"Sono madre, sono cattolica, sono moglie!"

Sono tutti “salisiani”: la sindaca di Genova Next Big Thing della sinistra, Meloni e Schlein la vedono arrivare

La spinge verso Palazzo Chigi uno squadrone di ex ministri, riformisti, sindaci, editorialisti, 5 Stelle, sportivi e registi. Figlia di un comunista e di un'impiegata, per due volte alle Olimpiadi. "Adesso lavoro per Genova. Tra 5 anni, si vedrà"

Politica - di Antonio Lamorte

25 Settembre 2025 alle 15:59

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Silvia Salis candidata del contro sinistra vincitrice alle elezioni comunali 2025 a Genova, Italia – 27 maggio 2025 foto LaPresse
Silvia Salis candidata del contro sinistra vincitrice alle elezioni comunali 2025 a Genova, Italia – 27 maggio 2025 foto LaPresse

Ormai lo si legge ovunque, anche nei commenti suo social oltre che sui giornali, senza troppi giri di parole pure tra non addetti ai lavori. “La prossima presidente del consiglio. Giorgia ti teme e lo sai anche tu!” Poco più di un centinaio di giorni da sindaca di Genova e Silvia Salis è già diventata la “Next Big Thing”, la grande speranza della sinistra italiana. L’hanno vista cantare Bella Ciao con il figlio in braccio, l’hanno vista impacchettare gli aiuti per la Flotilla diretta a Gaza. Figlia di un Comunista, riformista, convinta sostenitrice del Campo Largo, moderata. Questi sono gli anni dei meloniani e degli schleiniani: di questo passo non ci vorrà molto tempo a Treccani per registrare anche il lemma dedicato ai salisiani.

“La sua ascesa è stata repentina e in pochi mesi è diventata centrale nel dibattito politico – si legge nel ritratto del quotidiano Il Foglio – temuta e desiderata, a seconda dei punti di vista. Comunista, ma anche centrista. Moderata e pragmatica. Giornali e media si sono sbizzarriti nel cercare una definizione. Di certo piace a Matteo Renzi e a qualche riformista del Pd, mentre Elly Schlein sembrerebbe temere il suo protagonismo”. Ascesa repentina non esente da lati oscuri: appena ieri la notizia di una lettera di minacce in seguito alla quale ha ricevuto solidarietà da parte di tutti gli schieramenti.

Leggenda vuole che da bambina, alle elementari appena, già vagheggiava sul sogno di diventare sindaca della sua città. Padre operaio e custode dell’impianto di atletica Villa Gentile, iscritto al Partito Comunista Italiano. “Una sera, da neopatentata, rimasi senza benzina. Lui arrivò in soccorso con una tanica e mi disse: ‘Ricordati che sei figlia di un operaio, nella vita non puoi permetterti di essere imbecille’”. Madre impiegata comunale. “Da loro ho imparato presto il valore del lavoro e della comunità”, si leggeva sul sito della candidatura a sindaca.

È stata una sportiva – lancio del martello – di livello Olimpionico: ha vinto dieci titoli italiani, è stata finalista ai Mondiali, medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009 e medaglia di bronzo a quelli di Mersin, due volte ai Giochi: Pechino 2008 e Londra 2012. Si è laureata in Scienze Politiche alla Link Campus University, ha lavorato anche da giornalista, dopo l’addio all’agonismo è diventata consigliere federale con delega a marketing e comunicazione nella Federazione Italiana di Atletica dal 2016 al 2021, successivamente vicepresidente vicaria del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), sostenuta dall’ex Presidente Giovanni Malagò.

Ha compiuto 40 anni lo scorso 17 settembre, festeggiati con un parterre notevole tra sport, politica e spettacoli nella Sala delle Grida del Palazzo della Borsa. È sposata con il regista Fausto Brizzi – superstite e assolto e archiviato da ogni accusa di abusi sessuali che lo aveva colpito ai tempi del Me Too. La coppia ha avuto un figlio che ha preso il cognome della madre. Salis è tifosa della Sampdoria. A Genova cercavano un profilo civico, appoggiata dall’ex ministro Andrea Orlando, ha messo insieme il Campo Largo. Altra leggenda: Forza Italia se la sarebbe fatta scappare, avrebbe potuto correre con “Berlusconi per Salis Presidente”. Smentita. E infatti con il centrosinistra è stato successo al primo turno: 51,48% lo scorso 26 maggio.

 

 

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Ha festeggiato cantando Bella Ciao con il figlio in braccio mentre arrivava per la prima volta da prima cittadina a Palazzo Doria-Tursi. Alla sua campagna elettorale hanno lavorato sia il marito che il figlio di Concita De Gregorio. Nella sua giunta sette donne su 12, il 25 giugno la sua amministrazione ha registrato 11 figli nati da coppie di donne. Vicesindaco l’assessore Pd Alessandro Terrile con deleghe a Bilancio, Partecipate, Sviluppo Economico Sostenibile, Economia del Mare, Rapporto tra porto e città. Appena qualche giorno dopo il suo compleanno  ha festeggiato quello di Giordano Bruschi, il partigiano detto Giotto. “La memoria della Resistenza e della Liberazione è un muscolo che va allenato perché tutta la comunità non dimentichi chi ha liberato l’Italia dai regimi nazifascisti”.

Secondo retroscena giornalistici piacerebbe tanto a Matteo Renzi, che la vorrebbe al centro nel suo progetto di una Casa Riformista e che l’ha voluta in apertura della prossima Leopolda. “Adesso lavoro per Genova – ha detto in un’intervista a Vanity Fair – È una palestra molto impegnativa e tutte le mie forze devono essere concentrate lì. Tra cinque anni, si vedrà. Capisco, comunque, che ci sia un tema di leadership su cui la sinistra e il campo progressista devono lavorare: a sinistra spesso c’è la corsa alla differenziazione, ma bisogna superare questo male e identificare una persona che possa vincere e riconoscerla come leader”. Ormai lo scrivono e lo predicono in tanti che è “la futura candidatura premier per il centro sinistra”.

I retroscena dei quotidiani ipotizzano uno squadrone a spingere la sindaca a Palazzo Chigi tra ex ministri, riformisti, sindaci, editorialisti, 5 Stelle, sportivi, registi. Qualcuno ha cominciato anche a proteggerla, a consigliarle di andarci piano. Anche se “sono madre, sono cattolica, sono moglie!”, aveva rilanciato lei una volta: vale più di tanti manifesti. Secondo Il Foglio, Elly Schlein l’avrebbe avvisata: “Così ti bruci”. E lei, a Vanity Fair, della segretaria dem aveva detto: “Credo che la sua testardaggine nell’unire e non dividere le varie anime della sinistra sia positiva, perché quella è la leva per vincere le elezioni del 2027”.

 

 

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25 Settembre 2025

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