La crisi in corso

Terremoti a Napoli, cosa sta succedendo ai Campi Flegrei: le scosse, il panico in strada, il bradisismo, scuole chiuse

La scossa più forte da 40 anni. Gente esasperata in strada: "Non ce la facciamo più". I provvedimenti delle autorità

News - di Redazione Web - 20 Maggio 2024

CONDIVIDI

Persone in strada in preda alla paura dopo la scossa di terremoto a Campi Flegrei – 20 maggio 2024 Pozzuoli, Napoli (Italia) – martedì 20 maggio 2024 – News – (Foto Alessandro Garofalo/LaPresse) People in the street in fear after earthquake in Campi Flegrei – May 20, 2024 Pozzuoli, Naples (Italy) – Tuesday, May 20, 2024 – News – (Photo Alessandro Garofalo/LaPresse)
Persone in strada in preda alla paura dopo la scossa di terremoto a Campi Flegrei – 20 maggio 2024 Pozzuoli, Napoli (Italia) – martedì 20 maggio 2024 – News – (Foto Alessandro Garofalo/LaPresse) People in the street in fear after earthquake in Campi Flegrei – May 20, 2024 Pozzuoli, Naples (Italy) – Tuesday, May 20, 2024 – News – (Photo Alessandro Garofalo/LaPresse)

Ancora una scossa. Neanche il tempo di ricomporsi dalle altre due che avevano terrorizzato Napoli e provincia che la terra ha tremato un’altra volta. “Fortissima anche questa”, fa sapere un abitante del Vomero: l’INGV ha misurato una magnitudo di 3.9 a una profondità di due chilometri e mezzo. Le altre due erano state di magnitudo 3.5 e 4.4, quest’ultima la più forte da quarant’anni a questa parte, il picco della crisi bradisismica che negli ultimi mesi sta interessando l’area ed esasperando i cittadini. “Non ce la faccio più”, è la frase che si sente ripetere più spesso a chi in quella zona ci abita, costretto da mesi a convivere ogni giorno con scosse quotidiane. Centinaia le persone che si sono riversate in strada a Pozzuoli, Bagnoli, Napoli e provincia. In tanti pensano di non rientrare a casa per la notte, in tanti comunque faranno fatica a dormire per la paura, in tanti hanno lasciato la zona. La tangenziale è a tratti bloccata dal traffico della gente in fuga.

Almeno quattro le scosse che si erano verificate nel giro di sei minuti in serata: alle 19:51 di magnitudo 3.5, alle 20:10 di magnitudo 4.4 ad una profondità di tre chilometri. Entrambe con epicentro nell’area dei Campi Flegrei. La seconda è la più forte degli ultimi 40 anni: lo scorso 27 settembre una scossa 4.2 aveva allertato tutta la popolazione e segnato il precedente record oggi superato. Scosse avvertite anche nei Comuni nell’hinterland e perfino sull’isola di Procida. Le altre sono state misurate di minore intensità.

Segnalazioni alla sala operativa dei vigili del fuoco di crepe e caduta di cornicioni, intonaci esterni o piastrelle cadute in casa nelle zone prossime all’epicentro dei terremoti. Nessun danno alle persone. Le linee della Cumana e della Circumflegrea sono state fermate. La crisi bradisismica in corso ha causato 1.252 terremoti soltanto nel mese di aprile, 989 localizzati. Alcuni anche nel golfo, in mare.

Cosa sono i Campi Flegrei

Campi Flegrei deriva dal greco, significa “campi ardenti”, a segnalare la natura vulcanica dell’area popolata da fumarole – note quelle della Solfatara di Pozzuoli – e acque termali già sfruttate in epoca antica. L’area include i comuni di Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania e parte della città di Napoli. Se il Vesuvio è caratterizzato da un unico edificio vulcanico, i Campi Flegrei sono caratterizzati da diversi centri vulcanici che si trovano all’interno e in prossimità di un’area depressa denominata caldera. Per questa ragione vengono definiti spesso, in via informale, “supervulcano”.

