Le ragioni
Perché alcune scuole scioperano: la mobilitazione di due giorni, lezioni a rischio in tutta Italia
Coinvolti il personale docente e ATA, sia delle scuole statali che comunali, compresi asili nido, scuole dell’infanzia e istituti privati. Le motivazioni dei sindacati
News - di Redazione Web
È uno sciopero su due giorni, quello che ha interessato il comparto scuola sia pubblico che privato tra lunedì 12 gennaio e martedì 13 gennaio. Coinvolti il personale docente e ATA, sia delle scuole statali che comunali, compresi asili nido, scuole dell’infanzia e istituti privati. L’adesione alla mobilitazione è stata convocata dalle Confederazioni sindacali CSLE, CONALPE, CONFSAI e FLP. Possibili disagi per studenti e famiglie, invitati dalle istituzioni scolastiche a verificare personalmente lo svolgimento delle attività didattiche. Si può aderire in entrambi o in uno solo dei due giorni.
Lo sciopero, come scrive il sindacato Csle, è causato da molteplici ragioni: l’aumento degli stipendi “con la reale applicazione di esso come standard europeo”, il riconoscimento dei buoni pasto “come già riconosciuti ai dipendenti del Mim, Direzione Regionali e Usp”, l’estensione del lavoro usurante “a tutti i lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado”. Ma si chiede anche anche l’introduzione dello psicologo esterno nelle scuole, “dedicato al personale che ne richiede la prestazione, la riduzione dell’attuale età pensionabile; la richiesta di apertura delle graduatorie educatori e delle immissioni in ruolo; l’applicazione e scorrimento delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno; l’abolizione della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario; l’abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle Gps”.
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Le giornate erano state inizialmente indette per il 9 e il 10 gennaio, salvo poi essere posticipate per via di alcune violazioni riscontrate dal Commissario di garanzia sull’attuazione della legge sugli scioperi. Coinvolti “personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), personale educativo e scolastico, personale non dirigente e personale docente”. Per quanto riguarda le funzioni locali, si mobiliteranno il “personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, personale docente delle scuole dell’infanzia e personale non dirigente”.