L'Idf viola la tregua aprendo il fuoco
Netanyahu torna “falco” ed già in campagna elettorale: promette di disarmare Hamas mente l’IDF spara sui palestinesi
Times of Israel, l’apertura del valico di Rafah è prevista per oggi. La Difesa di Tel Aviv: chiunque oltrepassi la Linea Gialla dietro cui sta l’esercito israeliano a Gaza sarà fermato
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
“Bibi” è entrato in campagna elettorale. E ha rivestito i panni a lui più congegnali: quelli del falco. Ha solo aggiustato il tiro della sua narrazione: all’inizio fu “annienteremo Hamas”. Ora è “disarmeremo Hamas”. Hamas deve rinunciare alle armi e smilitarizzarsi, altrimenti “si scatenerà l’inferno”. Così Netanyahu, in un’intervista rilasciata a Cbs News martedì, all’indomani della visita di Donald Trump a Tel Aviv per celebrare l’accordo sulla prima fase del suo piano in 20 punti per Gaza.
Netanyahu si è detto fiducioso in una prossima fase pacifica nell’accordo fra Israele e Hamas e, adesso che gli ostaggi vivi sono stati liberati, ha affermato che il prossimo passo devono essere smilitarizzazione e disarmo. “In primo luogo, Hamas deve consegnare le armi”, ha dichiarato Netanyahu in nell’intervista esclusiva a Tel Aviv. “In secondo luogo, bisogna assicurarsi che non ci siano fabbriche di armi all’interno di Gaza. Non ci deve essere contrabbando di armi a Gaza. Questa è la smilitarizzazione”, ha aggiunto. Martedì Trump ha avvertito che, se Hamas non si disarmerà, “li disarmeremo”. Hamas è pronta a consegnare armi pesanti a un organo di governo palestinese di Gaza o a nazioni arabe, ma non consegnerà le armi leggere. Lo riferisce il media statunitense Axios, citando “un funzionario statunitense e una fonte informata” secondo cui “Hamas ha espresso la sua disponibilità a consegnare le sue armi pesanti – principalmente razzi e missili – a un’entità palestinese o araba, ma ha insistito nel conservare le armi per autodifesa”.
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Apriti cielo! In mood elettorale come e peggio di Netanyahu, ecco il ministro alla Sicurezza israeliano, leader dell’estrema destra, Itamar Ben Gvir proclamare che Hamas deve essere cancellato, dopo la mancata restituzione da parte del gruppo militanti di tutti gli ostaggi israeliani deceduti nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, entrato in vigore la scorsa settimana, un accordo a cui il ministro di estrema destra si è opposto. “Basta con la vergogna”, afferma Ben Gvir in una dichiarazione. “Pochi istanti dopo aver aperto i valichi a centinaia di camion, Hamas è tornata molto rapidamente ai suoi metodi noti: mentire, imbrogliare e abusare delle famiglie e dei corpi. Questo terrore nazista conosce solo la forza, e l’unico modo per affrontarlo è cancellarlo dalla faccia della terra”, aggiunge. Lo riporta il Times of Israel.
Sul fronte opposto, c’è l’Israele resiliente. Che festeggia ma non dimentica. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu deve essere ritenuto «responsabile» per aver «usato Hamas per restare al potere». Lo ha dichiarato a Channel 12, Yehuda Cohen, padre dell’ex ostaggio Nimrod Cohen, 21 anni, rientrato in Israele lunedì dopo essere stato rilasciato da Hamas nell’ambito dell’accordo raggiunto sulla base del piano Trump. «Questa guerra non è finita», ha aggiunto Cohen dicendosi «molto critico nei confronti del governo» Netanyahu. Parlando di «colui che si considera ancora sfacciatamente primo ministro», Cohen ha promesso che «non resteremo in silenzio, non ci fermeremo finché questa persona non sarà più in grado di gestire nemmeno un chiosco di falafel. Persone come lui sono pericolose». Cohen ha anche accusato Netanyahu di aver «consegnato il sud del paese a Hamas in cambio di una somma di denaro» fino agli attacchi del 7 ottobre 2023. Da allora, «per due anni ha usato Hamas per preservare la sua carica politica e ora, per continuare a ricoprirla, serve una porzione di Israele agli Stati Uniti su un piatto d’oro», ha aggiunto. «Quest’uomo è pericoloso. Dobbiamo continuare a lottare affinché quest’uomo pericoloso e tutti quelli che lo circondano semplicemente se ne vadano», ha concluso.
Annota in proposito Yossi Verter, columnist di punta di Haaretz: “Stiamo entrando in un anno elettorale e una cosa non si può togliere al Likud: (il partito di Netanyahu, ndr) sanno sempre come individuare una buona campagna elettorale. In realtà, è l’unica cosa che sanno fare. Governare il Paese? Proteggere la sicurezza delle persone? Rendere prioritaria la liberazione degli ostaggi? Non proprio. Nel momento in cui i fischi spontanei si sono fatti sentire in Hostage Square, la macchina di Bibi è entrata in azione. Tutto è stato improvvisamente sminuito: la cospirazione, il fallimento e il massacro, l’appoggio a Hamas, la ridicolizzazione del servizio di sicurezza Shin Bet e degli avvertimenti dell’intelligence militare prima del 7 ottobre, l’abbandono, il sabotaggio degli accordi sugli ostaggi, la prosecuzione di una guerra senza scopo, l’incitamento contro le famiglie degli ostaggi. Cosa è tutto questo in confronto al terribile crimine commesso dalle masse israeliane nella piazza degli ostaggi sabato sera, 11 ottobre? I fischi che si sono levati quando l’inviato di Trump, Steve Witkoff, ha ringraziato Netanyahu per qualcosa di poco chiaro sono stati una risposta collettiva da parte di centinaia di migliaia di persone calunniate e diffamate da lui, dai suoi collaboratori e dai suoi portavoce per due anni, al punto da arrivare alle rituali accuse di ‘anarchici’, ‘fascisti’ e ‘manifestanti finanziati da Ong e governi stranieri’…”. Così Verter.
Intanto le morti a Gaza non si sono fermano. L’altro ieri sono state uccise 9 persone che secondo l’esercito israeliano si trovavano in una zona vietata. Mentre una fonte medica ha affermato che sono stati uccisi dai droni israeliani mentre stavano ispezionando le loro case nel quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza City. Un altro palestinese è stato ucciso a Khan Yunis. Per Hamas è «una violazione dell’accordo per il cessate il fuoco», ma la stessa organizzazione è stata autrice di esecuzioni sommarie con la fucilazione di sette persone accusate di collaborazionismo con Israele. Ieri si contano due vittime. Secondo le Idf avrebbero attraversato la “linea gialla”.