Uno studio recente – “Tracking transient changes in the plumbing system at Campi Flegrei Caldera” condotto da un team multidisciplinare di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, pubblicato su Earth and Planetary Science Letters di Elsevier – condotto con il metodo di tomografia sismica ha permesso di studiare in profondità la caldera dei Campi Flegrei fino a sei chilometri di profondità. “Mentre i serbatoi centrali, localizzati a 2.5 e 3.5 km di profondità, rivelano un accumulo prevalente di fluidi in sovrapressione, il serbatoio più profondo, localizzato a 5 km, mostra valori di velocità coerenti con un accumulo di magma”.

Cos’è il bradisismo

L’area è caratterizzata dal fenomeno del bradisismo, noto anche come risorgenza calderica, causato da gas e fluidi molto caldi. Un movimento lento di sollevamento o di abbassamento del suolo che si verifica in aree vulcaniche ma che non segnala necessariamente l’approssimarsi di un’eruzione. Secondo la principale ipotesi il magma in profondità rilascia quantità di vapore che riscalda le rocce che dividono il magma dal suolo e causa deformazioni nel terreno, scosse e la fuoriuscita di vapore e gas vulcanici dalle fumarole.

Lo sciame sismico in corso

Uno sciame sismico era stato segnalato già questa mattina, la scossa principale era stata di magnitudo 2.3 alle 8:50. “Si tratta di uno sciame sismico con i terremoti più forti, il primo di magnitudo 3.5 mentre, in secondo in via preliminare che abbiamo rilevato è stato di magnitudo 4.4. Abbiamo, poi, registrato altri sisma di potenza minore”, ha dichiarato a Il Mattino il direttore dell’Osservatorio Vesuviano Mauro Di Vito. “Finché durerà il sollevamento del suolo, prodotto dalla deformazione crostale, la sismicità continuerà, anche con magnitudo simili alle precedenti o anche maggiori, compatibilmente con la natura e l’estensione delle strutture vulcano-tettoniche coinvolte”, osservava Di Vito in una recente intervista a Il Corriere del Mezzogiorno. Di Vito spiegava come non si possa escludere un’eruzione nel golfo ma anche che al momento non esistano evidenze della presenza di magma ai livelli più superficiali della crosta terrestre.

 

Le crisi bradisismiche

L’area ha fatto registrare due crisi importanti crisi bradisismiche, a inizio anni ’70 e a inizio anni ’80, entrambe accompagnate da intense attività sismiche. Il suolo, nell’abitato di Pozzuoli, ha subito un sollevamento totale massimo di circa 3 metri e mezzo. Dopo le crisi si è protratto un periodo di generale subsidenza fino al 2005 quando è partito un nuovo movimento di sollevamento del suolo che risulta al momento ancora in atto. La crisi attuale è in corso dal 2005.

Il sindaco di Pozzuoli: “Mantenere la calma”

Domani scuole chiuse a Pozzuoli, Soccavo, Pianura e Fuorigrotta. “Abbiamo tutti avvertito la scossa di pochi minuti fa, mantenete la calma, siamo in contatto con l’Osservatorio Vesuviano per tutti gli aggiornamenti”, ha dichiarato il sindaco di Pozzuoli, Gigi Manzoni. L’ufficio stampa del Comune ha fatto sapere che il primo cittadino ha riunito il Centro Operativo Comunale (Coc) per organizzare le squadre dei tecnici per i rilievi di eventuali danni agli edifici. Il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare dell’Italia ha telefonato al primo cittadino.

Il Comunicato del Comune di Napoli

“Dal tardo pomeriggio di oggi è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei che è culminato in una scossa di magnitudo 4.4 alle ore 20:10. La scossa è stata avvertita in tutta la città. I Vigili del fuoco sono in ricognizione per monitorare la situazione mentre Volontari della Protezione Civile sono nelle aree di emergenza. 𝗜𝗻𝘀𝗲𝗱𝗶𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗖.𝗢.𝗖. (𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗢𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲), 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗲 𝗹𝗲 𝘀𝗰𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗺𝗮 𝗠𝘂𝗻𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀. 𝗦𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶”.

20 Maggio 2024

Condividi l'articolo