Il professore di Diritto costituzionale
“Csm, autonomia e premierato: il piano di Meloni è pericoloso”, parla Roberto Zaccaria
«Io sono per la separazione dei poteri, quella delle carriere già c’è. Il nostro no è al disegno complessivo del governo. Magistrati sotto attacco su questioni nevralgiche come l’immigrazione, è giusto che si difendano»
Interviste - di Angela Stella
Roberto Zaccaria, professore di Diritto costituzionale il Governo ha deciso di fissare la data del referendum senza attendere il termine della raccolta firme promossa dai 15 volenterosi. Legittimo? E se sì, politicamente opportuno?
Quella del Governo è un’inaccettabile forzatura. La raccolta popolare è arrivata a 376.000 firme e presto raggiungerà e supererà la soglia delle 500.000. Era doveroso attendere la fine di gennaio ed il giudizio della Cassazione. Questo è importante anche per la formulazione del quesito. La ratio nelle norme è in questo senso. Questa mossa politicamente inopportuna è un chiaro sintomo di paura.
Il Governo ha imposto al Parlamento la riforma costituzionale, impedendo qualsiasi possibilità emendativa. Ora, a differenza del Governo Amato, impone la data del voto. Va tutto bene?
Il procedimento di revisione costituzionale prevede una fase “rinforzata” parlamentare ed una partecipazione popolare che riveste un carattere essenziale. La Costituzione è espressione del popolo sovrano. Il tentativo di comprimere questa partecipazione è sintomo di una mentalità autoritaria.
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Lei il 21 gennaio interverrà all’evento del comitato romano “Giusto dire No” promosso dall’Anm dal titolo “La Costituzione è di tutti noi – Difendiamola”. Secondo lei, come gridano alcuni magistrati, siamo dinanzi ad una deriva autoritaria?
Sono un costituzionalista ed ho preso una posizione pubblica in tutte le consultazioni referendarie riguardanti la Costituzione. Quando è in gioco la Carta fondamentale non è lecito nascondersi. I magistrati sono sotto attacco da parte del Governo su questioni nevralgiche (l’immigrazione sopra le altre, ma non solo). Estremamente preoccupante l’intervento sulla Magistratura contabile (Corte dei conti). È giusto che i magistrati si difendano e difendano la loro indipendenza ed autonomia che interessa a noi tutti. Non devono esser lasciati soli in prima linea, molti di noi costituzionalisti saranno accanto a loro.
Lei è stato deputato del Partito democratico. Proprio lunedì a Firenze si è riunita la “Sinistra che vota Sì”. Stefano Ceccanti ha detto: “Noi siamo per una democrazia bipolare e siamo sempre stati sulla posizione della separazione delle carriere e l’applicazione del codice Vassalli, socialista riformista. Quindi per noi e tutta la nostra storia è sempre stato pacifico che si era di centrosinistra e a favore della separazione delle carriere”. Che ne pensa?
Io sono soprattutto per la separazione dei poteri. La separazione delle carriere c’è già e non serviva una modifica della Costituzione. Gravissimo è l’indebolimento del CSM. Quanto alle posizioni di alcuni PD non è affatto un problema. Il referendum per sua natura prevede un certo rimescolamento delle posizioni. Molti importanti avvocati sono per il NO ed io penso che anche nel centrodestra non mancheranno quelli che nell’urna diranno no. La linea di Elly Schlein è molto chiara ed ovviamente rappresenta la stragrande maggioranza del partito.
Augusto Barbera, già presidente della Corte Costituzionale, ha aggiunto: “Nel prossimo referendum non si vota né a favore del governo Meloni né contro, ci saranno altre occasioni per poter giudicare quel governo e le altre occasioni saranno le elezioni politiche del prossimo anno”. Come replica?
“Questa” riforma è stata fortemente voluta dal Governo che l’ha addirittura blindata in Parlamento. Pensare ora di prenderne le distanze mi sembra innaturale. Del resto si lega nel disegno complessivo alla riforma Premierato (la “madre di tutte le riforme” come ha detto la Meloni) e all’ autonomia differenziata. Il nostro NO sarà inevitabilmente contro l’intero e pericoloso disegno.
Secondo lei qual è la parte peggiore della riforma?
L’ho già detto. Il grande pasticcio dei due Consigli sorteggiati e dell’alta Corte disciplinare inappellabile. Non crede che la magistratura paghi il prezzo dei troppi No a qualsiasi modifica dell’ordinamento giudiziario in questi decenni? La magistratura ha sempre sostenuto una riforma che contribuisca a migliorare l’efficienza del sistema. Quello è il grande problema non affrontato da questa riforma
Lei è stato anche Presidente della Rai. Secondo lei la partita, dal punto di vista della comunicazione, dove e come si gioca?
La partita si gioca inevitabilmente negli spazi di informazione delle televisioni. La par condicio è solo una parte della questione. L’equilibrio delle reti Mediaset preoccupa da tempo. In molte trasmissioni si prende apertamente posizione per la riforma. Si evidenziano veri o presunti errori giudiziari pensando che siano esempi di malfunzionamento. La Rai ha una responsabilità enorme. Ci devono pensare i vertici e anche l’AGCOM deve controllare seriamente l’intero sistema. Noi dedicheremo una grande attenzione a questo problema. Chiederemo dei report molto frequenti con evidenziazione degli strappi più gravi. Dovranno essere evidenziati i tempi dedicati ai diversi leader e sanzionati con immediatezza le trasgressioni più gravi.
L’Usigrai si è detto “preoccupato” in relazione “alla gestione dell’informazione in vista del prossimo referendum costituzionale sulla Giustizia”. Anche lei è preoccupato?
Credo di aver risposto nella domanda precedente. Aggiungo solo che sarebbe importante fare tempestivamente un libro bianco delle violazioni più clamorose. I giornalisti interni sono decisamente i migliori testimoni degli squilibri. Sarebbe una grande forma di collaborazione non solo verso l’AGCOM ma anche verso la stampa, che a sua volta denuncerebbe gli squilibri.
L’Unirai-Figec-Cisal invece criticano la partecipazione di Sigfrido Ranucci alle manifestazioni del No. Tutto regolare?
Mi sembrano atteggiamenti che non meritano commenti. Ranucci è un grande professionista che andrebbe sempre difeso. Non solo quando è vittima di attentati. L’ho ascoltato sabato scorso durante il suo intervento e gli ho fatto i miei complimenti. Mi è parso appropriato ed incisivo.
Che giudizio dà dell’operato del Ministro Nordio?
Estremamente negativo. Nel metodo e nel merito. Calamandrei avrebbe stigmatizzato l’intero modo di gestire questa riforma. Calamandrei era maestro di Barile. Io sono stato allievo di Barile. A parte questo vorrei suggerirgli di intervenire più spesso. I suoi interventi risultano molto utili per i sostenitori del NO.