L'ex Ceo di Uralkali

Scomparso a Cipro l’oligarca russo Baumgertner: l’ex re del potassio svanito il giorno dopo il “suicidio” di un diplomatico

Esteri - di Redazione

14 Gennaio 2026 alle 15:49

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Scomparso a Cipro l’oligarca russo Baumgertner: l’ex re del potassio svanito il giorno dopo il “suicidio” di un diplomatico

Il suo trasferimento sull’isola di Cipro probabilmente non è servito a salvarlo dalla “longa manus” degli sgherri al soldo del Cremlino e di Vladimir Putin. Dal 7 gennaio risulta scomparso Vladislav Baumgertner, imprenditore russo ed ex Ceo di Uralkali, azienda uno dei maggiori produttori ed esportatori mondiali di potassio.

A denunciarne la scomparsa è stata la polizia cipriota: il 53enne Baumgertner è stato visto l’ultima volta mentre usciva dalla sua residenza a Limassol, in maglietta e pantaloncini, senza mai più far ritorno. Le autorità cipriote sono state allertate tre giorni dopo, il 10 gennaio, ma ad oggi le ricerche su vasta scala di Baumgertner, in particolare sul terreno accidentato vicino al villaggio di Pissouri, dove è stato rivelato per l’ultima volta il segnale del telefono dell’oligarca russo, non hanno portato ad alcun risultato.

Una storia particolare, quella di Baumgertner. Per dieci anni, dal 2003 al 2013, ha guidato Uralkali prima come direttore commerciale e poi come amministratore delegato. Fu lui l’architetto della fusione con Belaruskali, azienda di Minsk (storico alleato della Russia, anche nell’attuale guerra in Ucraina), per creare la Bpc, azienda di dimensioni gigantesche arrivata a controllare il 40 per cento delle esportazioni planetarie di potassio.

Poi nel 2013 la decisione di sciogliere il sodalizio e l’arresto in Bielorusia, dove Baumgertner si era recato per discutere con l’allora primo ministro Mikhail Myasnikovich, con l’accusa di abuso d’ufficio. Dopo tre mesi di custodia cautelare e arresti domiciliari, era stato trasferito a Mosca, ma anche qui i rapporti col Cremlino erano ormai naufragati: a Mosca, per consentire l’estradizione, era stato aperto un procedimento penale a suo carico poi stato archiviato nel 2015 per mancanza di prove. Baumgertner, ormai fuoriuscito da Uralkali, era poi diventato amministratore delegato della società portuale Global Ports, salvo poi decidere di lasciare il Paese per recarsi a Cipro, isola da anni al centro di trame legate proprio al mondo economico russo.

E anche la scomparsa di Baumgertner potrebbe essere legata ad un altro evento misterioso verificatosi a Cipro. L’8 gennaio, il giorno dopo l’ultimo avvistamento dell’oligarca, è morto suicida il terzo segretario dell’ambasciata di Mosca sull’isola a Nicosia. Si chiamava Aleksey Panov e il suo era un profilo “particolare”: non un semplice diplomatico ma un capitano del GRU, il servizio segreto militare a cui sono stati imputati nel corso degli ultimi anni diversi omicidi all’estero, come quello clamoroso dell’ex spia proprio del GRU Sergej Skripal, avvelenato assieme alla figlia Julia con l’agente nervino Novichok nel 2018 a Salisbury, in Inghilterra. Panov avrebbe lasciato un biglietto per giustificare il suo gesto, ma il foglio non è stato consegnato alla polizia. Il dubbio è che la scomparsa di Baumgertner e la morte di Panov siano collegate.

D’altra parte dall’inizio del conflitto in Ucraina è a dir poco impressionante l’elenco di oligarchi, manager e dirigenti d’impresa russi morti in circostanze misteriose: l’ultimo prima di Baumgertner era stato l’anno scorso Andrej Badalov, vicepresidente di Transneft, la società che gestisce gli oleodotti russi.

di: Redazione - 14 Gennaio 2026

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