto infatti 316 dei 464 in palio alla Camera dei rappresentati, ottenendo così la maggioranza che può contare inoltre sul supporto in coalizione del Partito dell’Innovazione, che ha ottenuto 36 seggi.

Il PLD, il partito di orientamento conservatore che domina la politica giapponese da 70 anni a questa parte, ha ottenuto la più grande vittoria dalla Seconda guerra mondiale ad oggi. Per la prima ministra Takaichi si tratta di una scommessa vinta in maniera netta: era stata lei, al governo del Paese da tre mesi, a volere il voto anticipato per consolidare la stabilità del suo esecutivo.

Takaichi aveva sciolto nelle scorse settimane la Camera bassa del Parlamento (l’altra, la Camera dei consiglieri composta da 248 rappresentanti, non ha il potere di sfiduciare il governo) dove il PLD era rimasto con una maggioranza risicata.

È andata malissimo per l’Alleanza riformatrice centrista, la principale opposizione al governo, si è fermata a 49 seggi: prima del voto la coalizione composta da Komeito e il Partito Costituzionale del Giappone, di centrosinistra, aveva 172 seggi.

Il suo tasso di approvazione è stato in questi mesi straordinariamente alto, con picchi superiore all’80 per cento nonostante i noti problemi che si porta dietro il Paese (in particolare la forte inflazione e il crollo dello yen, la valuta nazionale, che ha ridotto così il potere di acquisto dei cittadini) e soprattutto la fase critica del suo partito, che prima della sua nomina a primo ministro stava attraversando una tra le peggiori crisi di consensi della sua storia anche a causa di ripetuti scandali al suo interno.

Takaichi, 64 anni, è una politica estremamente conservatrice sia sui diritti civili che sull’immigrazione: eppure l’elettorato, anche quello più giovane, l’ha premiata per uno stile comunicativo meno “ingessato” rispetto ai canoni giapponesi, con tanti riferimenti pop. La prima ministra, politica di lungo corso con la prima candidatura in Parlamento risalente al 1992, è vista come una “novità” anche perché non appartiene da una famiglia nota della politica giapponese, dove è comune una sorta di “eredità” familiare.

di: Redazione - 9 Febbraio 2026

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