L'annuncio

Anche il Belgio riconosce lo Stato di Palestina, nessun segnale dal governo Meloni in Italia

Il ministro degli Esteri: "Sarà riconosciuta durante la sessione Onu. Forti sanzioni contro il governo di Israele". Ben-Gvir furioso: "Sperimenterete il terrorismo in prima persona"

Esteri - di Redazione Web

2 Settembre 2025 alle 16:04

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People attend a protest in support of Palestinians outside a meeting of EU foreign ministers at the European Council building in Brussels, Monday, June 23, 2025. (AP Photo/Virginia Mayo) Associated Press/LaPresse
People attend a protest in support of Palestinians outside a meeting of EU foreign ministers at the European Council building in Brussels, Monday, June 23, 2025. (AP Photo/Virginia Mayo) Associated Press/LaPresse

Anche il Belgio, dopo gli annunci di Francia, Regno Unito e Australia dei mesi scorsi che avevano fatto parecchio discutere, ha deciso di riconoscere lo Stato di Palestina. Lo farà come gli altri Stati durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. A dare l’annuncio il ministro degli Esteri Maxime Prévot: “La Palestina sarà riconosciuta dal Belgio durante la sessione Onu. E saranno imposte forti sanzioni contro il governo israeliano”. Immediata la risposta di Israele: “Sperimenterete il terrorismo in prima persona”, le parole del ministro estremista Ben-Gvir.

L’Assemblea delle Nazioni Unite si terrà dal 9 al 23 settembre a New York. La risposta del ministro israeliano per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir è arrivata puntualmente truce e rapida come sempre. “I Paesi europei che si abbandonano all’ingenuità e si arrendono alle manipolazioni di Hamas finiranno per sperimentare il terrore in prima persona. Qui in Israele c’era chi un tempo credeva a tali illusioni e il risultato sono stati stupri, omicidi e massacri. Invece di premiare il terrore, il mondo libero deve unirsi contro di esso”.

Salutato al contrario con favore il riconoscimento da parte del Belgio dal ministero degli Affari Esteri Palestinese che ha parlato di “un passo in linea con il diritto internazionale, le risoluzioni delle Nazioni Unite, una protezione della soluzione dei due Stati e il sostegno al raggiungimento della pace”. Il ministero ha anche invitato altri paesi ad aderire e a “intensificare gli sforzi pratici per fermare i crimini di genocidio, sfollamento, carestia e annessione, e aprire un vero percorso politico per risolvere il conflitto e porre fine all’occupazione israeliana dello Stato di Palestina”.

Israele intanto ha mobilitato 60mila riservisti per le operazioni a Gaza City: saranno schierati sui fronti di tutto il paese, le truppe saranno concentrate sulla città. Il numero di richiamati si aggiunge alle decine di migliaia di riservisti che attualmente prestano servizio. Sarà anche esteso di altri 30-40 giorni il servizio di riserva per circa 20.000 attualmente in servizio. Questo porterebbe il numero totale di riservisti a circa 130.000.

Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero controllato da Hamas, almeno 63.633 palestinesi sono stati uccisi e altri 160.914 feriti negli attacchi israeliani nella Striscia Gaza dal 7 ottobre 2023. Almeno 76 palestinesi, tra cui 12 che cercavano aiuti, sono stati uccisi solo nelle ultime 24 ore. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Mjid al-Ansari, ha dichiarato che lo Stato Ebraico “non ha ancora risposto alla proposta di cessate il fuoco” e che “i colloqui sono ancora in corso, ma non ci sono risultati. Israele ci sta mostrando che va verso un’escalation, che si manifesta nel pericoloso passo verso l’occupazione di Gaza City. L’occupazione di Gaza è un passo che minaccia tutti, anche gli ostaggi” israeliani in mano ad Hamas.

2 Settembre 2025

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