La guerra Russia-Ucraina-Usa

Trump a Zelensky, da pompiere a piromane in Ucraina: “Puoi colpire Mosca?”

La rivelazione del Financial Times: il presidente Usa ha chiesto a Zelensky se è in grado di colpire la Russia e offerto l’arsenale necessario

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

16 Luglio 2025 alle 09:00

Condividi l'articolo

AP Photo/Ben Curtis
AP Photo/Ben Curtis

Prima veste i panni del “pompiere”, poi quelli del piromane. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incoraggiato privatamente l’Ucraina a intensificare gli attacchi in profondità contro il territorio russo, chiedendo all’omologo Volodymyr Zelensky se sia in grado di colpire Mosca e San Pietroburgo qualora Washington fornisca armi a lungo raggio. Lo rivela il quotidiano britannico Financial Times, citando fonti informate sul colloquio tra i due leader, avvenuto nel corso di una telefonata il 4 luglio scorso. Secondo quanto riferito da due persone a conoscenza della conversazione, il presidente degli Stati Uniti avrebbe chiesto: «Volodymyr, potete colpire Mosca? E anche San Pietroburgo?», La risposta sarebbe stata: «Assolutamente. Possiamo, se ci date le armi». Trump avrebbe appoggiato l’idea, sostenendo che l’obiettivo sia «far provare dolore» ai russi per costringerli al tavolo dei negoziati.

Il tycoon ha valutato l’invio a Kiev di missili Tomahawk, capaci di colpire Mosca e San Pietroburgo, secondo il Washington Post, che cita una fonte propria. I Tomahawk non sono inclusi negli attuali pacchetti di aiuti, ma potrebbero esserlo in seguito, se Trump decidesse di aumentare la pressione su Putin. Il Wp riporta inoltre che la Casa Bianca potrebbe autorizzare l’Ucraina a usare i 18 missili Atacms a lungo raggio attualmente nel Paese alla loro massima gittata di 300 km. Kiev potrebbe colpire così basi militari, aeroporti e depositi di rifornimenti nel cuore della Russia. Il pacchetto potrebbe anche includere altri Atacms. Rottura totale con lo zar? Non è proprio così. Il tycoon “bifronte” ha ribadito in una conversazione con la Bbc britannica la sua delusione verso il collega russo per la prosecuzione della guerra in Ucraina, ma ha aggiunto di non essere ancora pronto a una rottura. «Sono deluso, ma non ho chiuso con lui», ha detto Trump; «ma sono deluso», ha insistito. Pressato a spiegare come intende mettere fine a quello che lui stesso definisce «il bagno di sangue» della guerra russa ucraina, la risposta à stata: «Ci stiamo lavorando».

Nel frattempo, Steve Bannon, ex stratega di Trump, dà voce ai mal di pancia del movimento Maga e nel suo podcast War Room critica la decisione del presidente di vendere armi alla Nato per darle a Kiev: «L’Ucraina sta diventando davvero pericolosa. È una guerra europea. Lasciamo che se ne occupi l’Europa», afferma Bannon, come riporta Bbc. «Hanno le risorse. Hanno la manodopera. Stiamo per armare persone su cui non abbiamo letteralmente alcun controllo», aggiunge l’ex consigliere riferendosi all’Ucraina. «Questa è una guerra vecchio stile, logorante, nelle terre insanguinate d’Europa, e ci stanno trascinando dentro», conclude Bannon.

La Russia non ha chiaro cosa intenda Trump quando dice che va trovata un’intesa sull’Ucraina entro 50 giorni. A sostenerlo è stato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, riferisce la Tass. «Vogliamo capire cosa c’è dietro questa dichiarazione sui 50 giorni», ha detto. «Prima erano 24 ore, poi 100 giorni», ha ricordato, «vogliamo davvero capire da cosa è guidato il presidente degli Stati Uniti» .«Trump – aggiunto Lavrov – è chiaramente sotto una enorme e direi inappropriata pressione da parte della Ue e dell’attuale leadership della Nato, che sostengono rozzamente le richieste di Zelensky e continuano ad inondarlo con armi avanzate, comprese quelle offensive, creando un danno crescente ai contribuenti dei Paesi occidentali». Lavrov parlava da Tianjin, in Cina, dove ha partecipato a una riunione ministeriale dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.

16 Luglio 2025

Condividi l'articolo