Il Cremlino accusa l'Ucraina
Mosca, ferito in un agguato il vice capo dell’intelligence militare russa: è la “mente” delle operazioni ibride contro Kiev
Colpito con una arma da fuoco, probabilmente una pistola, nel cuore di Mosca, in Russia. È l’agguato di cui è stato vittima Vladimir Alekseev, generale con un ruolo di alto livello nello Stato Maggiore russo e vice capo dell’intelligence militare, vittima di un agguato questa mattina nella capitale.
Alekseev, come riferisce il Comitato investigativo russo, è stato aggredito “in un edificio residenziale situato su viale Volokolamskoe a Mosca”, dove un individuo non ancora identificato lo ha sorpreso alle spalle e ha sparato contro di lui con una arma da fuoco, per poi darsi alla fuga. Secondo Kommersant l’assalitore sarebbe riuscito a introdursi nel complesso residenziale in cui è avvenuto l’attentato spacciandosi per un addetto alle consegne di cibo da asporto.
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“La vittima è stata ricoverata in ospedale”, ha dichiarato il comitato investigativo, citato dall’agenzia russa Ria Novosti.
Alekseev, 65 anni, è un personaggio di primo livello per la difesa russa. Vicecapo della Direzione centrale di Intelligence, il GRU, ricopre questa carica dal 2011. Fonti lo descrivono come un elemento chiave della pianificazione di operazioni ibride contro l’Ucraina. Kiev lo considera fra gli organizzatori dei referendum con cui la Russia ha cercato di legittimare la sua occupazione di alcune regioni ucraine.
È sottoposto a sanzioni dagli Stati Uniti dal 2016 in relazione ai presunti attacchi informatici volti a influenzare le elezioni presidenziali statunitensi. Dal 2019 anche l’Unione Europea lo ha inserito nella sua “black list” dei sanzionati in relazione all’avvelenamento dell’ex spia russa Serghei Skripal e di sua figlia Julia a Salisbury, in Gran Bretagna.
Nel giugno 2023, Alekseev, insieme al viceministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov, si è occupato dei negoziati con il leader del gruppo mercenario Wagner, Yevgeny Prigozhin, durante l’ammutinamento e la ‘marcia su Mosca’.
Prima ancora era stato comandante dell’intelligence militare russa in Siria, dove per anni Putin ha aiutato la repressione imposta dal regime di Bashar al Assad.
Dopo lunghe ore di silenzio, da Mosca è arrivata l’accusa nei confronti dell’Ucraina, indicata come responsabile del tentato omicidio di Alekseev. A puntare il dito contro Kiev è stato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che ha accusato l’Ucraina di aver organizzare l’attentato per far saltare i negoziati in corso. “Questo atto ancora una volta ha confermato la determinazione del regime di Zelensky nel provocare continuamente, finalizzata a far saltare il processo negoziale”, ha affermato Lavrov in conferenza stampa.