Il mondiale dei Pesi Massimi

Tyson Fury-Usyk, chi vincerà: i pronostici di Francesco Damiani, Roberto Cammarelle e Clemente Russo

A Riyad l'incontro epocale: si riunificano le cinture della categoria regina della Noble Art, non succedeva da un quarto di secolo. Alla vigilia tre grandi della storia della boxe azzurra commentano il match tra analisi, aneddoti personali e previsioni

Storie - di Antonio Lamorte - 17 Maggio 2024

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE + INSTAGRAM
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Appuntamento che fa salire l’adrenalina anche a chi non ha mai combattuto, non ha mai fatto sport a livello agonistico, non è mai salito su un ring. Appuntamento che fa prudere le mani a chiunque abbia più o meno familiarità con il mondo del pugilato quello di sabato sera a Riyad, capitale dell’Arabia Saudita – altra mastodontica operazione sportiva di soft power del Regno – dove Tyson Fury e Oleksandr Usyk si contenderanno le cinture mondiali dei pesi massimi: un’unificazione che non si teneva da 25 anni, un quarto di secolo da quando Lennox Lewis vinse contro Evander Holyfield. Altri tempi, altri pugili come Francesco Damiani, Roberto Cammarelle e Clemente Russo: tre dei pesi massimi (e supermassimi) italiani più forti di sempre.

Abbiamo raccolto per L’Unità i loro pronostici e le loro analisi alla vigilia del “Ring Of Fire”. Anche una tavola rotonda tra discepoli e maestro, compagni d’armi e di viaggio: Damiani, tecnico della Nazionale per tre spedizioni olimpiche, era all’angolo degli Azzurri proprio quando Cammarelle e Russo portavano in dote ori, argenti e bronzi alle squadre italiane tra Pechino e Londra. Due che potenzialmente sul ring di Riyad – chi può escluderlo? – considerate le carriere, avrebbero potuto starci benissimo. Tyson Fury e Oleksander Usyk combatteranno per le cinture WBC, WBA, IBF, WBO. 105 milioni di borsa al primo, 45 al secondo. Un evento trasmesso in tutto il mondo. Già fissata a ottobre la rivincita.

 

 

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Francesco Damiani: “Usyk ai punti, Fury una bestiaccia”

Francesco Damiani ha portato i giovani del team Youth della Nazionale italiani a uno stage in Veneto. I ragazzi si sono allenati, hanno combattuto e il resto del tempo lo hanno passato spesso a parlare dell’incontro. “Quasi tutti qui sono per Tyson Fury, perché è il vero peso massimo”. Lui no, l’allenatore ed ex pugile argento olimpico a Los Angeles 1984 e campione del mondo WBO, non è proprio d’accordo. “Se finisce ai punti vince Usyk, molto probabilmente vincerà lui”, è il suo pronostico secco. “Tecnicamente è più bravo. Nell’ultimo match con Dubois ha preso un colpo che hanno giudicato basso ma che non era basso. È andato giù, ha rischiato di perdere, ha sofferto e alla fine ha vinto l’incontro. Certo non ha il colpo per poter finire il match subito a differenza di Tyson Fury che è un massimo vero. Però ha le armi per batterlo bene, è molto preciso: può piazzare due tre colpi con grande velocità, andare a segno, ma difficilmente potrà vincere con un colpo solo”.

È uno, forse il principale, interrogativo e tema centrale del match: la differenza di peso, di categoria. “Ricordo quando ho fatto i guanti con Michael Spinks: non faceva male, era salito dai mediomassimi. Non sentivi i colpi come sentivi quelli di un massimo vero. Fury è una bestiaccia, alto, difficile da boxare. È andato giù diverse volte con Wilder ma si è sempre rialzato e ha vinto, tiene i cazzotti. Usyk non deve mettersi lì a scambiare, lo sa, non è stupido. Se si mette a scambiare perde”. Altro tema è quello di chi fa paragoni, giochino che non costa niente e anche divertente. Alcuni credono che entrambi non avrebbero avuto chance con i grandi pesi massimi del passato. “Non si possono fare paragoni – osserva Damiani, che la boxe l’ha fatta a quei tempi lì – lo sport è cambiato molto ma credo avrebbero avuto chance anche in passato. Usyk è stato un grande dilettante e fa una grande boxe. Fury avrebbe utilizzato il suo fisico come fa oggi. Sarebbero stati competitivi, sarebbe stato bello vedere un Mike Tyson-Fury o un Tyson-Usyk. Boxe completamente diverse a confronto”.

© Gian Mattia D’Alberto/LaPresse
09-12-2012 Milano
sport
Dolce e Gabbana Italia Thunder
nella foto: Francesco Damiani, Raffaele Bergamasco
© Gian Mattia D’Alberto/LaPresse
09-12-2012 Milan
Dolce e Gabbana Italia Thunder
in the photo: Francesco Damiani, Raffaele Bergamasco

Roberto Cammarelle: “Vince Tyson Fury ma Usyk è un freddo”

L’unico rimpianto di Roberto Cammarelle a pensare al “Ring of Fire” di Ryiad è per le borse stratosferiche che guadagneranno. “Cifre che nel pugilato cui mi sono dedicato io non avrei mai potuto raggiungere. Ho scelto io di non fare il professionismo e di continuare a fare quello olimpico che a certi livelli è un semi-professionismo. Sicuramente avrei potuto farlo bene ma ho scelto in tutta tranquillità. Il rimpianto vero è quello di non aver vinto a Londra, quello sì”. Londra 2012, quando soltanto un verdetto giudicato ancora oggi scandaloso lo privò di un secondo oro olimpico dopo quello di Pechino. L’avversario era Anthony Joshua, britannico, da anni ai vertici dei massimi professionisti, al livello dei due che sabato si contenderanno la corona undisputed in un incontro epocale.

