E porta con sé il torneo di Belgrado

Djokovic da eroe a “traditore”, la parabola del tennista in Serbia: Nole pronto a trasferirsi in Grecia dopo il sostegno alle proteste

Sport - di Carmine Di Niro

11 Settembre 2025 alle 16:49

Condividi l'articolo

Djokovic da eroe a “traditore”, la parabola del tennista in Serbia: Nole pronto a trasferirsi in Grecia dopo il sostegno alle proteste

Da “eroe nazionale”, il campionissimo utilizzato anche strumentalmente dal governo nazionalista e sempre più autoritario del presidente Aleksandar Vucic, a “persona non gradita” e addirittura “traditore”, come è stato bollato dai media vicini al presidente.

È la parabola di Novak Djokovic, il campione serbo di tennis, recordman di titoli dello Slam con le sue 24 vittorie e reduce da un 2025 che lo ha visto semifinalista in tutti gli Slam dell’anno.

Tutta colpa della scelta di campo del “Djoker”, come lo chiamano i suoi tifosi. Da mesi infatti Novak ha scelto di schierarsi al fianco dei giovani che ormai da novembre scorso manifestano nel Paese contro Vucic: il “casus belli” era stato il crollo di una pensilina nella stazione ferroviaria di Novi Sad, che causò la morte di 15 persone.

Una tragedia locale che si è trasformata nel tempo in una protesta di massa contro la corruzione e l’autoritarismo che contraddistingue il governo Vucic. Ad agosto, per tentare di dare una risposta alle manifestazioni, erano state arrestate sei persone per il disastro di Novi Sad: tra queste anche l’ex ministro del Commercio Tomislav Momirović, con l’accusa di aver gonfiato i costi dei lavori di ristrutturazione della stazione, appaltati a due imprese cinesi, e di avere sottratto una parte dei fondi, causando perdite al bilancio statale per quasi cento milioni di euro. A dicembre invece per le stesse indagini era stato arrestato il ministro dimissionario della Infrastrutture, Goran Vesic.

Di fronte alle proteste e alla richiesta di dimissioni del presidente e del suo primo ministro Milos Vucevic, Vucic ha risposto con la violenza e gli arresti dei manifestanti. Djokovic, anche se impegnato in giro per il mondo per il tennis, si è mostrato coinvolto nelle proteste appoggiando la rivolta dei giovani serbi: così a gennaio dedica una vittoria ad una studentessa ferita durante le manifestazioni, a dicembre durante il derby di basket di Belgrado tra la sua Stella Rossa e il Partizan, indossa una felpa con la scritta “Students are champions”,a marzo usa i social per postare foto e parole di incoraggiamento dopo la marcia di migliaia di persone a Belgrado contro il governo.

È un colpo durissimo per Vucic, che aveva fatto di Novak un eroe nazionale, pronto anche ad inaugurare un museo in onore di “Nole”. Così arriva la graduale ma inesorabile trasformazione: i media statali sotto il controllo del Partito Progressista Serbo (SNS), il movimento conservatore di Vucic, lo criticano aspramente per aver spostato per 15 anni la residenza a Montecarlo, insinuano anche sue origini kosovare.

La rottura è ormai totale, l’ultima mossa però è di Djokovic. La decisione di Nole e dei suoi familiari è quella di spostare ad Atene il torneo ATP 250 di Belgrado, organizzato da un team guidato dal fratello Djordje Djokovic, dalla capitale serba ad Atene. Un torneo, previsto dal 2 all’8 novembre, dunque nella settimana che precede le ATP Finals di Torino, che al momento è l’unico impegnato previsto in autunno da Nole.

Ma Djokovic non si fermerebbe qui. Novak, stando a diversi media, sarebbe pronto a trasferirsi con la moglie Jelena Ristic e i figli Stefan e Tara a Glyfada, un esclusivo quartiere residenziale nel sud di Atene. Il tennista avrebbe già iscritto i figli in una scuola privata e provato personalmente i campi da tennis del circolo vicino alla sua nuova abitazione, il Kavouri’s Club.

11 Settembre 2025

Condividi l'articolo