La strage dietro le sbarre

Suicidi in carcere, i penalisti proclamano tre giorni di sciopero

Anche le forze di opposizione in apertura di seduta alla Camera hanno chiesto una informativa urgente del ministro Nordio sui suicidi in carcere e sul sovraffollamento degli istituti di detenzione.

Giustizia - di Angela Stella - 19 Giugno 2024

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Suicidi in carcere, i penalisti proclamano tre giorni di sciopero

Tre giorni di sciopero (10, 11, 12 luglio) e una manifestazione a Roma il primo giorno di astensione: questa la decisione presa dalla giunta dell’Unione delle Camere Penali per imporre alla politica di prendere iniziative urgenti contro il sovraffollamento in carcere e i suicidi e per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

Nella delibera i penalisti ricordano come nonostante “il Comitato dei Ministri ‘constata con grande preoccupazione che le misure adottate finora dalle autorità non sono riuscite ad arrestare l’allarmante tendenza negativa dei suicidi in carcere, osservata dal 2016 e proseguita nel 2023 e all’inizio del 2024’ e per questo ‘esorta le autorità ad adottare rapidamente ulteriori misure correttive e a garantire lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie aggiuntive per rafforzare la capacità di prevenire i suicidi nelle carceri’ tenendo informata Strasburgo sulle misure prese e sui progressi compiuti” e che “il richiamo ad intervenire con urgenza al fine di interrompere questa ininterrotta scia di morte, la cui responsabilità ricade inesorabilmente su uno Stato incapace di assicurare il diritto fondamentale al rispetto della dignità umana alle persone private della libertà personale era già inutilmente stato formulato dal Pontefice e dal Presidente della Repubblica” assistiamo “all’inerzia dei decisori politici in capo ai quali incombe il preciso dovere di porre fine a tali condizioni inumane di detenzione”.

Intanto ieri in apertura di seduta alla Camera le forze di opposizione hanno chiesto una informativa urgente del ministro Nordio sui suicidi in carcere e sul sovraffollamento degli istituti di detenzione. Alla proposta lanciata dalla deputata di Iv Maria Elena Boschi si sono associati Avs, Azione, Pd, +Europa, M5S. “Abbiamo assistito nello scorso fine settimana a ben 4 suicidi in carcere, un bilancio drammatico che porta a 44 il numero delle persone che si sono tolte la vita – ha evidenziato Boschi – Una situazione aggravata dalle condizioni di sovraffollamento per tutta la popolazione carceraria. Già oggi – ha spiegato – ci sono oltre 15 mila detenuti sopra il numero massimo relativo alla capienza delle Carceri. Un dato che, secondo il rapporto di Antigone, va a peggiorare grazie alla politica penale del governo Meloni che aumenta i reati e le pene senza riuscire a trovare soluzioni a una situazione esplosiva e che provoca un bilancio in termini di vite umane non degno di un paese civile. Questa situazione mette a dura prova il lavoro dell’amministrazione penitenziaria e degli agenti della polizia penitenziaria, sottoposti a condizioni di lavoro insostenibili”.

E ha concluso: “Se in una democrazia è responsabilità dello Stato tutelare la vita allora è necessario che il governo intervenga, subito”. Sempre ieri in una nota congiunta il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, e la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, Valentina Calderone hanno ricordato che “nel Lazio quest’anno tre detenuti si sono tolti la vita, due a Regina Coeli e uno a Latina, 43 in tutta Italia, oltre al suicidio avvenuto nel Cpr di Ponte Galeria”. Nel 2023 i suicidi nel Lazio sono stati sei, cinque a Regina Coeli, uno a Frosinone, in Italia ben 70.

19 Giugno 2024

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