Il pestaggio a Napoli

Picchiato per una spilla antifascista da membri di CasaPound a Napoli, tre arrestati: erano anche ad Acca Larentia

Cronaca - di Redazione - 18 Gennaio 2024

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Picchiato per una spilla antifascista da membri di CasaPound a Napoli, tre arrestati: erano anche ad Acca Larentia

Tre finiti agli arresti domiciliari, uno con divieto di dimora. È l’inchiesta della Digos, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, che ha portato alle misure cautelari nei confronti di quattro esponenti di CasaPound accusati di aver brutalmente pestato il 12 ottobre scorso al Vomero, quartiere ‘bene’ di Napoli, il fotografo 43enne Roberto Tarallo.

La sua colpa? Indossare una spilla con un logo antifascista sul giubbotto. L’uomo fu immobilizzato, minacciato con un coltello, colpito a calci e pugni per portargli via il giubbotto. Le indagini della Digos, coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, Gruppo antiterrorismo, hanno permesso di individuare gli indagati tramite l’analisi delle telecamere di videosorveglianza. Un quinto membro del “commando”, altro militante del gruppo di estrema destra, è indagato a piede libero.

A Tarallo in seguito all’aggressione venne diagnosticato in ospedale un severo trauma cranico. “Pezzo di m… togli questo giubbino, cos’è questo stemma”, sarebbe stata la frase rivolta dai militanti neofascisti a Tarallo, prima dell’aggressione. Gli inquirenti avevano anche contestato la finalità della discriminazione nazionalista che il gip di Napoli Linda Comella ha ritenuto insussistente.

Chi sono gli aggressori

Agli arresti domiciliari sono finiti Vittorio Acuto, 34 anni, Paolo Primerano, 39 anni, ex guardia giurata e dipendente del ministero dei beni culturali, e Taras Buha, 28 anni, ritenuto legato a fazioni neofasciste ucraine e collaboratore del console ucraino a Napoli.

Divieto di dimora nella provincia di Napoli invece per il fratello gemello di Vittorio Acuto, Roberto, segretario cittadino di CasaPound. Entrambi, sempre secondo gli inquirenti, sono legati a gruppi ultras della Curva A della tifoseria del Napoli.

Ai cinque indagati a Napoli vengono contestati dalla Digos e dal pm Fabrizio Vanorio i reati di rapina e lesioni aggravate, porto di oggetti atti a offendere e la ricettazione.

Gli aggressori reduci da Acca Larentia

L’indagine della Digos ha inoltre accertato che i quattro indagati italiani avrebbero preso parte all’incontro dello scorso 7 gennaio a Roma, ad Acca Larentia, dove militanti di estrema destra si sono esibiti nel saluto romano per “ricordare” la morte di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, uccisi davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano il 7 gennaio 1978. Vicenda, quella di Acca Larentia, a sua volta al centro di una indagine della Procura di Roma che per il momento vede coinvolte una decina di persone.

I fratelli Acuto inoltre si sarebbero recati lo scorso novembre alle celebrazioni del movimento greco di estrema destra Alba Dorata. I gemelli però sono stati bloccati e rispediti in Italia dalle forze dell’ordine elleniche.

Perquisita la sede napoletana di CasaPound

Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli la Digo ha perquisito la sede napoletana di CasaPound. Sono state cercate tracce anche di tipo informatico, per approfondire il movente dell’aggressione e della rapina.

La Digos ha perquisito le abitazioni dei quattro indagai, tra i quali il segretario cittadino di CasaPound, nella cui disponibilità erano i locali della sede del movimento. Durante le perquisizioni a casa di Primerano, in provincia di Caserta, la Digos ha trovato, tra l’altro, e sequestrato una cartucciera di un mitragliatore da guerra contenente 55 bossoli.

di: Redazione - 18 Gennaio 2024

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