A 14 anni

Kesia è Reale: l’ultimo talento della palestra De Novellis, la campionessa d’Italia junior di boxe dal Rione Traiano

Ai campionati di Roseto degli Abruzzi ha vinto nella sua categoria junior, sul limite dei 54 chili. Si allena alla palestra nel Rione Traiano, a Napoli. Una storia cominciata un pomeriggio in chiesa

Sport - di Antonio Lamorte - 21 Maggio 2024

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FOTO DELL’AUTORE
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Ogni volta che va in chiesa butta gli occhi azzurri attraverso le porte aperte di fronte, dall’altra parte della stradina. E guarda. E sente il rumore secco dei colpi contro i sacchi, le frustate a terra delle corde. Kesia è un nome di origine ebraica, “profumo”, deriva dalla cassia, nel mondo africano significa “favorita”. Kesia da una decina d’anni gioca a pallacanestro. Sul muro azzurro legge che qualcuno con una bomboletta spray ha tracciato una freccia e una scritta: BOXE. Entra, prova, il maestro Guido le lascia subito un completino ma a casa Linda si preoccupa. Dice alla figlia che il pugilato è pericoloso, che è peccato che una ragazzina si guasti i connotati. Niente. Kesia non vuole sapere niente.

La boxe le dà forza, la boxe la tiene lontana dal tempo perso in strada nel Rione Traiano dove vive con la famiglia, a Napoli. Sono cinque figli, ha una sorella e tre fratelli. Papà Raffaele fa il panettiere. Kesia studia all’alberghiero, pensa che con quelle ragazze che stanno in giro a bere e a fumare lei non c’entra niente. Impara che se vuole combattere deve fare i sacrifici, mangiare pulito e fare le saune per rientrare nel peso. Il maestro Guido vede che ha un bel caratterino, che si impegna e che se fosse per lei dovrebbe aprire pure la domenica.

Guido De Novellis ha aperto la palestra nel 1988. È stato allievo del decano del pugilato napoletano Geppino Silvestri, ha combattuto da dilettante. Il padre Carlo combatteva durante la guerra con i militari di stanza a Napoli, il fratello Gennaro è stato il primo napoletano ciclista professionista, la sorella Anna judoka di livello mondiale. Alla De Novellis è cresciuto Valentino Manfredonia, Olimpionico a Rio de Janeiro 2016. Kesia pensa che il maestro Guido è un santo, che non se ne fotte niente dei soldi e che ha una bella pacienzia per stare dietro alla palestra e a tutti quanti loro.

Dopo una paio di curve, in una piazzetta poco lontano dalla De Novellis c’è il murales di Davide Bifolco, un 17enne del Rione ucciso da un carabiniere in servizio in un inseguimento. Qualche volta la polizia o i carabinieri fanno un blitz, smantellano una piazza di spaccio e si portano a qualcuno in carcere. Il Rione Traiano è anche questo, ma è soprattutto brava gente. E alla De Novellis è come stare in famiglia. Linda dopo qualche tempo si convince, è andata a vedere anche lei in palestra e ai combattimenti. Sta un po’ preoccupata ma si fida della figlia. Kesia ha cominciato a dimostrare più sicurezza, il suo mito è Irma Testa. All’inizio quando prendeva un colpo perdeva il controllo, se ne andava in freva, non capiva niente più. Il maestro le ha fatto capire che è meglio non prendere i colpi ma che capita nel pugilato.

Kesia l’hanno allenata anche Luigi Minopoli, Paolo Casalino, Tullio Esposito, Carlo De Novellis che si chiama come il nonno e che è stato campione italiano professionista dei pesi medi. Alla palestra funziona così: ognuno dà la propria esperienza ai più giovani che vogliono crescere. A 14 anni, a inizio maggio, Kesia partecipa ai campionati nazionali junior a Roseto degli Abruzzi. Tre match, tutti e tre in crescendo. Batte Valentina Miro, Martina Di Felice (medaglia d’argento agli Europei in Turchia) e Gaia Tuzzi. Kesia Reale diventa campionessa italiana, limite dei 54 chilogrammi. Dedica la vittoria ai suoi maestri, alla madre, alla famiglia, alla sua seconda mamma Imma. E strappa una nuova convocazione in Nazionale, al centro di Santa Maria degli Angeli ad Assisi, questa volta da campionessa.

A volte suona ridondante parlare di pugilato sempre alla stessa maniera: nei termini di quartieri dimenticati e ragazzi arrabbiati, di palestre maleodoranti e di cattive strade, di maestri che si prendono la responsabilità del vuoto lasciato dalle istituzioni. Quando si tratta di boxe resta soprattutto immutato il fascino inesauribile di uno sport anche violento, da praticare con attenzione e serietà, ma capace di catturare come pochi altri: anche una ragazzina uscita per andare a messa e tornata a casa con una medaglia d’oro al collo. Kesia è Reale.

Guido De Novellis, Keisa Reale e Carlo De Novellis (FOTO DELL'AUTORE)
Guido De Novellis, Keisa Reale e Carlo De Novellis (FOTO DELL’AUTORE)

21 Maggio 2024

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