A Roma
Acca Larentia: spunta il video dell’aggressione ai giovani di Fratelli d’Italia, il blitz con le spranghe
Il blitz contro quattro militanti, uno portato in ospedale in codice giallo. Meloni: "Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre"
Cronaca - di Redazione Web
Spunta un video dell’aggressione ad alcuni militati di Gioventù Nazionale, la sezione giovanile del partito Fratelli d’Italia, a Roma alla vigilia dell’anniversario di Acca Larentia, ovvero l’occasione in cui ogni anno l’estrema destra ricorda l’uccisione di tre militanti nel 1978, consumatasi nell’omonima via di Roma Est tra l’Appia Nuova e la Tuscolana. “La banda di antifa armati di spranghe. La sinistra resta ancora in silenzio?”, la frase scritta a corredo del video dall’organizzazione giovanile. Le immagini sono state pubblicate sulla pagina social dell’organizzazione e sono al vaglio della Digos che sta cercando di risalire all’identità dei responsabili.
Il video dura circa un minuto, l’episodio si è verificato nei pressi della Tuscolana. Si vedono nelle immagini una ventina di persone incappucciate, armate di spranghe e bastoni che raggiungono un’automobile nei pressi di un supermercato e il gruppo che circonda la vettura. Dopo il blitz, il gruppo si è allontanato a piedi. Quattro i militanti di Gioventù Nazionale, uno di questi è stato portato in ospedale in codice giallo con tumefazioni. Il presidente dell’organizzazione, Francesco Todde, ha parlato di un’aggressione che riporta l’Italia agli Anni di Piombo.
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“Ricorre oggi il 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia – ha scritto sui social la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fdi – Una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità. Quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano. Anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre. Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare. Ricordare significa scegliere ogni giorno il rispetto, il dialogo e la convivenza civile, perché le idee forti non temono il confronto. L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale. È questo l’impegno che dobbiamo a Franco, Francesco e Stefano – uccisi ad Acca Larenzia – a tutte le vittime di ieri, a prescindere dal loro colore politico, e alla libertà delle generazioni di oggi e di domani”.
Si va intanto verso l’apertura del fascicolo per la commemorazione, una prima informativa della Digos della Questura di Roma è stata portata ieri sera a piazzale Clodio. Avrebbero partecipato oltre mille persone. È quello che succede ogni anno, con saluti romani e “presente”. Ad Acca Larentia si trovava la sede del Movimento Sociale Italiano, il partito che raccolse nostalgici del regime fascista nel secondo dopoguerra. Era il pomeriggio del 7 gennaio 1978 quando Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta furono freddati in un agguato mentre andavano a fare volantinaggio per il concerto di un gruppo neofascista mentre Stefano Recchioni morì dopo due giorni dopo esser rimasto ferito negli scontri tra missini e forze dell’ordine.
Quell’attacco venne rivendicato dai Nuclei Armati per il Contropotere Territoriale (NACT). Le responsabilità non furono mai accertate. Gli imputati arrestati furono assolti per insufficienza di prove mentre una delle armi utilizzate fu trovata in un covo delle Brigate Rosse, anche questa una circostanza mai chiarita. Fissata intanto per il 20 febbraio l’udienza del gup per 31 persone, tutte appartenenti a CasaPound, che effettuarono il saluto il 7 gennaio del 2024. A questo punto la destra chiede alla sinistra di prendere le distanze e condannare l’aggressione mentre la sinistra chiede alla destra di prendere le distanze e condannare la commemorazione fascista.
Vietato ricordare. Consentito colpire.
A Roma quattro militanti di Gioventù Nazionale vengono aggrediti e presi a sprangate. Sono vivi per miracolo. La loro colpa? Essere di destra e ricordare la morte dei loro coetanei.
Condanniamo la violenza di oggi e di ieri, perché ogni… pic.twitter.com/QFbfMLffKX
— Fratelli d’Italia 🇮🇹 (@FratellidItalia) January 8, 2026