La piazza e il mondo
Non sfregiamo la rivolta iraniana: giù le mani degli imperialismi dal sogno di libertà, il pericolo dell’effetto Venezuela anche a Teheran
Ogni volta che l’Impero si intromette nelle rivoluzioni di popolo, trasforma in un incubo le speranze degli oppressi. Sabotare la guerra, lì e altrove, può essere la scintilla di un movimento nuovo
Esteri - di Luca Casarini
Viva la lotta delle donne e degli uomini iraniani contro chi li opprime! No a qualsiasi intervento di guerra dell’Impero per tentare di appropriarsene! In Iran sono in corso da quasi due settimane proteste e rivolte di massa nelle città più importanti e anche nei piccoli centri. Amnesty International sta denunciando, insieme alle organizzazioni di movimento che fanno riferimento a “Donna, Vita, Libertà” insorte dal 2022, una repressione feroce (ma come potrebbe non esserlo) ad opera del regime degli Ayatollah. Morti, arrestati, desaparecidos, torture, stupri, ad opera di tutto l’orribile apparato repressivo tra cui la vergognosa “polizia morale” che solo l’anno scorso ha messo a morte più di mille persone impiccandole pubblicamente o uccidendole dentro le galere.
D’altro canto la precipitosa evacuazione in queste ore dell’ambasciata russa in Israele, lo spostamento di aerei da guerra inglesi e francesi in Kuwait ma soprattutto le minacce dirette del gangster che ha in mano gli Stati Uniti e l’emisfero occidentale, fanno pensare alla tragica possibilità di una guerra portata dall’esterno per dare il colpo di grazia “dall’alto” al regime. Principale ispiratore di questa strategia non può che essere Israele, non c’è bisogno nemmeno di dire perché. Io sono uno di quelli che pensa, parte di una minoranza della minoranza, che le lotte degli studenti, delle donne e degli uomini iraniani che stanno tentando una rivolta per abbattere i loro oppressori, vadano sostenute come vanno sostenute quelle del popolo palestinese per liberarsi dall’apartheid e dalla violenza coloniale dello Stato di Israele. Come penso che bisogna lottare contro i disegni neo imperialistici statunitensi, russi e cinesi. Come penso che bombardare le città ucraine e loro abitanti da parte di un esercito invasore, sia un crimine di guerra e contro l’umanità. Ovunque questo avvenga e per qualsiasi diavolo di motivazione avvenga.
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Un mio amico e compagno di tante lotte passate, ieri mi ha scritto che sono un inconsapevole utile idiota del Mossad. Il mio rifiuto di leggere il mondo attraverso il “campismo”, compreso quello filo occidentale, me ne ha attirate di peggio: servo della Nato da una parte, e fiancheggiatore di Hamas dall’altra ultimamente. Ma non è il mio ego ferito il problema. Non sono in molti a poter vantare sul proprio curriculum vitae la qualifica di “minaccia alla sicurezza nazionale” attraverso la quale sono stato posto, dal 2019 secondo il Copasir, sotto sorveglianza speciale (con strumenti del Mossad!!!) dai servizi segreti italiani. Il mio ego “rivoluzionario” è salvo. Ma questo mio amico, che voglio e scelgo che sia sempre mio amico, anche se abbiamo opinioni diverse (né io né lui contiamo un cazzo per quanto riguarda ciò che faranno gli Imperi domani mattina, è sempre meglio tenerlo presente) mi ha dato ieri, a conclusione di un duro confronto, uno spunto formidabile.
Ha scritto “Il sogno americano è l’incubo degli oppressi”. Questa è la chiave per capire come posso fare per argomentare la mia posizione. Che non è quella classica e che non ho mai comunque denigrato, del “ne – ne”. Le possibili e necessarie rivolte contro gli oppressori, se vengono “sequestrate” dagli imperi, e utilizzate strumentalmente per i loro giochi, da sogno diventano incubo degli oppressi da un’altra parte magari, e nel tempo anche per chi “è stato liberato”. La rivoluzione iraniana è il sogno degli iraniani. Se diventa l’operazione del Mossad o di Trump o di Nethanyahu, perché questi con i loro bombardieri e con i loro regime change si prendono la scena e la situazione, non è più il sogno degli iraniani. I sogni di rivolta, e le rivolte, la “guerra civile” sono l’incubo degli stati e degli Imperi. Dietro ogni ribellione civile che avviene nel campo avverso, l’Impero non vede solo un immediato tornaconto (il nemico del mio nemico è mio amico, guarda da dove viene il campismo) ma anche un futuro pericolo per sé.
Dunque penso si debba essere con il cuore e con tutti noi stessi a fianco di chi lotta in Iran contro quegli orribili sacerdoti della morte nera, e allo stesso tempo si debba lottare perché i bombardieri dell’impero occidentale non tentino, intervenendo, di trasformare quel sogno in incubo per il mondo. Vale per tutti gli scenari, anche per l’Ucraina dove una lotta di resistenza sacrosanta è stata trasformata in qualcos’altro proprio per necessità degli Stati e dell’Impero sotto il quale noi siamo sudditi. Sostenere il sogno di liberazione di chi rischia la propria vita ribellandosi allo “stato di cose presenti”, chiedendo “Donna, Vita, Libertà”, è uno dei modi che abbiamo per impedire che quel sogno venga sequestrato dall’intervento militare esterno di guerra da parte dell’Impero. Questo metodo, per dargli una valenza universale, potrebbe trovare una sintesi nella lotta comune contro la Guerra. Contro ogni guerra che alimenta lo stato di eccezione permanente nel quale gli Imperi costruiscono il nuovo ordine mondiale. Il riarmo, la logica di potenza, sono ciò contro cui tutti, in ogni luogo del mondo, dobbiamo lottare. Anche per impedire che il nostro sogno, quello di un mondo nuovo, ovunque venga espresso, sia sequestrato e trasformato in un incubo dalle logiche imperiali.
Un movimento di questo tipo, che come si vede è in Europa l’anello debole e dunque anche quello con più contraddizioni di tutto il meccanismo tripolare del comando mondiale (non è un caso che non sia prevista dal comandante in capo dell’emisfero occidentale come attore protagonista nella scena) potrebbe essere uno degli spazi possibili perché nasca l’imprevisto di un nuovo movimento di ribellione sociale e civile. Un movimento “nel mondo ma non del mondo”. Utopico, sognatore e materialisticamente protagonista nella opposizione, diserzione, sabotaggio della guerra e dei piani degli Imperi. Per questo dico con forza: viva la lotta delle donne e degli uomini iraniani contro l’oppressione! No a qualsiasi intervento di guerra dell’impero per tentare di appropriarsene!
Adesso mi preparo alla seconda udienza del processo per “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina” che tra pochi giorni avremo a Ragusa. Ma tanto sono del Mossad, vado tranquillo. Ah no, sono di Hamas, meglio che mi preoccupi. Poi voglio andare in Groenlandia però. Non sono mai stato su una slitta tirata dai cani sulla neve. È un sogno che ho da tempo.