Una risposta a Mattia Feltri
Il governo Netanayhu è stato tra i finanziatori di Hamas: ha allevato il “mostro”,oggi è nemico assoluto perché non serve più
Quando è la popolazione civile il bersaglio della guerra, come si deve fare per aiutare a non morire, a sopravvivere, quella popolazione? Perché essere presenti in Afghanistan con ospedali e strutture di aiuto?
Editoriali - di Luca Casarini
Leggo sempre con attenzione ciò che scrive Mattia Feltri, proprio perché non la pensa come me e io non la penso come lui. Molto spesso dai suoi scritti mi sento messo con le spalle al muro ed è esattamente la posizione dalla quale o tiri fuori argomenti seri, oppure chiedi l’ultima sigaretta. La volgarità, l’odio, l’intolleranza, tipici della propaganda, non mettono con le spalle al muro. Ma l’argomentazione intelligente invece sì. E allora vorrei idealmente interloquire.
Caro Mattia Feltri, nel tuo scritto non dici che uno dei maggiori finanziatori di Hamas, è stato il governo Netanyahu. Trovo, seguendo il tuo ragionamento, che sia un particolare rilevante. Non solo dunque la catena di solidarietà, politica, istituzionale, umanitaria, ma anche il principale nemico attuale ha fatto scorrere milioni e milioni di euro per finanziare il tipo di “forma Stato” (mi consentirai di trovare riduttiva la definizione di “gruppo terroristico” riferito ad una organizzazione politico militare con decine di migliaia di aderenti, che si presenta a delle elezioni e che gestisce da governo tutte le infrastrutture istituzionali per una popolazione di quasi tre milioni di abitanti e sotto occupazione. I Talebani in Afghanistan sono solo una banda armata? Fare del terrorismo uno dei propri modi di agire, beh, non mi sembra, di questi tempi poi, una prerogativa di Hamas. Cosa sono i bombardamenti americani, ma anche le stesse movenze israeliane sanzionate dalla Corte Penale Internazionale come crimini di guerra e contro l’umanità? Un discorso lungo che potrebbe portarci alle prime formazioni terroristiche del nascente stato di Israele, che sono storia, non opinioni – le prese di posizione allora di tanti ebrei tra i quali Hannah Arendt e Einstein sono documenti preziosi – ma appunto materia da trattare in altra sede).
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Tornando al punto perché Nethanyau ha finanziato Hamas? Potremmo anche dire: perché Bush ha finanziato i talebani? Io credo che Hamas sia stata “pompata” dai soldi israeliani per poter sconfiggere altre ipotesi di governo in Palestina. Alternative al fondamentalismo islamico, magari laiche e democratiche, molto più difficili da gestire come nemico, nel quadro di una strategia da parte di Netanyahu e della sua compagine politica, che non ha mai avuto come orizzonte quello di riconoscere uno Stato ai palestinesi. Dal fiume al mare deve esserci Israele, anche sviluppando il processo di colonizzazione ed apartheid, per il Likud. Come accade sempre si allevano i mostri e poi, quando non servono più, quando ti scappano di mano (forse), diventano nemici assoluti. Quindi nella disamina che fai manca questo aspetto, peraltro oggetto di dibattito anche in Israele. Secondo punto: quando è la popolazione civile il bersaglio della guerra, come risulta evidente dalla reazione israeliana al 7 ottobre, come si deve fare per aiutare a non morire, a sopravvivere, quella popolazione? Se la discriminante fosse la forma di governo o Stato che essa di trova ad avere, allora perché mandare aiuti in Sudan, in Yemen, in Myanmar? Perché essere presenti in Afghanistan con ospedali e strutture di aiuto, nonostante tutto?
Per esserci in tutti questi scenari e condizioni orribili per gli esseri umani, in forma di cura e non di guerra, ci si deve rapportare a chi governa o decide in quei luoghi. Tagliagole spesso. E quindi? Sospendiamo come ha fatto Trump ogni aiuto “perché ci odiano”? Ci sono validissime ragioni perché ci odino. Ma non sto qui ad approfondire, le nostre responsabilità occidentali e democratiche sulla devastazione del mondo. Sono materia da “spalle al muro” anch’esse. Dici che non si può alimentare l’oppressione di Hamas sul popolo palestinese? Bene. Hai visto per caso, dopo i bombardamenti indiscriminati che hanno raso al suolo Gaza, una grande operazione umanitaria di sostegno ai bombardati? Hai visto l’autorizzazione da parte dell’esercito vincitore, a far montare strutture dove potessero ripararsi, anche in questi giorni, donne, uomini e bambini, soprattutto loro? O basta la promessa imbarazzante di Gaza Resort a togliere la terra sotto i piedi all’egemonia di Hamas?
