Trasferito in ospedale
Omicidi di Villa Pamphili, Kaufmann estradato in Italia: una traccia del suo Dna sul sacco che copriva Anastasia
È atterrato in Italia Francis Kaufmann, il presunto killer di Anastasia e Andromeda, la 28enne russa e la figlia di undici mesi trovate morte a Villa Pamphili, a Roma, il 7 giugno scorso.
Il 46enne statunitense è partito stamane dalla Grecia, dove era stato fermato dalle autorità locali di concerto con le forze dell’ordine italiane il 13 giugno sull’isola di Skiatos.
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Kaufmann è sbarcato all’aeroporto di Ciampino con un velivolo dell’Aeronautica militare, a bordo di un aereo con il personale del Servizio di cooperazione internazionale (Scip) e del Servizio centrale operativo (Sco) della Polizia e della squadra mobile di Roma.
Un trasferimento non privo di problematiche. Kaufmann, riferisce l’Ansa, avrebbe dato in escandescenza prendendo di mira gli agenti e lamentando di essere stato picchiato e di essere pronto “a denunciare tutti”. Ma non è finita qui. Il 46enne dopo qualche altro minuto ha spiegato di accusare dolori ed è stato portato in ospedale, al policlinico Tor Vergata. Dopo le eventuali cure verrà trasferito nel reparto protetto di Rebibbia in attesa che il gip fissi l’interrogatorio di garanzia che avverrà la prossima settimana.
L’uomo, che in Italia così come prima a Malta utilizzava un nome falso, Rexal Ford, con cui si spacciava per regista cinematografico, nell’unico interrogatorio tenuto mentre si trovava in Grecia si era professato innocente. Poco dopo era arrivato il via libera all’estradizione dai giudici greci di Larissa.
Le ultime notizie che emergono sull’inchiesta condotta dagli inquirenti di piazzale Clodio sembrano però chiudere il cerchio attorno a Kaufmann. Sui reperti trovati ed esaminati dalla Polizia Scientifica nell’ambito dell’indagine sui delitti di Villa Pamphili, a cominciare dal telo nero sotto il quale è stato trovato il cadavere di Anastasia Trofimova, è stato isolato un profilo genetico maschile che per metà è riconducibile a quello di Francis Kaufmann.
“Si tratta di tracce biologiche miste – si legge su Il Messaggero, che riporta la notizia – saliva e sangue”. Tramite un percorso deduttivo gli inquirenti hanno, quindi, un elemento probatorio che avvalora la tesi del duplice omicidio.