Il raid a Gaza City
Gaza, carri armati israeliani sparano sulle tende degli sfollati di al-Shati: altra strage di civili, anche l’Ue si sveglia
Nuovo giorno, nuova strage nella Striscia di Gaza. Dopo esser ricorso lunedì ad operazioni di terra nella città di Deir al Balah, città nel centro dell’enclave palestinesi dove finora l’esercito israeliano non era entrato in modo massiccio e che era stata bombardata in modo meno sistematico e devastante di altre zone, martedì l’IDF ha aperto il fuoco sulle tende che ospitavano gli sfollati nel campo di al-Shati, nella parte occidentale di Gaza City.
Il bilancio, ancora provvisorio, è di almeno 16 palestinesi morti nell’attacco compiuto dai carri armati israeliani e oltre venti feriti, come riferisce anche il Times of Israel. Il sito di “Beach Camp”, nella parte occidentale di Gaza City, ospitava palestinesi sfollati da altre aree a nord della Striscia.
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Non ci sono stati, al momento, commenti da parte dell’IDF, che però secondo quanto riferiscono più media israeliani inizierà presto ad indagare sull’operazione militare a Gaza e sui metodi di combattimento. Secondo quanto spiega Ynet, l’indagine sotto la supervisione dello Stato Maggiore esaminerà le prestazioni dell’IDF dall’ottobre 2023 ad oggi in risposta all’attacco terroristico di Hamas.
Secondo le fonti del media israeliano, l’indagine analizzerà i metodi di combattimento scelti e la pianificazione operativa, che non includeva un piano di emergenza per un’occupazione completa di Gaza, a causa della concezione dominante delle IDF e della leadership politica prima del 7 ottobre: i funzionari militari stimano che le revisioni dell’operazione terrestre nella Striscia di Gaza richiederanno circa un anno, ma quelle completate potrebbero essere presentate al Capo di Stato Maggiore e al pubblico
A 24 ore dall’attacco israeliano a Deir al Balah emerge oggi che tra le strutture colpite dall’IDF c’è anche la residenza del personale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. A denunciarlo è stato in prima persona il direttore generale dell’agenzia sanitaria dell’Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un post su X, affermando che anche il magazzino principale della residenza è stato attaccato tre volte.
.@WHO’s staff residence in Deir al Balah, #Gaza, was attacked three times today as well as its main warehouse.
Israeli military entered the premises, forcing women and children to evacuate on foot toward Al-Mawasi amid active conflict. Male staff and family members were… pic.twitter.com/PGjaYrhkfH
— Tedros Adhanom Ghebreyesus (@DrTedros) July 21, 2025
“I militari israeliani sono entrati nella struttura, costringendo donne e bambini a evacuare a piedi verso Al-Mawasi nel mezzo di un conflitto attivo”, ha scritto Ghebreyesus. “Il personale maschile e i suoi familiari sono stati ammanettati, spogliati, interrogati sul posto e sottoposti a controlli con armi da fuoco. Due membri del personale dell’Oms e due familiari sono stati arrestati. Tre sono stati successivamente rilasciati, mentre un membro del personale rimane detenuto. 32 membri del personale dell’Oms e i loro familiari sono stati evacuati presso l’ufficio dell’Oms non appena è stato possibile accedervi” E ha aggiunto: “L’Oms chiede l’immediato rilascio del personale arrestato e la protezione di tutto il suo personale”.
Una situazione, quella nella Striscia, che per il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, si è fatta “moralmente inaccettabile e ingiustificabile“. “Gli aiuti umanitari non sono solo necessari, sono una questione di vita o di morte. Rifiutarli non è un ritardo, ma una condanna. Ogni ora senza cibo, acqua, medicine e riparo causa un profondo danno”, sono le parole del porporato. Per questo Pizzaballa si è rivolto ancora una volta con un appello ai leader della regione e del mondo: “Non può esserci futuro basato sulla prigionia, sullo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta”.
Ennesimo massacro che spinge anche l’Unione Europea a prendere posizione, con colpevole ritardo. “I civili non possono essere bersagli. Mai. Le immagini provenienti da Gaza sono insopportabili. L’Ue ribadisce il suo appello a favore di un flusso libero, sicuro e rapido degli aiuti umanitari. E per il pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. I civili di Gaza hanno sofferto troppo, per troppo tempo. Bisogna finirla ora. Israele deve mantenere le promesse fatte”, ha scritto su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Sulla stessa linea l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha definito” indifendibile” l’uccisione di civili in cerca di aiuti a Gaza.
Civilians cannot be targets. Never.
The images from Gaza are unbearable.
The EU reiterates its call for the free, safe and swift flow of humanitarian aid.
And for the full respect of international and humanitarian law.
Civilians in Gaza have suffered too much, for too long.… https://t.co/VhaKxUXka0
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) July 22, 2025