Il cardinale Pizzaballa con tutto il patriarcato Latino e le varie articolazioni delle chiese ortodosse, ha consegnato recentemente tonnellate di aiuti alla popolazione di Gaza. È entrato a Gaza. Colluso con Hamas? Le associazioni che hanno ricevuto gli aiuti sono nella blacklist israeliana. E dunque? Anche la parrocchia di Gaza city che in tutti questi anni di governo di Hamas non ha mai avuto fedeli ammazzati (li ha avuti invece durante questa carneficina, colpiti da un cecchino dell’Idf ) è dunque una struttura dell’area grigia di fiancheggiamento? No perché sai, i cristiani sono perseguitati dai coloni israeliani a Gerusalemme, mica dai musulmani. Si sono ridotti al lumicino, all’1%. Se un cristiano prova ad andare a pregare, e magari ha una croce al collo, gli sputano addosso anche davanti al Sacro Sepolcro. Lo sapevi? Ben Gvi’r ministro, dice che “è tradizione sputare ad un cristiano”.
Dunque a me sembra che hai omesso delle circostanze importanti “di contesto”. Per poi passare alla tua fiducia sulle “procedure istituzionali democratiche “per le quali, al di là dei comandanti in capo che ci ritroviamo nei nostri paesi, se gli Stati Uniti o il Mossad o lo Shin Bet dicono che uno è terrorista, o fiancheggia i terroristi, allora deve essere vero. Dai primi gennaio, lo saprai, gran parte delle ong internazionali indipendenti presenti a Gaza, saranno espulse. Tra queste ad esempio, Msf, presente in oltre 70 paesi nel mondo, e che ha visto uccidere in questi anni tanti suoi medici e operatori anche a Gaza. Colpiti da operazioni militari israeliane. Sono considerate come organizzazioni di fiancheggiamento di Hamas. Perché? Forse perché testimoniano quello che vedono accadere sotto i loro occhi. È una cosa rilevante questa dei testimoni. Oltre 300 giornalisti sono stati ammazzati. Le loro famiglie sterminate. Ah, ma è “Palwood”. Tutto finto. E allora se è tutto finto, perché li hanno sterminati? Perché Israele non consente l’ingresso dei giornalisti internazionali oltre che di aiuti sufficienti alla popolazione? Se le nostre procedure democratiche si basano su queste fonti, rimangono democratiche? Trump ha deciso ad esempio, che tutti i cittadini di origine somala sono terroristi.
Democratico? Ora io penso che agli arrestati di questi giorni sia andata anche bene: se erano in Palestina prima li torturavano e poi li ammazzavano. Avranno modo di difendersi. E noi dovremmo saper dividere l’operazione politica da quella giudiziaria. L’ordinanza, l’avrai letta immagino, È per il 70 per cento “politica”. Addirittura una delle giudici che firma i mandati, la dottoressa Carpanini, si sbilancia in una nota a piè pagina (la 22 mi sembra) nella quale mette come aggravante e dimostrazione della contiguità con il terrorismo degli imputati, il loro appoggio ideale alla “rivolta degli studenti” in Bangladesh, che ha portato recentemente al rovesciamento di uno di quei governi canaglia, corrotto e violento, di cui parlano atti istituzionali Onu e Ue. Dice la Carpanini che quella è stata una sommossa di talebani, studenti sì ma delle “madrase”, che ha provocato la morte di legittimi funzionari dell’ordine pubblico. Ci sono state 40 vittime tra le forze militari in seguito alla rivolta. 1500 morti e migliaia di feriti tra gli studenti e manifestanti. Alla fine hanno rovesciato il governo e nominato un premio Nobel come loro rappresentante.
Ma la valutazione della Carpanini la dice lunga su quale sia il pre-giudizio. Tu dici che dovremmo saper fare pulizia di tutto quello che non è ammissibile, accettabile per chi cede nella democrazia. Sono d’accordo. Ma dobbiamo cominciare da casa nostra e da quello che non va in noi, che non è cercare in tutti i modi, in mezzo a guerre e giochi politici dell’amico -nemico a seconda delle convenienze che i nostri “regimi” conducono. Per poter dire una parola su ciò che accade in altre parti del mondo, bisogna che prima abbiamo il coraggio di dirla su ciò che accade da noi. Partendo dal fatto che le persone hanno diritto ad essere considerate innocenti finché non si prova seriamente che sono colpevoli. Di “teoremi” in Italia ne abbiamo già visti. E non sono stati esempio di democrazia e di giustizia in uno stato di diritto.