Lo show alle Nazioni unite
Cosa ha detto Trump all’Onu, il delirio del presidente Usa che attacca le democrazie occidentali
“Incoraggiate l’invasione con i migranti, basta frontiere aperte”, attacca il tycoon. E poi: riconoscere la Palestina “ricompensa per Hamas”, i dazi “un meccanismo di difesa”; il climate change “la più grande truffa”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Parla all’Onu per distruggere l’Onu. E dalla tribuna del Palazzo di Vetro dichiara guerra alle “istituzioni globaliste”. Ventitré settembre 2025. Una data da cerchiare in rosso. È il giorno del “delirio planetario” del capo dell’iperpotenza mondiale. Doveva essere il tycoon’s show. Ma la realtà ha superato ogni più tragicomica aspettativa. Donald Trump “occupa” il Palazzo di Vetro. Con un discorso devastante e autocelebrativo all’ennesima potenza. “In sette mesi ho messo fine a sette guerre che dicevano essere non terminabili. Non è avvenuto prima, sono molto onorato di averlo fatto”, proclama The Donald parlando all’Assemblea Generale Onu. «Nessun presidente o primo ministro e, per quel che conta, nessun Paese, si è neanche avvicinato a qualcosa di simile».
Il tycoon si è lamentato però che “non ho mai avuto una chiamata dalle Nazioni Unite”, e “nessuno mi ha ringraziato” per questo, ma “l’unica cosa che ho ottenuto è una scala mobile che si è fermata a metà e un teleprompter che non funziona”, riferendosi ai problemi tecnici che hanno caratterizzato il suo discorso presso la sede dell’Onu, “Le parole vuote non risolvono le guerre”, ha continuato. E vai con l’autocelebrazione in mondovisione: “Ho lasciato un’era di calma e stabilità” al termine del primo mandato, che ha poi lasciato spazio a una delle “grandi crisi dei nostri tempi”, con una “serie di disastri”. Ma ora, in soli otto mesi, “siamo nell’età dell’oro dell’America”. E l’Onu? Un ente inutile, anzi di più. Una istituzione deleteria, dannosa. “L’Onu non esprime al massimo il suo potenziale, che cosa fa? Non fa che parlare con parole vuote e scrivere lettere forti” sentenzia Trump durante il suo intervento.
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Non basta. Le Nazioni Unite sono il regno delle peggiori nefandezze mondiali. “La questione politica numero uno del nostro tempo è la crisi delle migrazioni incontrollate” e l’Onu incoraggia l’ “invasione” di alcuni Paesi attraverso l’immigrazione illegale, proclama Trump. “I vostri Paesi andranno all’inferno”: è il monito iettatorio lanciato Trump da che ha criticato i leader europei per la gestione dell’immigrazione, esortandoli ad imparare dal suo lavoro in America: “Abbiamo intrapreso azioni coraggiose per bloccare rapidamente l’immigrazione incontrollata. Una volta abbiamo iniziato a trattenere e deportare chiunque attraversasse il confine e a espellere gli immigrati clandestini dagli Stati Uniti, hanno semplicemente smesso di arrivare”. Trump ha definito il tasso complessivo di immigrazione in tutta Europa parte del “programma migratorio globalista”. “È ora di porre fine al fallito esperimento delle frontiere aperte. Dovete porvi fine ora”, ha detto. “I vostri Paesi andranno all’inferno”, ha chiosato.
Il capo della Casa Bianca ce ne ha per tutti e su tutto. Nel suo intervento Trump ha attaccato i Paesi Nato e gli alleati europei, accusandoli di «finanziare la guerra contro loro stessi». Il riferimento è al conflitto tra Russia e Ucraina e al fatto che alcuni Paesi continuano a comprare petrolio dalla Russia, finanziando di fatto la guerra. “Se la Russia non farà un accordo, siamo pronti a imporre dazi. Per essere efficaci, però, devono essere imposti anche dall’Europa. […] L’Europa deve cessare immediatamente di acquistare l’energia russa”. E visto che c’è, prende di petto pure Cina e India, a suo dire i “principali finanziatori” della guerra russa in Ucraina. Quanto poi al riconoscimento dello Stato palestinese, Trump taglia corto e fa felice il suo amico e sodale, “eroe di guerra” e “brav’uomo”: lo sterminatore dei palestinesi, il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Il riconoscimento per la Palestina è una ricompensa per Hamas e i suoi terribili attacchi”.
E la guerra dei dazi? “I dazi sono un meccanismo di difesa durante l’amministrazione Trump. Vogliamo assicurare che il sistema funzioni per difendere la nostra sovranità e contro le nazioni che si sono approfittate della precedente amministrazione Usa e di ‘sleepy Joe Biden”, dice il tycoon, passando dallo scherno alle mazzate dialettiche. Il “grande picconatore” è inarrestabile. Le fonti rinnovabili non funzionano, gli impianti «marciscono e arrugginiscono», è energia che «ci fa perdere denaro»., sentenzia. «Molte di queste attrezzature vengono costruite in Cina, ma loro non le usano, le esportano soltanto. Loro usano il gas», ha aggiunto. La Germania, maggior utilizzatore di rinnovabili in Europa, «è sull’orlo del precipizio», ha aggiunto. «Ora sono tornati al nucleare, che è una cosa buona», ha poi osservato. «Green vuol dire bancarotta. Il climate change è la più grande truffa», ha concluso. Un intervento-fiume, il suo. Il presidente Usa ha parlato per quasi un’ora, superando di almeno tre volte il limite di tempo imposto ai leader per i loro discorsi.
“Il nostro mondo sta diventando sempre più multipolare. Questo può essere positivo, perché riflette un panorama globale più diversificato e dinamico. Ma la multipolarità senza istituzioni multilaterali efficaci provoca il caos, come l’Europa ha imparato a sue spese, dando origine alla Prima Guerra Mondiale”, aveva detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres aprendo i lavori dell’80esima Assemblea Generale Onu. “Siamo entrati in un’epoca di sconvolgimenti sconsiderati e di incessante sofferenza umana. I principi delle Nazioni Unite che avete istituito sono sotto assedio, i pilastri della pace e del progresso stanno cedendo sotto il peso dell’impunità, della disuguaglianza e dell’indifferenza”. “Nazioni sovrane invase, la fame trasformata in arma, la verità messa a tacere – ha aggiunto – Ognuno di essi è un avvertimento”. In un’ora Trump ha demolito ogni virgola dell’intervento di Guterres. Il “becchino” delle Nazioni Unite ha compiuto il suo lavoro.