Le mire Usa sull'isola

Trump e la Groenlandia, dietro l’offensiva Usa i consigli dell’amico miliardario Lauder: i dubbi sui rapporti con Putin

Esteri - di Redazione

8 Gennaio 2026 alle 12:12

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Trump e la Groenlandia, dietro l’offensiva Usa i consigli dell’amico miliardario Lauder: i dubbi sui rapporti con Putin

Un lungo giro che parte da New York, passa per Mosca, fa tappa a Washington e infine punta a Nuuk, la capitale di quella Groenlandia che il presidente statunitense Donald Trump vuole per sé, con le buone, ovvero con un complicato piano di acquisto dell’isola, o con le cattive, con un intervento militare contro un paese alleato, la Danimarca di cui la Groenlandia fa parte come territorio semi-autonomo.

È su questa strana rotta che, secondo il giornale danese Politiken, va letto l’interesse di Trump per l’enorme isola a nord-est degli Stati Uniti, che la Casa Bianca reclama a sé per “ragioni di sicurezza nazionale”.

Protagonista è un uomo d’affari già in passato molto vicino al presidente Usa, che ha finanziato con almeno un milione di dollari: il newyorkese Ronald Lauder. Erede miliardario dell’impero della cosmetica, 81 anni, già compagno di studi di Trump alla Wharton School of Business e presidente del Congresso ebraico mondiale, secondo Politiken di recente Lauder ha lanciato una serie di investimenti in Groenlandia.

L’influenza di Lauder su Trump è confermata da più fonti: una è John Bolton, consigliere per la Sicurezza nazionale di Trump nel primo mandato e da tempo in rotta con l’universo MAGA, che a The Free Press ha confermato che fu proprio Lauder il primo a discutere dell’idea di impossessarsi della Groenlandia. Una versione confermata, pur senza fare nomi, dai giornalisti Peter Bake e Susan Glasser nel libro-inchiesta su Trump “The Divider”: è lo stesso Trump a spiegare che era stato “un amico molto ricco” a proporgli di interessarsi all’isola parte del Regno di Danimarca.

In questo scenario ci si sposta poi a Mosca. Nella capitale russa Lauder, da presidente del Congresso ebraico mondiale, ha incontrato per due volte Vladimir Putin nel 2016 e nel 2019: il sospetto per alcuni è che sia stato il leader russo a spingere Lauder a portare Trump ad interessarsi della Groenlandia.

E in questi giorni va sottolineato come proprio dalla cerchia putiniana, in primis Kirill Dmitriev, Ceo del Fondo russo per gli investimenti diretti russi e fedelissimo dello Zar, con ironia si sottolinei la pressione della Casa Bianca sulla Groenlandia e la posizione da “vassalli” dell’Unione Europea.

Una partita particolarmente interessante per Mosca. Da una parte perché l’attenzione di Washington per il Venezuela e Groenlandia può distrarre la Casa Bianca dal fronte più caldo per il Cremlino, ovvero l’Ucraina, e dall’altra l’aggressione statunitense all’isola potrebbe “legittimare” le mire di Putin nei confronti di Kiev.

di: Redazione - 8 Gennaio 2026

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