Il "nuovo" decreto sicurezza
Il paradosso della destra: garantista sulla separazione delle carriere ma forcaiola con bambini, migranti e lavoratori
Ora questa destra ci chiede di votare la separazione della carriere, perché - dice - è una misura garantista. Effettivamente è una misura garantista. Però qui c’è un paradosso: è un po’ come se un boia ci proponesse di abolire le multe per il divieto di sosta.
Politica - di Piero Sansonetti
Il governo Meloni, da quando si è insediato, ha introdotto una ventina di nuovi reati nel codice penale. E ha stabilito un aumento delle pene per circa 40 anni di carcere per reati già esistenti. Coi decreti sicurezza ha stabilito che nelle carceri non sono permesse neanche le proteste non violente e saranno punite con una pena fino a sette anni, poi ha ridotto il permesso di manifestare ostacolando il traffico, anche qui prevedendo la prigione, e ha deciso che una donna incinta può andare in cella, e se ha un bambino anche di un anno, e non sa a chi lasciarlo, il bambino andrà in cella con lei e sconterà la pena. Queste ultime due norme sono studiate contro le mamme rom. Possiamo, senza polemiche ma limitandoci ai fatti, definirle leggi razziste.
L’altro giorno la Lega ha presentato alla stampa un nuovo pacchetto sicurezza, perché la Lega (supponiamo con il consenso del centrodestra) ritiene che la svolta repressiva impressa dal decreto sicurezza sia ancora troppo dolce. E quindi chiede una nuova legge che preveda che se uccidi un ladro non solo non commetti reato ma non puoi nemmeno essere indagato, poi chiede una legge che introduca il nuovo reato di “fuga pericolosa”, fino a 5 anni di carcere, e anche una legge che fissi l’obbligo di versare una cauzione se convochi una manifestazione (cortei a pagamento). Infine lo sgombero immediato, entro 48 ore dalla denuncia, per chi occupa un appartamento, anche se l’appartamento non è la prima casa di un altro proprietario. Sgombero immediato anche se viene occupato un edificio abbandonato da anni.
Per quel che riguarda l’immigrazione, le direttrici sono tre. Uno: deportazione in Albania. Due, polemiche coi giudici che liberano dalla detenzione i profughi e tentativo di varare leggi che impediscano la liberazione. Tre, guerra aperta – sempre via decreto – alle Ong che operano soccorsi in mare, e stretta sugli interventi della Guardia Costiera, con l’obiettivo di aumentare i naufragi e dunque ridurre gli sbarchi (la tragedia e la strage come strumenti di deterrenza).
Per quel che riguarda l’immunità parlamentare, la destra ha votato compatta perché fosse tolta l’immunità parlamentare a Ilaria Salis. Così come aveva votato per togliere l’immunità alla deputata socialista greca Eva Kaili, che di conseguenza fu arrestata, fu torturata, le fu portato via il bambino di due anni e le fu detto che se non confessava e accusava i complici il bambino non lo avrebbe più visto. Ora questa destra ci chiede di votare la separazione della carriere, perché – dice – è una misura garantista. Effettivamente è una misura garantista. Però qui c’è un paradosso: è un po’ come se un boia ci proponesse di abolire le multe per il divieto di sosta.