Le grane dell'ex generale

Vannacci, il suo “Futuro Nazionale” parte male: nome già registrato da un ex 5 Stelle, ma l’eurodeputato tira dritto

Politica - di Redazione

6 Febbraio 2026 alle 12:10

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Vannacci, il suo “Futuro Nazionale” parte male: nome già registrato da un ex 5 Stelle, ma l’eurodeputato tira dritto

Appena nato ma già in grossa difficoltà. Il “Futuro Nazionale” di Roberto Vannacci, l’ex generale ed eurodeputato fuoriuscito dalla Lega dopo mesi di tensioni con i vertici del Carroccio, è partito col piede in fallo.

Non solo per le adesioni che al momento sembrano latitare, in Parlamento solamente l’ex Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo ha ufficializzato il passaggio nel partito di Vannacci (in attesa del probabile ingresso anche dei leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello), ma anche su fronti più propriamente tecnici, ma non per questo meno rilevanti.

In ballo c’è infatti proprio la possibilità di utilizzare nome e simbolo del partito. Già al lancio, quando Vannacci negava ancora l’intenzione di farsi un suo partito, sul logo di “Futuro Nazionale” c’era stata una certa marette a destra: a protestare era stata Nazione Futura, l’associazione e centro studi conservatore presieduta da Francesco Giubilei, che di fronte a una evidente somiglianza tra i due simboli aveva annunciato la “possibilità di tutelarci” di fronte ad un possibile plagio.

Ma la situazione appare ancora più complicata per Vannacci su un altro fronte. Il marchio “Futuro Nazionale” sarebbe infatti già in possesso di qualcun altro: si tratta di Riccardo Mercante, ex esponente del Movimento 5 Stelle scomparso nel 2020.

A raccontare la vicenda al Fatto Quotidiano è la vedova di Mercante, Marina Caprioni. Il nome “Futuro Nazionale” sarebbe stato depositato il 3 settembre 2010 e registrato il 25 febbraio 2011 all’Ufficio brevetti e marchi del ministero delle Imprese. Dopo la morte di Mercante nel 2020, il marchio sarebbe entrato nella successione ereditaria andando a finire nelle mani della compagna e dei figli.

Caprioni racconta di aver scoperto l’esistenza del marchio registrato dal marito solo negli ultimi giorni: “Sono letteralmente cascata dalle nuvole – dice – Questo del marchio non me la ricordavo onestamente…Sono andata io personalmente a verificare ed è vero che lui lo ha registrato dal 2011”.

Ma soprattutto spiega che “Vannacci non mi piace proprio e non intendiamo cedergli il marchio depositato da mio marito”. Anche perché, lo ricorda Caprioni, Riccardo Mercante era l’opposto dell’eurodeputato: “La nostra famiglia arriva da sinistra, poi ci siamo avvicinati al mondo dei Cinque Stelle. Essere associati a una persona che ha tutt’altri ideali ci ha dato anche fastidio. Per me quel marchio non è una questione di soldi. È una cosa che riguarda mio marito, la sua storia, quello che era e quello in cui credeva”. Anche la figlia Allegra Mercante, di 19 anni, spiega che “la notizia ci ha stupiti, considerate le idee liberali e progressiste di mio padre, che ci tengo vengano ricordate”.

Per ora in ogni caso Vannacci tira dritto. Nonostante le problematiche emerse in queste ore, per l’eurodeputato “finché non c’è nulla di diverso, continueremo a usare il simbolo. Se non c’è nulla di vietato si può usare“, le sue parole all’agenzia Ansa.

di: Redazione - 6 Febbraio 2026

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