“Difficile avere le idee chiare. Per quanto mi riguarda Usyk è sicuramente più bravo tecnicamente ma Fury è un peso massimo vero e sa fare sia il pugilato e ha la potenza giusta, sicuramente è più forte. Quindi lo do per favorito”, commenta Cammarelle, oggi nel gruppo sportivo della Polizia delle Fiamme Oro. “Credo che Usyk cercherà, come ha fatto con Joshua (due incontri, due vittorie ai punti, ndr), di boxare e di girargli intorno senza farsi prendere. E non so quanto sia nelle corde di Fury stanare e cercare l’avversario. Dovrà essere intelligente a non farsi trovare scoperto, non caricare troppo i colpi per poter essere schivato e colpito di conseguenza. Quindi sì, mi immagino Usyk a girare alle corde e Fury che da centro ring cerca di chiuderlo all’angolo”.

Un’arma in meno nei guantoni di Fury: il carattere dell’ucraino, freddo, glaciale di fronte alle provocazioni di Fury, maestro di trash talking. “L’ho conosciuto, l’ho incontrato diverse volte quando era dilettante. È un tipo socievole, simpatico. Ha tantissimi interessi, soprattutto la musica e la storia dell’Ucraina. Non è lì per sbaglio, ha un carattere fortissimo che lo ha reso capace di un’impresa inimmaginabile come quella di diventare campione mondiale dei massimi. L’unica osservazione che mi sento di fare è che vedo nel suo corpo un po’ di appannamento addominale, non riesce a tirarsi troppo altrimenti scende di categoria. È un pochino ingrossato, non completamente a lustro”. Fury invece non l’ha mai incontrato: “È un punto interrogativo: a volte rilascia interviste in cui parla dell’importanza dell’allenamento e della dieta e in altre fa uscite che fanno pensare il contrario. Avrei avuto molto piacere a incontrarlo sul ring, anche perché lui sarebbe stato della mia categoria”.

© Gian Mattia D’Alberto – LaPresse
24-08-2008 Pechino- Cina
sport boxe
XXIX Olimpiadi di Pechino 2008
finale +91 kg
nella foto: Cammarelle Roberto ITA festeggia la medaglia d’oro
© Gian Mattia D’Alberto – LaPresse
24-08-2008 Beijing- China
XXIX Beijing 2008 Olympic Games
super heavy + 91kg final
in the photo:Cammarelle Roberto ITA celebrate the gold medal

Clemente Russo: “Tiferò per Usyk ma Tyson Fury venderà cara la pelle”

L’ultima volta che Clemente Russo ha incontrato Oleksandr Usyk, lui aveva smesso con la carriera da atleta, l’altro era appena passato professionista. “Gli feci i complimenti per quello che stava facendo e gli prospettai i successi che avrebbe avuto”. Due volte avevano incrociato i guantoni, un verdetto a testa. Ai quarti di finale a Pechino vinse il pugile casertano, in finale a Londra vinse l’ucraino. Clemente Russo – oggi direttore tecnico delle Fiamme Azzurre, corpo sportivo della Polizia Penitenziaria – considera Usyk il pugile più completo che abbia mai incontrato. “Sono stati due match molto molto simili, avevamo lo stesso tipo di pugilato, eravamo molto attendisti. Lui era più completo di me perché aveva anche il colpo risolutore che io non avevo, era più potente. Io invece ero più veloce di lui”.

Russo decise anche lui di non passare professionista: “Nessun rimpianto, quando faccio una scelta sono sicuro”. Crede che sarà proprio il suo ex avversario a vincere. “Ha più testa, è più completo tecnicamente e fa anche male. Ma non sarà una passeggiata. Tyson Fury venderà la pelle molto cara: è un pugile scorbutico, molto grosso e molto alto. L’ho visto anche abbastanza alleggerito, è stato intelligente, ha perso qualche chilo perché sa che davanti ha un pugile molto mobile”. Russo non considera un problema la traiettoria di Usyk, il passaggio dai massimi leggeri ai massimi. “È un problema che sussiste quando si fermano con le gambe ma in tutti i suoi match ho visto che le gambe, per dodici round, le ha sempre mosse. Nel passaggio ha trovato tutti pugili più lenti, compreso Fury, e questo è un punto a suo favore”. La chiave dell’incontro: “Sicuramente non sarà un incontro da un milione di cazzotti. Vincerà chi imporrà la sua strategia e perderà chi mollerà prima psicologicamente. Io tiferò per Usyk ma prima di tutto mi godrò la performance di questi due fantastici pugili”.

Foto Daniele Badolato – LaPresse
05 08 2012 Londra ( GB )
Sport
Olimpiadi Londra 2012 – Quarti ctg.91 Kg.. U Pugilato
Nella foto: Clemente Russo
Foto Daniele Badolato – LaPresse
05 08 2012 London ( GB )
Sport
London 2012 Olympics
In the picture Clemente Russo

17 Maggio 2024

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