La strage di Ahmedabad
Aereo precipitato in India, la scatola nera esclude problemi al Boeing: “Motori spenti da chi era in cabina”
Nessun guasto o anomalia ai motori del volo Air India precipitato trenta secondi dopo il decollo dall’aeroporto di Ahmedabad lo scorso 12 giugno, provocando la morte di 270 persone, le 241 a bordo del Boeing 787 (solamente un passeggero si è salvato) più altre 29 che si trovavano nella mensa universitaria contro la quale si è schiantato il velivolo.
Sono questi i primi dati che sarebbero emersi dalla scatola nera del Boeing, recuperate dopo lo schianto. I motori, secondo quanto emerge dall’analisi dei dati estratti dal “Flight data recorder” e riferito al Corriere della Sera da fonti a conoscenza dei primi risultati, sarebbero stati spenti all’interno della cabina di pilotaggio subito dopo il decollo del volo di Air India diretto all’aeroporto londinese di Gatwick.
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I due interruttori che controllano il flusso di carburanti ai motori del Boeing, secondo l’analisi della prima scatola nera, sarebbero stati spostati da “Run” a “Cutoff”, bloccando il passaggio di carburante e fermando di fatto i propulsori del Boeing 787: ad una altezza così bassa per il velivolo è stato impossibile recuperare quota, non avendo tempo sufficiente per ripartire con la massima spinta.
In base ai primi risultati dunque l’ipotesi attuale è quello di un gesto intenzionale da parte di uno dei piloti, o di una terza persona autorizzata in cabina. Il comandante del volo AI171 di Air India era Sumeet Sabharwal, pilota esperto con oltre 10mila ore di volo su aeromobili a doppio corridoio: il suo primo ufficiale, Clive Kunder, aveva più di 3.400 ore in cabina di pilotaggio
Al momento all’appello manca il contenuto dell’altra scatola nera, la “Cockpit voice recorder” che potrà chiarire cosa è successo all’interno della cabina e cosa si sono detti i due piloti.
File audio, ma in realtà l’intera indagine, che sono oggetti di trattativa e scontro tra le autorità indiane di Nuova Delhi da una parte, e Stati Uniti (Paese produttore del velivolo) e il Regno Unito (Paese d’origine di molte delle vittime) dall’altra.
Le fonti a conoscenza del dossier non escludono che un rapporto finale su quanto accaduto quel 12 giugno possa non veder mai la luce.