Chiamati 60mila riservisti per occupare Gaza
Gaza sfollata, la Cisgiordania spezzata in due da Israele diventa una prigione: Netanyahu cancella la questione palestinese
Approvata la costruzione di 3400 nuovi insediamenti di coloni israeliani nei territori occupati. Il ministro ultra Smotrich: “Consolidiamo il controllo”. L’Anp: “Così Israele crea cantoni isolati e li trasforma in grandi prigioni”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
L’invasione-occupazione di Gaza. I mega insediamenti in Cisgiordania. Così Israele cancella la “questione palestinese”. Con la “legge” del più forte. Nel totale dispregio del diritto internazionale, del diritto umanitario, e di 72 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Cinque divisioni delle Forze di difesa israeliane (Idf), composte da decine di migliaia di militari, sono pronte a partecipare all’offensiva militare pianificata a Gaza City, nel nord della Striscia. Lo riferisce il quotidiano «The Times of Israel», citando le Idf, secondo cui le fasi preparatorie dell’operazione, denominata «Carri di Gedeone B», sono già iniziate con un’offensiva in corso alla periferia di Gaza City.
La Brigata di fanteria Nahal e la settima Brigata corazzata stanno operando nel quartiere di Zeitoun, mentre la Brigata di fanteria Givati ha avviato una nuova offensiva nella zona di Kafr Jabaliya, nel nord della città. L’offensiva delle Idf a Gaza City sarà condotta in più fasi, a partire da un ordine di evacuazione per i civili presenti nell’area. Le Idf dovrebbero poi circondare la città prima di avanzare più in profondità e raggiungere anche le zone che in precedenza «non erano state completamente liberate dalle infrastrutture» del movimento islamista palestinese Hamas. Il piano, approvato ieri sera dal ministro della Difesa Israel Katz, sarà presentato domani al premier Benjamin Netanyahu e fa seguito a un’omonima operazione che ha portato le Idf a prendere il controllo del 75 per cento del territorio della Striscia di Gaza da maggio scorso.
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In un «aggiornamento operativo» diffuso su X le forze israeliane (Idf) confermano che «negli ultimi giorni» le truppe «hanno ripreso le operazioni a Jabaliya e alla periferia di Gaza City». I militari, si legge, «stanno smantellando l’infrastruttura militare in superficie e sotterranea, eliminando terroristi e consolidando il controllo operativo nell’area». Il post fa riferimento a indicazioni ai «civili affinché si spostino verso sud per la loro sicurezza». Sarebbero 35 le persone morte a Gaza dall’alba di ieri in seguito ai raid israeliani. Lo riporta al Jazeera Arabic che cita fonti mediche palestinesi. Tra le vittime ci sarebbero dieci persone in cerca di aiuti umanitari che – secondo le fonti – sarebbero state uccise nel centro e nel sud di Gaza.
Da Gaza alla Cisgiordania. Dall’occupazione all’annessione.
Il piano di Israele in Cisgiordania, appena approvato, noto come E1, prevede che si avviino le gare d’appalto per la costruzione di oltre 3.300 unità abitative tra Gerusalemme e Ma’ale Adumim in Cisgiordania. «Seppellisce l’idea di uno Stato palestinese», ha detto il ministro delle Finanze e leader dell’estrema destra israeliana, Bezalel Smotrich. Il progetto è rimasto congelato per decenni a causa della forte opposizione della comunità internazionale, che teme che il nuovo insediamento possa bloccare la nascita di uno stato palestinese contiguo e sostenibile. «Dopo decenni di pressioni internazionali e congelamenti, stiamo rompendo le convenzioni e collegando Ma’ale Adumim a Gerusalemme. Questo è il sionismo al suo meglio: costruire, insediare e rafforzare la nostra sovranità nella Terra d’Israele», ha affermato Smotrich. La potenziale costruzione di un nuovo quartiere per l’insediamento di Ma’ale Adumim nella cosiddetta zona E1 dividerebbe la Cisgiordania in regioni settentrionali e meridionali e impedirebbe lo sviluppo di una metropoli palestinese che colleghi Gerusalemme Est a Betlemme e Ramallah, che i palestinesi sperano da tempo possa costituire il fondamento del loro futuro Stato.
Tuttavia, secondo l’organismo di controllo degli insediamenti Peace Now, i piani approvati non riguardano il piano E1 originale, bensì un quartiere separato di Ma’ale Adumim. «Le 3.300 unità abitative di Ma’ale Adumim rappresentano un aumento di circa il 33% del patrimonio edilizio dell’insediamento, un’espansione enorme per un insediamento la cui popolazione è rimasta stagnante a circa 38.000 abitanti nell’ultimo decennio e ha registrato un netto deflusso migratorio. Le gare d’appalto riguardano un ampio quartiere che collegherà l’area edificata di Ma’ale Adumim con la zona industriale a est», afferma Peace Now. A marzo, il gabinetto di sicurezza israeliano aveva approvato la costruzione della tangenziale «Fabric of Life», riservata ai palestinesi, nell’area di Gerusalemme, nel tentativo di separare il traffico israeliano da quello palestinese e consolidare la presenza di Israele oltre la Linea Verde.
Per la Corte penale internazionale è un criminale di guerra e contro l’umanità e come tale dovrebbe essere trattato (in arresto). Ma per il tycoon amico e sodale Benjamin Netanyahu è l’esatto opposto. «È un eroe di guerra, perché lavoriamo insieme. È un eroe di guerra. Credo di esserlo anch’io. A nessuno importa, ma lo sono anch’io. Voglio dire, ho mandato quegli aerei»: lo ha detto martedì sera il presidente statunitense Donald Trump in un’intervista al programma radiofonico The Mark Levin Show. Il premier israeliano è «un brav’uomo», che «sta combattendo» nella guerra tra Israele e Hamas, ha aggiunto Trump. Il carnefice di Gaza è un “brav’uomo”. Terrificante.