L'incontro alla Camera

L’abbraccio della sinistra a Fadwa Barghouti e alla Palestina: “Sostenere il riconoscimento, il Board of peace inaccettabile”

La segretaria dem: “Continuiamo a sostenere il riconoscimento: senza due popoli e due Stati non può esistere vera pace. “Vergognoso che il governo impedisca alle ong di portare aiuti”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

22 Gennaio 2026 alle 14:30

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Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli dopo l’incontro con Fadwa Barghouti (al centro) e il Comitato nazionale per la liberazione di Marwan Barghouti, Roma, Mercoledì 21 Gennaio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)
Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Angelo Bonelli dopo l’incontro con Fadwa Barghouti (al centro) e il Comitato nazionale per la liberazione di Marwan Barghouti, Roma, Mercoledì 21 Gennaio 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

L’opposizione abbraccia a Montecitorio Fadwa Barghouti e rilancia la battaglia per il riconoscimento dello Stato palestinese. Tanta roba nel momento in cui la stampa mainstream ha cancellato Gaza e la Palestina dalle prime pagine, quando Donald Trump apre il suo Board of Peace al carnefice di Gaza: Benjamin Netanyahu.

Afferma Elly Schlein, segretaria del Partito democratico: “È stato un incontro molto importante, quello con Fadwa Barghouti. Abbiamo confermato il nostro pieno supporto e la solidarietà alla campagna internazionale per la liberazione di Barghouti, un simbolo di unità per i palestinesi. In questo momento ci hanno chiesto di continuare a sostenere il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina”. Ed ancora: “Le nostre forze politiche – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra – hanno portato in questo Parlamento insieme una mozione unitaria che chiedeva il pieno e immediato riconoscimento dello Stato di Palestina. Per fare la soluzione politica dei due popoli e dei due stati è indispensabile riconoscere anche lo Stato di Palestina perché anche i palestinesi come gli israeliani hanno diritto ad esistere e a vivere in pace e in sicurezza in un loro Stato”.L’Italia e il governo italiano hanno perso un’occasione a settembre quando altri paesi, tanti, più di 150 hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina, si sono aggiunti Francia, Regno Unito, Canada, Australia, anche l’Italia lo doveva fare. Purtroppo, il governo italiano ha scelto di non farlo. Continueremo questa battaglia per il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina che per noi è una battaglia per l’autodeterminazione del popolo palestinese”.

“Per questo – aggiunge Schlein – appoggiamo la liberazione dei prigionieri politici palestinesi come Marwan Barghouti e chiediamo anche di continuare a tenere alta l’attenzione perché a Gaza si continua a morire. A Gaza continuano i crimini del governo Netanyahu. Lo vediamo perché si muore di fame, si muore di freddo, si muore sotto attacchi militari. Quella che c’è non è una pace, è una fragile tregua che tutti devono rispettare ma non basta perché non ci può essere una vera pace senza il pieno coinvolgimento del popolo palestinese, dell’autorità nazionale palestinese senza una prospettiva chiara di riconoscimento dello Stato di Palestina verso la soluzione due popoli due stati. Non arrivano ancora a Gaza e in Cisgiordania tutti gli aiuti umanitari che sono indispensabili”. “È vergognoso che il governo italiano impedisca l’accesso a organizzazioni non governative e umanitarie per portare sollievo al popolo palestinese stremato. Noi dobbiamo continuare a insistere invece su un pieno coinvolgimento della comunità internazionale e dell’Unione Europea che chiedano che a quel tavolo vi siano anche i palestinesi”.

“Denunciamo il fatto che alla tregua non stanno facendo seguito passi verso una vera pace per i palestinesi. e quindi continueremo a insistere in questa direzione. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò a Bruxelles per il Prevertice insieme agli altri leader socialisti. Sarà un’altra occasione per portare anche la testimonianza che abbiamo ascoltato questa mattina da Fadwa Barghouti e per chiedere il pieno supporto a questa campagna per la solidarietà, la liberazione di Marwan Barghouti e degli altri prigionieri politici palestinesi che subiscono ancora violenze dentro alle carceri israeliane e per chiedere il pieno riconoscimento dello Stato di Palestina e di spingere affinché dalla tregua si passi ad una vera pace con il coinvolgimento del popolo palestinese”. “La proposta del Board of Peace è inaccettabile”, afferma la segretaria dem, incontrando i giornalisti. “L’Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo tra popoli e tra Stati e dove prevale il dialogo e non l’uso della forza, non la legge del più forte che vuol far prevalere Trump che con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni unite e creare una Onu a pagamento”, ha aggiunto.

All’incontro con Fadwa Barghouti, era presente anche il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni., con Angelo Bonelli e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. L’incontro – rimarca Fratoianni – è stata “l’occasione non solo per ribadire il nostro impegno solidale al fianco del popolo palestinese contro il genocidio, per le sanzioni nei confronti dei criminali di guerra, a partire da Netanyahu, per la sospensione del trattato di sostituzione di Israele, ma soprattutto per ribadire un impegno politico che abbiamo più volte rilanciato. Le opposizioni in questo Paese si candidano a governare l’Italia perché l’Italia il giorno dopo riconosca lo Stato di Palestina, perché l’Italia sia in prima fila in tutti gli organismi internazionali per ripristinare il diritto internazionale per la fine dell’occupazione illegale di Israele in Palestina, non solo a Gaza, per la fine della polizia etnica in Cisgiordania, delle deportazioni che invece stanno accelerando”. “Ecco – prosegue il segretario di Sinistra Italiana e parlamentare di Avs – questo è il senso di questo incontro e quello che ci siamo detti dopo aver ascoltato le parole molto importanti dell’Ambasciatrice, di Luisa Morgantini naturalmente, di Youssef Salman e di Fadwa Barghouti che avevamo già incontrato ma che è sempre un piacere incrociare per l’esempio che offre a tutti e a tutte noi. La questione palestinesi non è soltanto dei palestinesi, riguarda noi, garantire i loro diritti significa garantire anche i nostri diritti e la nostra dignità”.

Tutto questo mentre a Gaza si continua a morire. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, cinque palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza centrale e meridionale. Wafa riferisce che “a Deir al Balah tre persone, tra cui un minore, sono morte in seguito a colpi di artiglieria, a Khan Younis un minore è stato ucciso dal fuoco israeliano a est del centro urbano, mentre una donna è morta in un altro episodio avvenuto a sud della città”.

 

22 Gennaio 2026

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