Lo scontro

Pensioni, la stretta su uscita anticipata e riscatto della laurea fa esplodere la faida nel governo: Meloni fa marcia indietro

Economia - di Redazione

18 Dicembre 2025 alle 10:32

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Compatti, compattissimi, praticamente con una mano sulla fondina. È lo stato della maggioranza di governo, in piena guerra civile interna dopo la presentazione del maxiemendamento alla manovra presentato dall’esecutivo in commissione Bilancio del Senato, che modifica la portata complessiva della manovra con una spesa prevista maggiorata di circa 3,5 miliardi di euro, a beneficio quasi esclusivo delle imprese.

Coperture che il ministero dell’Economia guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti intende trovare da una doppia stretta sulle pensioni: una riguardante la “finestra” per quella anticipata, che salirà da tre a quatto mesi nel 2032, a cinque nel 2034 e a sei nel 2035, a cui va aggiunto l’aumento dell’età pensionabile di un mese dal 2028 e altri due dal 2029; l’altra, politicamente ancora più delicata, con una sforbiciata brutale sul riscatto della laurea, con la mini-riforma che a regime nel 2035 farà contare solo sei mesi (su tre anni) ai fini del raggiungimento anticipato della pensione.

Un insieme di misure che hanno provocato l’alzata di scudi dalla Lega, che da anni promette di cancellare la legge Fornero e tramite il suo ministro dell’Economia agisce al contrario, rendendo più arduo uscire dal mondo del lavoro.

Quello più duro contro il suo stesso ministro è il senatore Claudio Borghi, che però scarica le responsabilità politiche, la famosa “manina”, sui tecnici del ministero: “Quello che purtroppo qualcuno al ministero non ha capito – spiega il senatore e relatore della manovra – è che se tu vuoi mettere una clausola di salvaguardia” sulle pensioni “lo devi dire, altrimenti sembra un intervento politico. Spero che si capisca la differenza. Esplicitarlo nella norma e non andare a fare una cosa che sembra altro”. Per l’esponente leghista le coperture, “invece di andare a pescare su finestre e riscatto della laurea”, si prendono da misure alternative “come l’Iva oppure l’Irap sulle banche”.

Ma è stata la stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con una situazione ormai politicamente esplosa, ad esser di fatto costretta ad intervenire sul tema e correggere il tiro.  In sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, la premier spiega che “nessuno che ha riscattato la laurea vedrà cambiata l’attuale situazione, qualsiasi modifica che dovesse intervenire varrà solo per il futuro. L’emendamento in questo senso dovrà essere corretto”.

L’opposizione ha così gioco facile a rimarcare la spaccatura in maggioranza, addirittura nello stesso partito del ministro dell’Economia Giorgetti. Per Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, l’annuncio di Meloni sulle modifiche al maxiemendamento “è l’ennesima vergognosa conferma che questo governo è diviso, nel caos”.

di: Redazione - 18 Dicembre 2025

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