L'indagine SWG dopo lo strappo nel Carroccio
Sondaggio Vannacci: Futuro Nazionale vale già il 4,2%, Salvini ferito: “Accolto nella nostra grande famiglia, ci aspettavamo lealtà da chi ha indossato una divisa”
Il divorzio annunciato ma clamoroso. "Accolto quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo, un soldato non abbandona mai il proprio posto". Renzi: “Sinistra unita vince le prossime elezioni, la coperta di Meloni è corta”
News - di Antonio Lamorte
Potrebbe ricoprire un ruolo meno macchiettistico e passeggero di quanto si sia potuto immaginare la formazione di un partito da parte del generale Roberto Vannacci, ormai ex europarlamentare e vice segretario della Lega che ieri ha ufficializzato il suo divorzio, lo strappo dal Carroccio che da sconosciuto militare autore di un libro dai contenuti razzisti, omofobi e xenofobi lo aveva accolto come un fenomeno e gli aveva messo a disposizione il suo apparato. “INSEGUO UN SOGNO, E VADO LONTANO. FUTURO NAZIONALE”, ha scritto in un post sui social. Secondo un sondaggio realizzato da YouTrend per Sky Tg24, Futuro Nazionale avrebbe già un 4,2%: al di sopra della soglia di sbarramento – anche qualora dovesse passare dal 3% al 4% – ma anche più di partiti strutturati da tempo.
La mossa, la decisione era nell’aria e nelle ultime settimane era diventata cosa certa e soltanto questione di tempo. Già la settimana scorsa Vannacci aveva registrato il simbolo del suo partito Futuro Nazionale – tra l’altro accusato di plagio da Nazione Futura di Francesco Giubilei. Lo strappo è diventato ufficiale ieri dopo l’incontro con il segretario del Carroccio e vice primo ministro Matteo Salvini, lo stesso leader che aveva voluto fortemente la candidatura alle elezioni europee del 2024 dell’autore de Il Mondo al Contrario, il libro autoprodotto e pubblicato tramite Amazon campione di vendite che aveva dato popolarità al generale presso gli ambienti della destra più popolare ma anche estrema.
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Aveva raccolto parecchio il Carroccio: 500mila preferenze. Poteva essere l’inizio di una lunga storia, e invece. “Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo”, ha scritto in un post sui suoi profili social. “Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”.
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Secondo il sondaggio Vannacci toglierebbe ovviamente consenso a destra, per nulla a sinistra: a Fratelli d’Italia l’1,1%, alla Lega lo 0,9%, Forza Italia appena lo 0,2%. Stando all’analisi dei flussi elettorali poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci arriva dall’area della destra parlamentare ma una quota rilevante anche dall’area sovranista extraparlamentare, tra gli altri da Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e da Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi. Circa il 13,5% degli elettori di Futuro Nazionale arriverebbe da astenuti e indecisi. Secondo la precedente indagine SWG ma per il TgLa7 diffusa lunedì 2 febbraio, la Lega era al 7,7%.
La delusione di Salvini
“Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato. La Lega aveva accolto nella propria grande famiglia Vannacci quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti. Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito”, ha scritto il leader della Lega Matteo Salvini in un lungo post sui social pubblicato con un video di Vannacci a Pontida che ribadiva fedeltà alla Lega.
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“Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Purtroppo, però, far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature: è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà. In questi mesi, invece, abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni. Peccato”.
“Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa. Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Ma la storia purtroppo spesso si ripete: quanti ne abbiamo visti cambiare bandiera e partito, senza ovviamente lasciare il posto in Parlamento e tradendo voto e fiducia dei cittadini. Spiace umanamente prima che politicamente, ma andiamo avanti per la nostra strada. Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali. Liberi e forti. Senza paura”.
Le reazioni all’addio di Vannacci alla Lega
Parole durissime verso il suo stesso partito da parte di uno dei Big della Lega, l’ex governatore del Veneto Luca Zaia. “A Roberto Vannacci abbiamo spalancato le porte del partito come mai era accaduto con nessuno. Salvini ha dimostrato di essere inclusivo e corretto, nell’ottica della perfetta ospitalità, per cui l’obiettivo è il far sentire l’ospite come un principe”, ha detto al Corriere della Sera. “Francamente, non mi straccio le vesti. Per noi lui è il passato”. Anche secondo l’indagine SWG il profilo del generale è molto polarizzante: tra chi lo conosce la non fiducia supera di gran lunga la fiducia (53% contro 14%), circa il 48% degli intervistati sospendono il giudizio e si rifugiano nel “non so”. CasaPound ha negato ogni coinvolgimento. Lo stesso Salvini ha dichiarato a Cinque Minuti di Bruno Vespa che “non porterà sostanzialmente nessuno” come è stato anche allontanato dal gruppo dei patrioti al Parlamento europeo.
“Quale che sia la percentuale di Vannacci (e io credo che sia più alta di quanto vogliono far credere da Chigi) per Giorgia Meloni c’è la prima grana politica della legislatura. Per la prima volta si rompe un pezzo della sua coalizione che aveva fatto dell’unità la propria forza”, ha osservato l’ex premier e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista a Il Foglio. “Vannacci sta a Farage come Meloni stava a Sunak. All’inizio tutti prendevano in giro Farage e nel giro di cinque anni i suoi contenuti hanno distrutto i conservatori spostando a destra l’asse della coalizione e imponendo la sua leadership. Non so se Vannacci sarà in grado di farlo. Ma fossi in lui giocherei questa carta”, ha aggiunto Renzi. “Se la sinistra sta insieme alle prossime elezioni vince. Certo bisognerebbe darsi una mossa tutti insieme. Ma lo spazio c’è. E la rottura a destra colpirà Meloni più di quanto si immagini. Anche perché se tiene dentro Vannacci, non è credibile al centro. Se rincorre Calenda perde pure Salvini. La coperta di Giorgia è più corta del previsto”.