Drone contro la nave Alba
Nuovo attacco alla Flotilla che non si fa intimidire: “Continueremo imperterriti”
Secondo attacco con droni contro la missione pacifica diretta a Gaza: danni alla nave “Alma”. E intanto Israele bombarda anche lo Yemen colpendo obiettivi Houthi
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Gli avvertimenti armati continuano. Quella flottiglia non deve raggiungere Gaza. Global Sumud Flotilla ha denunciato che un’altra sua imbarcazione è stata vittima di un sospetto attacco con drone davanti alle coste tunisine, meno di 24 ore dopo un analogo episodio al largo di Sidi Bou Said. La Alma, battente bandiera britannica, «è stata attaccata da un drone mentre era attraccata in acque tunisine ed è stata danneggiata per un incendio scoppiato sul ponte superiore», hanno fatto sapere gli attivisti della Flotilla su Instagram. “Le prove video – si legge in un post su Instagram – suggeriscono che un drone, senza luce quindi non poteva essere visto, ha fatto cadere un dispositivo che ha dato fuoco al ponte dell’Alma”. “Le fiamme – riferiscono gli attivisti – sono state estinte velocemente e nessun membro dell’equipaggio è rimasto ferito”. Nonostante gli attacchi, la missione “proseguirà con determinazione”.
Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, che vive a Tunisi e sta seguendo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla sul posto, ha pubblicato per prima l’immagine dell’oggetto che avrebbe colpito la barca: è stato trovato a bordo dopo l’incendio e sembrerebbe essere un contenitore di materiale incendiario che si autodistrugge. Il suo post, in cui ha sostenuto l’ipotesi di un attacco compiuto con un drone, è stato poi condiviso dall’account ufficiale della Global Sumud Flotilla, che in seguito ha pubblicato altre immagini dell’oggetto. «Questo è il secondo attacco di questo tipo in due giorni», ha denunciato invece il movimento Pro-Pal, «questi ripetuti attacchi si verificano durante l’intensificarsi dell’aggressione israeliana contro i palestinesi a Gaza e sono un tentativo orchestrato per distrarre e far deragliare la nostra missione».
I presunti attacchi con droni non porteranno a uno stop della spedizione, che punta a forzare il blocco navale israeliano attorno alla Striscia di Gaza per consegnare aiuti umanitari: «La Global Sumud Flotilla continua imperterrita», si legge nel comunicato, «il nostro viaggio pacifico per rompere l’assedio illegale di Israele su Gaza e dimostrare incrollabile solidarietà con il suo popolo prosegue con determinazione e risolutezza». Gli attivisti e le attiviste della Global Sumud Flotilla «fanno quello che dovrebbero fare i governi europei: rompere il blocco criminale di cibo e aiuti umanitari» a Gaza. Così la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, intervenendo nel corso della trasmissione Tagadà, su La7, in collegamento dalle Marche per un incontro con i cittadini insieme al candidato alla presidenza alle elezioni regionali, Matteo Ricci. «Abbiamo chiesto più volte al governo di sanzionare il governo di Benjamin Netanyahu e di interrompere i memorandum di cooperazione», ha ricordato. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni «deve riconoscere pienamente lo Stato di Palestina», ha aggiunto Schlein.
«La partenza è prevista per domani (oggi per chi legge, ndr), verso le 14 o le 15. Al momento è ufficiale, le barche sono pronte, quindi speriamo non ci siano intoppi». Lo ha detto Maria Elena Delia, la portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che partirà oggi da Siracusa per portare aiuti umanitari ai civili palestinesi. La flotta, «composta da circa una ventina di barche», farà «rotta direttamente verso Gaza, senza scali intermedi», spiega all’Adnkronos. Dopo il Qatar, tocca di nuovo allo Yemen. La guerra di Netanyahu non ha soluzione di continuità. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno attaccato un complesso governativo ad Al Jawf, nello Yemen nord-occidentale, area controllata dal movimento filo-iraniano Houthi. Lo riferisce l’emittente affiliata agli Houthi con sede a Beirut Al Masirah. Secondo una fonte israeliana citata dalla stessa emittente, «l’attacco ha colpito campi militari degli Houthi, un complesso di stoccaggio di carburante e il loro dipartimento informazioni». Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato l’attacco israeliano contro obiettivi del movimento filo-iraniano Ansar Allah, meglio noto come Houthi in Yemen. «Abbiamo promesso ulteriori attacchi e oggi ne abbiamo sferrato un altro doloroso contro l’organizzazione terroristica Houthi nello Yemen», ha scritto Katz in un messaggio pubblicato su X, precisando che le forze di difesa di Israele (Idf) hanno «appena attaccato Sana’a e altre località dello Yemen, prendendo di mira campi militari presidiati da terroristi Houthi, compreso l’apparato propagandistico Houthi, nell’ambito dell’operazione Ringing Bells». «Il lungo braccio dello Stato di Israele raggiungerà e colpirà il terrorismo ovunque si trovi e in qualsiasi luogo da cui provenga una minaccia per i nostri cittadini», ha concluso il ministro israeliano. Al prossimo bombardamento.