Strappo con Salvini

Vannacci, addio alla Lega: l’annuncio nel Consiglio federale, l’ex generale tenta la corsa solitaria con “Futuro Nazionale”

Politica - di Carmine Di Niro

3 Febbraio 2026 alle 12:58

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Vannacci, addio alla Lega: l’annuncio nel Consiglio federale, l’ex generale tenta la corsa solitaria con “Futuro Nazionale”

Manca solo l’ufficialità, ma è questione di tempo, le ore che mancano al Consiglio federale della Lega. Roberto Vannacci, l’ex generale dell’esercito e oggi europarlamentare del Carroccio, lascia il partito.

Vicesegretario della Lega, carica che gli aveva conferito il leader Matteo Salvini per blindarlo nel partito a cui aveva portato in dote oltre mezzo milioni di voti alle elezioni europee del 2024, evitando così un tracollo, Vannacci ha già pronto il suo futuro.

Il 24 gennaio scorso sono stati depositati nome e simbolo all’Ufficio brevetti europei di quello che sarà il prossimo movimento politico del generale: “Futuro Nazionale”, una versione in salsa italiana della Alternative für Deutschland tedesca di estrema destra.

Nell’appuntamento odierno del Consiglio federale sarà Salvini ad ufficializzare l’addio di Vannacci, concordato con lo stesso europarlamentare dopo un incontro lunedì con l’ex generale dai toni aspri in cui è emerso chiaramente che non c’è margine di trattativa o ricucitura tra le parti. D’altra la spinta da destra di Vannacci stava provocando non pochi problemi allo stesso vicepremier, concretizzata nel voto sul decreto armi per l’Ucraina in cui le “truppe” fedeli a Vannacci, che per ora sembra poter contare sui deputati leghisti Edoardo Ziello e Rossano Sasso, che avevano votato contro il provvedimento del governo, sull’altro leghista Domenico Furgiuele (organizzatore della conferenza stampa alla Camera con i movimenti neofascisti poi saltata, ndr), oltre agli ex FdI Emanuele Pozzolo e Manlio Messina.

Nessuna cacciata dal partito ma una uscita “soft”, quella che nel calcio verrebbe definita “rescissione consensuale del contratto”. D’altra parte per Salvini uno strappo duro con l’europarlamentare si rivelerebbe dannoso: era stato il leader della Lega, contro il volere di larga parte del partito, in particolare l’ala che fa riferimento ai governatori del Nord, a imbarcare l’ex parà nel Carroccio nonostante le evidenti problematiche che si sarebbe portato dietro.

C’è chi però nel Carroccio punta ad una resa dei conti con l’ex generale. Fonti del partito citate dall’AdnKronos sottolineano che “se Vannacci deciderà davvero, da vicesegretario, di disertare lasciando la Lega per fondare un nuovo partito” allora “siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare”.

Certamente Vannacci non farà più parte del gruppo dei Patrioti, la famiglia politica che ospita l’estrema destra europea che va dall’unghere Fidesz di Orban ai francesi del Rassemblement National di Le Pen e Bardella. Lo ha annunciato il gruppo in una nota in cui si sottolinea che “la Lega resta un partito partner a pieno titolo all’interno della famiglia politica dei Patrioti, a livello europeo. La cooperazione con la Lega prosegue invariata”.

La rottura con la Lega e l’uscita dal Carroccio è stata di fatto ufficializzata nel pomeriggio da un post sui social personali dello stesso Vannacci. “Il mio impegno – da sempre – è quello di cambiare l’Italia. Farla tornare un Paese sovrano, sicuro, libero, sviluppato, prospero ed esclusivo. Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci. Proseguo per la mia strada da solo, con tutti quelli che inseguono il sogno di lasciare ai propri figli un Paese migliore di quello che loro stessi hanno ricevuto dai propri genitori. Da oggi Futuro Nazionale è una realtà”, le parole dell’eurodeputato che dunque conferma così la decisione di fuoriuscire dalla Lega.

A stretto giro è arrivata la replica, sempre via social, di Salvini. Il segretario della Lega si dice “deluso e amareggiato” per la scelta di Vannacci, che “la Lega aveva accolto nella propria grande famiglia quando aveva tutti contro ed era rimasto da solo: grandi giornali, opinionisti, politici, sinistra e benpensanti”.

“Abbiamo spalancato le porte di tutte le nostre sedi e di Pontida, tanto a lui quanto ai suoi collaboratori più stretti. Gli abbiamo offerto l’opportunità di essere candidato con noi in ogni collegio alle elezioni europee, io come tanti altri leghisti l’ho votato e fatto votare, lo abbiamo proposto come vicepresidente del gruppo dei Patrioti in Europa, lo abbiamo nominato vicesegretario del nostro partito”, ricorda ancora Salvini.

È qui che parte l’atto di accusa nei confronti dell’ormai ex vicesegretario, a cui ricorda che fa parte di un partito “non significa solo ricevere, essere al centro di tutto, ottenere posti e candidature” ma “è soprattutto lavoro, costruzione, sacrificio e, prima di tutto, lealtà”. Invece, aggiunge Salvini, “in questi mesi abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni”.

“Mentre tutti noi eravamo e siamo impegnati sui temi della sicurezza e del contrasto alla violenza ed all’immigrazione clandestina, del taglio delle tasse e della riduzione delle liste di attesa, altri alimentavano continue polemiche”, prosegue ancora Salvini, che però sottolinea come la Lega andrà avanti “per la nostra strada”. “Se è vero che nella vita tutti sono utili e nessuno è indispensabile, la Lega ci ha insegnato in questi anni, spesso sola contro tutti, che gli uomini passano, le idee restano. La forza e il destino di una comunità dipendono dal popolo e dalla truppa, non da re o generali”, l’addio polemico a Vannacci.

Chi guarda con interesse alla partita Vannacci-Lega è certamente la premier Giorgia Meloni, che così come Salvini rischia di ritrovarsi con un avversario scomodo in più alla sua destra. Proprio contro la premier erano arrivate nelle scorse settimane parole dure da parte di Vannacci, rivendicando che “rispetto a Meloni in molti casi io avrei agito differentemente”, puntando ad esempio su temi come sicurezza, migranti, riarmo europeo e Green deal.

3 Febbraio 2026

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