Dopo il caso dell'aggressione all'autogrill

Il razzismo è il male assoluto, la benzina della politica

Usare la tragedia palestinese per giustificare la ripresa dell’antisemitismo è una operazione stupida e pericolosissima. I razzismi in Occidente sono diffusissimi e stanno crescendo. Riguardano ampie fette di popolazione.

Politica - di Piero Sansonetti

30 Luglio 2025 alle 17:30

Condividi l'articolo

Foto collage da X
Foto collage da X

Il razzismo è la bestia da battere. Si sta diffondendo in modo plateale nelle società occidentali. E sembra impossibile erigere dei muri, per una ragione molto semplice: la sovrastruttura politica della società moderna considera il razzismo un sentimento potente e fortemente utilizzabile nella propaganda. Un carburante a prezzi bassi. Faceva così il fascismo, e le cose non sono cambiate molto.

Ieri diversi giornali avevano in prima pagina la notizia di un cittadino francese, che accompagnava il suo figlioletto di sei anni a fare pipì in un autogrill dell’autostrada, vicino a Milano, aggredito da un gruppetto di scalmanati che gli gridavano “assassino” e poi scandivano lo slogan “Palestina libera”, immaginando che fossero lui, e forse anche il suo bambino, i responsabili dei crimini di guerra di Netanyahu a Gaza e in Cisgiordania. Ho scritto “scalmanati”, ma purtroppo, con ogni probabilità, si trattava di persone normalissime, indignate per lo scempio israeliano in Palestina, che confondevano la condanna verso il governo israeliano con la condanna e la persecuzione dell’ebraismo. Gli studiosi della lingua italiana chiamano questo errore logico la “sineddoche”: una parte per il tutto. E quindi, ad esempio, la confusione tra uno Stato e un popolo. O addirittura la confusione tra un gruppo politico che guida uno Stato e l’intero gruppo etnico o religioso al quale questo Stato fa riferimento.

Il risultato di questo travisamento, nel caso specifico, è l’antisemitismo moderno. Che si sta fortemente allargando, nel nostro paese, ma anche in tutto il mondo, per via delle politiche dissennate e sanguinarie del governo di Israele. E l’ansisemitismo, come ogni forma di razzismo, spinge alla furia irragionevole anche verso persone inermi e innocenti. Resto allibito di fronte all’iniziativa di un gruppo di automobilisti, probabilmente placidi e rispettosi delle leggi, che vedendo una kippah sulla nuca di un signore nemmeno giovanissimo, iniziano ad insultarlo, evidentemente identificando la sua appartenenza religiosa con le scelte politiche e militari di Netanyahu. E superano persino il limite “morale” imposto dal buon senso – e cioè il rispetto per la sensibilità e la fragilità di un bambino di sei anni – considerando la necessità “civile” di esprimere la propria condanna per Israele più importante dei sentimenti e delle paure di un bambino. Ho immaginato la scena che forse è stata anche filmata dalle telecamere. Il cittadino francese circondato dagli aggressori, che poi che cade a terra, e che viene preso a calci, e il bambino in un angolo che vede, soffre, piange, terrorizzato, che vorrebbe aiutare suo papà ma è troppo piccolo per farlo. Se lo porterà appresso per tutta la vita il trauma. Nessuno ci ha pensato?

Mi sono ricordato delle scene finali di quel capolavoro assoluto del cinema mondiale che si chiama “Ladri di biciclette”, col protagonista circondato dalla folla che lo accusa di avere rubato una biciletta, e bambino che grida papà, che vuole salvarlo dal linciaggio, e poi però – eravamo negli anni cinquanta – prevale il buonsenso, e qualcuno dice “lasciatelo stare, lasciatelo andare”, e lui prende di nuovo per mano il suo bambino, lascia la bicicletta e torna a casa. C’era umanità, nella scena di quel film. C’era uno spirito pubblico della “plebe”, avanzato, moderno. Non c’è umanità invece nell’aggressione all’autogrill. C’è spirito pubblico vecchio di un secolo. Fascista. Ogni forma di razzismo è il contrario dello spirito pubblico moderno. Ogni forma di razzismo usa “fotogrammi” che riguardano una persona o un piccolo gruppo per aggredire e condannare e punire un intero gruppo etnico e religioso.

Non è così nei manifesti nei quali la Lega invita a isolare, punire e condannare gli africani e gli asiatici, usando immagini costruite con l’intelligenza artificiale, perché occupano le case? O di cacciare i rom perché borseggiano? È così: il meccanismo è identico. Conosco benissimo l’obiezione. Questa: ma secondo te è più grave l’aggressione al padre del bambino o 25 bambini palestinesi uccisi solo ieri mattina dall’esercito israeliano? È un paragone che non funziona. Insensato. L’aggressione di Israele alla Palestina ha evidenti radici razziste. Proprio per questo è impossibile opporsi a quella aggressione cadendo nello stesso infame sentimento. E ogni paragone è insensato. E usare la tragedia palestinese per giustificare la ripresa dell’antisemitismo è una operazione stupida e pericolosissima.
I razzismi in Occidente sono diffusissimi e stanno crescendo. Riguardano ampie fette di popolazione.

Credo che almeno il 20/ 30 per cento della popolazione italiana non sia immune dall’antisemitismo. Poi la percentuale cresce a dismisura se parliamo di anti islamismo, che temo riguardi almeno la metà della popolazione italiana e occidentale, e l’antiziganismo (cioè il razzismo contro i rom) che arriva forse a coinvolgere, anche in forma radicale, più dell’ottanta per cento degli italiani. Non credo che si possa distinguere tra le varie forme di razzismo. Non credo che esista il razzismo buono e quello cattivo. Opporsi con vigore e senza farsi intimidire all’antisemitsmo è il primo passo da fare. Perché è lì, nella criminalizzazione degli ebrei, il seme che dà origine a tutti i razzismi. Esiste una classe politica all’altezza di questa battaglia? Io non la vedo. Scorgo solo alcune frange della sinistra, che però sono isolate e accusate di solito di idealismo e di utopismo.

30 Luglio 2025

Condividi l'articolo