A Reggio Calabria

Il Garante nazionale esprime soddisfazione per la sostituzione della misura detentiva della cittadina iraniana M.Q.

La decisione della magistratura, ora continua la battaglia per ottenere la protezione internazionale

Giustizia - di Redazione Web - 4 Giugno 2024

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Il Garante nazionale esprime soddisfazione per la sostituzione della misura detentiva della cittadina iraniana M.Q.

Il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale (GNPL) – con riguardo alla cittadina iraniana M. Q. già detenuta a Reggio Calabria, esprime soddisfazione per la sostituzione della misura detentiva applicata con gli arresti domiciliari da parte della Magistratura, in attesa dell’esito delle indagini. Il GNPL è intervenuto sul caso con specifiche segnalazioni, attivando i mandati in materia, anche internazionali, che competono all’Autorità.

Il Garante nazionale esprime soddisfazione per la sostituzione della misura detentiva della cittadina iraniana M.Q.

Ha altresì incontrato la giovane iraniana mentre di recente era detenuta presso l’Istituto penitenziario di Reggio Calabria e continuerà a seguire la richiesta di protezione internazionale presentata. Con l’occasione è doveroso rappresentare che i detenuti presso gli istituti penitenziari in misura cautelare sono 9.407 (alla data del 31 maggio 2024) e contribuiscono significativamente al tasso di sovraffollamento. Il GNPL invoca un uso graduale e ragionevole delle misure cautelari secondo i principi costituzionali e processuali in materia, anche in considerazione di tale rilevante dato. Nel 2024, fino al 3 giugno, ci sono stati complessivamente 37 suicidi, dei quali 15 (40,54%) erano di detenuti in misura cautelare, in attesa di primo giudizio.

Il problema dell’abuso della custodia cautelare in carcere

Questo dato è preoccupante se confrontato con il 2023, quando i suicidi complessivi sono stati 68, di cui 26 (38,23%) in misura cautelare. In tal senso, viene ribadito da più parti l’uso equilibrato della custodia cautelare in carcere, non come prima ma come effettiva ultima ratio, sempre in funzione di una reale preminenza delle esigenze cautelari. A tale riguardo sono note le opinioni più volte espresse da chi ritiene l’eccessivo ricorso alla custodia cautelare estraneo al parametro ordinamentale posto dai limiti della funzione processuale dello strumento che non può consistere, in particolare, in una surrettizia anticipazione incostituzionale della pena.

4 Giugno 2024

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