Lo studio di Assopopolari e Cer

Le Banche popolari guidano la crescita sostenibile

Environmental, Social e Governance sono diventati anche per il sistema bancario fattori imprescindibili. La sostenibilità, oltre che un dovere etico, è un fattore competitivo decisivo. Le Banche Popolari si distinguono per l’approccio dinamico e positivo, come dimostra lo studio realizzato da Assopopolari con il Centro Europa Ricerche

Editoriali - di Giuseppe De Lucia Lumeno

22 Ottobre 2025 alle 12:11

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Le Banche popolari guidano la crescita sostenibile

Environmental, Social e Governance, ovvero fattore ambientale, sociale e di governance sono, da qualche anno, anche per il sistema bancario, caratteristiche imprescindibili per valutare la sostenibilità e l’impatto etico. Le banche, protagoniste nella transizione verso un’economia sostenibile, sono, infatti, impegnate a integrare gli ESG nelle proprie strategie di business con molteplici obiettivi: gestire al meglio i rischi, creare valore di lungo periodo e rispondere alle aspettative di clienti, investitori e autorità di vigilanza. La sostenibilità diventa così, oltre che un dovere etico, anche un fattore competitivo decisivo per il futuro del settore.

Ora, nella gestione delle diverse tipologie di rischio, le Banche Popolari si distinguono grazie all’approccio dinamico e positivo, sia quantitativo che qualitativo, che possono vantare. La maggioranza degli istituti di credito della categoria, infatti, assume abitualmente decisioni strategiche e di business solo dopo aver analizzato a fondo l’impatto di rischi climatici e ambientali sul contesto operativo e sempre considerando un orizzonte temporale prevalentemente di medio termine. La conferma arriva da uno studio realizzato dall’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari e del Territorio condotto insieme al C.E.R. (Centro Europa Ricerche). Il lavoro è focalizzato sulle prassi delle Popolari per quanto concerne la finanza sostenibile relativamente alle performance ESG esaminando molteplici aspetti. Dall’inclusione dei rischi ambientali e climatici nelle valutazioni, ai fattori di rischio fisico e di transizione; dall’utilizzo di indicatori per valutare i rischi ambientali alla valutazione di impatto della transizione sul portafoglio; dalla presenza di un Comitato di Sostenibilità all’inclusione da parte del C.d.A. dei rischi climatici e ambientali nella definizione della strategia; dalla fonte alla tipologia di classificazione utilizzate per misurare tali rischi, dalle prove di stress che inglobano i rischi climatici e ambientali alle metriche ESG.

La maggioranza delle Popolari utilizza poi indicatori specifici per tenere conto dei pericoli derivanti dal cambiamento climatico e dai rischi ambientali nella strategia di business, quali score ESG, KPI (Key Performance Indicators) collegati alle emissioni finanziate, dal peso dei settori inquinanti nel portafoglio allo score per il rischio di transizione. Infine, per quanto riguarda la governance, tutti gli organi di amministrazione, valutando i rischi climatici e ambientali, li analizzano puntualmente per definire al meglio strategia e obiettivi della banca e, in tutti i casi, la gestione dei rischi stessi segue il modello delle tre linee di presidio e controllo. A tutto ciò si aggiunge l’uso, sempre più capillare di indicatori internazionali e la classificazione dei clienti in base alle metriche ESG. Questi risultati non stupiscono perché sono la conferma di una storia che viene da lontano e che è insita nel modo di essere banca degli istituti del Credito Popolare. Infatti, già oltre 10 anni fa, uno studio condotto da Standard Ethics (società internazionale specializzata) aveva rilasciato per le Banche Popolari un rating di sostenibilità pari a “EE” (Fully Sustainable Grade), un valore al di sopra del dato medio bancario italiano, che dimostrava, già allora, come la finanza sostenibile sia parte integrante del modus operandi di queste banche, da sempre attente alle esigenze dei rispettivi territori e delle comunità di riferimento.

Lo studio di Assopopolari e CER, che pure non nasconde gli aspetti critici indicandone le possibili soluzioni, conferma la validità del percorso verso una migliore gestione dei rischi climatici e ambientali intrapreso dalle Banche Popolari. La nascita del futuro Albo delle agenzie di rating ESG, previsto dalla Ue col nuovo regolamento che ci auguriamo possa avvenire al più presto, sarà certamente una spinta ulteriore per accelerare in questa direzione e per evitare, come recentemente ricordato dal Presidente dell’ABI Antonio Patuelli, che le banche siano appesantite da ulteriori obblighi procedurali e legali. Il percorso delle Banche Popolari, sul versante sostenibilità, è, dunque, culturale: non un’adesione estemporanea a una tendenza del momento ma una scelta fondante che guarda al futuro e che è la logica conseguenza di un radicamento che si è tradotto, nel tempo, in una particolare attenzione alla coesione sociale e al sostegno delle economie locali; non un vincolo ma un valore coerente con la missione mutualistica.

*Segretario Generale Associazione Nazionale fra le Banche Popolari

22 Ottobre 2025

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