La tensione Parigi-Algeri
Boualem Sansal graziato, lo scrittore incarcerato per aver “minato la sicurezza dell’Algeria”: sarà trasferito in Germania
Accettata la proposta di Berlino, lo scrittore 76enne è malato di cancro alla prostata. Condannato a 5 anni, un caso internazionale che aveva contrapposto Francia e Algeria
Esteri - di Redazione Web
Boualem Sansal graziato e trasferito in Germania. L’Algeria ha accettato la richiesta di Berlino per lo scrittore franco-algerino incarcerato da un anno con l’accusa di aver “minato l’unità nazionale”. A favore di Sansal, 76 anni e un cancro alla prostata, si era mobilitata una campagna che aveva coinvolto diplomazia e letteratura internazionale senza alcun successo fino a oggi. La presidenza algerina ha fatto sapere di aver ”accettato la richiesta di grazia arrivata dal presidente tedesco Frank Walter Steinmeier”. In Germania il romanziere e saggista potrà curarsi.
Sansal era stato incarcerato il 16 novembre 2024, prima si erano perse le sue tracce per qualche tempo. È nato nel 1949 in Algeria e viveva a Boumerdès, vicino alla capitale. È stato alto funzionario del ministero dell’Industria algerino fino al 2003 (incarico da cui fu allontanato per i suoi scritti e le sue prese di posizione politica), ha vinto il Prix du premier Roman e il Prix Tropiques 1999 con il suo primo romanzo Le serment des barbares, il Grand Prix RTL-Lire 2008 con Le Village de l’Allemand, e il Grand Prix du roman 2015 de l’Académie française con 2084. La fine del mondo. È stato anche candidato al Premio Nobel per la Letteratura. In Italia è stato tradotto e pubblicato dalla casa editrice Neri Pozza.
È noto, oltre che per le sue opere, per le sue posizioni contro il fondamentalismo islamico e anti governative, è “noto per il suo coraggio e il suo impegno, è sempre stato una voce critica contro l’oppressione, l’ingiustizia e il totalitarismo islamico” come si leggeva nella descrizione allegata all’appello pubblicato sul quotidiano belga Le Point. Era stato fermato all’aeroporto di Algeri al rientro dalla Francia. “Lo scrittore – aveva riferito l’emittente Europe 1 – è stato descritto come un revisionista e un utile fantoccio della lobby anti algerina in Francia”.
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A inizio luglio era stata confermata anche in appello la condanna a cinque anni di carcere per l’accusa di aver “minato l’unità nazionale, aver insultato un organismo costituito, pratiche che potrebbero danneggiare l’economia nazionale e possesso di video e pubblicazioni che minacciano la sicurezza e la stabilità del Paese”. Sansal aveva soltanto espresso posizioni critiche verso il regime algerino in un’intervista. L’arresto ha scatenato una crisi diplomatica tra Algeria e Francia. A chiedere la liberazione dello scrittore, oltre al mondo della letteratura, editori, raccolte firme e campagne di sensibilizzazione, anche il presidente della Francia Emmanuel Macron. “Ci tengo a ringraziare sinceramente, dal profondo del cuore, coloro che hanno contribuito a questa liberazione, frutto di un metodo basato sul rispetto e sulla calma”, il commento del primo ministro francese Sebastien Lecornu.
Dietro la questione, che riguarda sicuramente la libertà di stampa, si celava tuttavia un caso molto più profondo e divisi tra Parigi e Algeri, le cui relazioni si erano ulteriormente deteriorate nel 2024 dopo che le autorità transalpine avevano deciso di riconoscere la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, un territorio governato dal Marocco dove però opera un movimento indipendentista sostenuto da Algeri. Sansal in un’intervista alla rivista di estrema destra francese, Frontières, aveva sostenuto che l’Algeria aveva ereditato territori in passato posseduti dal Marocco.
Lo scrittore aveva rifiutato l’opportunità di ricorrere alla Corte Suprema, una richiesta che gli avrebbe consentito di ottenere la grazia dal presidente algerino. Il presidente tedesco Steinmeier aveva chiesto lunedì 10 novembre che Sansal venisse graziato e che ricevesse cure mediche in Germania “data la sua età avanzata e la sua salute cagionevole”. Berlino si è posta come mediatrice tra Parigi e Algeri, già nei mesi scorsi erano circolate voci su un possibile trasferimento in Germania. “Questa richiesta ha attirato la sua attenzione per la sua natura e per motivi umanitari”, ha aggiunto la presidenza di Algeri specificando che “lo Stato tedesco coprirà il trasferimento e le cure”.