Giornalismo e potere
Terremoto alla BBC, dimissioni ai vertici per le accuse di manipolazione del discorso di Trump: “Povera democrazia”
Due spezzoni distanti più di 50 minuti e risalenti al giorno dell'assalto a Capitol Hill: la tv pubblica accusata di aver modificato e travisato le parole del tycoon ai sostenitori. Un dossier interno svelato dal Daily Telegraph
Esteri - di Redazione Web
Terremoto alla BBC. Due dirigenti si sono dimessi dopo esser stati accusati di aver parzialmente manipolato parte di un discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: secondo chi accusa in maniera che sembrasse esplicitamente incoraggiare l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, quando alcuni sostenitori del tycoon fecero irruzione contestando l’esito delle presidenziali che avevano portato alla Casa Bianca Joe Biden. Lo stesso Trump è intervenuto accusando la manipolazione del suo “ottimo (perfetto!) discorso”. Avrebbe spedito una lettera formale in cui minaccerebbe azioni legali: nel corso del 2025 aveva graziato oltre 1.500 persone condannate o incriminate per l’assalto.
La British Broadcast Corporation è la società concessionaria britannica in esclusiva del servizio pubblico radiotelevisivo nel Regno Unito e il più grande editore radiotelevisivo della nazione. A consegnare le dimissioni Tim Davie, direttore generale, e Deborah Turness, amministratore delegato di Bbc News. Il caso è stato innescato da un documentario realizzato da una società di produzione indipendente e andato in onda circa un anno fa, prodotto dal programma d’inchiesta Panorama intitolato “Trump: a second chance?”. Chi accusa ritiene che due spezzoni del discorso del Presidente americano sarebbero stati fusi insieme in maniera fuorviante durante il montaggio. La settimana scorsa il quotidiano di orientamento conservatore Daily Telegraph aveva riferito di un dossier interno di 19 pagine preparato da un membro del comitato di controllo dell’azienda. Lo stesso articolo riferiva di alti dirigenti che “avevano ignorato e respinto una serie di gravi lamentele sollevate dall’organismo di controllo degli standard dell’azienda”.
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Si torna alla vigilia dell’amministrazione Biden. Come spiega la stessa Bbc sul suo sito, Trump nel suo discorso a Washington Dc del 6 gennaio 2021 aveva dichiarato: “Andremo al Campidoglio e faremo il tifo per i nostri coraggiosi senatori, deputati e deputate”. Il montaggio di Panorama mostrava Trump mentre diceva: “Andremo al Campidoglio … e io sarò lì con voi. E combatteremo. Combatteremo con tutte le nostre forze”- in inglese “we fight like hell”. Due spezzoni “distanti più di 50 minuti. Il commento ‘combatteremo con tutte le nostre forze’ è tratto da una sezione in cui Trump discuteva di quanto fossero ‘corrotte’ le elezioni statunitensi. In totale ha usato la parola combattere o combattimento per 20 volte durante il discorso”.
Sia Davie che Turness hanno ammesso che “ci sono stati degli errori” ma anche che “le accuse di faziosità sono sbagliate”. Il presidente Samir Shah non si è dimesso, non ha escluso la possibilità di una querela miliardaria da parte del presidente degli USA. “La Bbc desidera scusarsi per quell’errore di giudizio”. Sul suo social Truth, Trump è intervenuto per ringraziare il “Telegraph per avere smascherato questi ‘giornalisti’ corrotti. Sono persone molto disoneste che hanno cercato di mettere a repentaglio le elezioni presidenziali. Oltre a tutto il resto, provengono da un Paese straniero, che molti considerano il nostro alleato numero uno. Che cosa terribile per la democrazia!”.
Quel dossier che aveva sollevato il caso del discorso di Trump accusava anche la BBC in lingua araba di parzialità sulla guerra a Gaza e di “effettiva censura” nella copertura sul dibattito sui transgender. La stessa azienda ha parlato della polemica esplosa “in un momento delicato per la BBC, con il governo pronto a rivedere lo Statuto Reale dell’azienda, che di fatto le conferisce il diritto di esistere, prima della scadenza dell’attuale mandato nel 2027”. Non a caso nell’email inviata ai dipendenti, Davie motivava le dimissioni dopo cinque anni da direttore generale con l’intenzione di “creare le condizioni e lo spazio migliori affinché un nuovo direttore generale possa entrare in carica e dare forma in modo positivo al prossimo Statuto Reale”.
Quel rapporto che ha sollevato il caso, è stato sottoposto alla commissione parlamentare che si occupa dei media. Oltre che da Trump, la notizia delle dimissioni sono state accolte favorevolmente anche dal ministero degli Esteri israeliano che ha commentato come “per troppo tempo, hanno diffuso disinformazione che ha alimentato l’antisemitismo e l’estremismo”. Il Premier laburista britannico Keir Starmer, pur riconoscendo “un errore grave”, ha difeso il modello di servizio pubblico di “una BBC forte” in “un’era segnata dalla disinformazione”.
Quello che in questo momento sta passando in secondo piano è sicuramente il messaggio sostanziale di quel discorso di Trump: se il tycoon non è stato condannato, una Commissione della Camera ha riconosciuto all’unanimità la sua responsabilità nell’assalto ritenendolo colpevole di ostruzione al Congresso, cospirazione e incitamento all’insurrezione. Tra i graziati per Capitol Hill, anche esponenti di gruppi estremisti come i Proud Boys e gli Oath Keepers. Se quella modifica al discorso non appare sicuramente opportuna giornalisticamente, è anche accertato che nessuna inchiesta ha mai provato che il risultati delle elezioni presidenziali dell’autunno 2020 che portarono alla Casa Bianca Joe Biden e che decretarono la sconfitta di Trump fossero state viziate da brogli.