Il caso dell'anarchica

Termini di detenzione scaduti, ma Ilaria Salis resta un carcere: ma l’Italia non fa nulla

La denuncia del padre: “Non c’è la proroga del giudice perché si attende la decisione sul ricorso contro la negazione dei domiciliari a Budapest. Quindi Ilaria è rinchiusa senza che l’abbia disposto un magistrato. E l’Italia non fa nulla”.

Giustizia - di Frank Cimini - 14 Maggio 2024

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Termini di detenzione scaduti, ma Ilaria Salis resta un carcere: ma l’Italia non fa nulla

Ilaria Salis continua a stare in carcere a Budapest nonostante i termini di detenzione siano scaduti lo scorso 8 maggio senza che sia intervenuta una proroga da parte del giudice. Lo denuncia il padre dell’insegnante di Monza Roberto Salis aggiungendo che alla figlia viene negato il diritto di votare alle elezioni europee perché detenuta all’estero.

Stando a quanto denuncia Roberto Salis il giudice non decide sulla proroga della detenzione finché non arriva la decisione del tribunale rispetto al ricorso presentato contro la negazione degli arresti domiciliari del 28 marzo scorso. “La sostanza è che Ilaria è in carcere senza che ci sia una disposizione della magistratura – dice l’ingegner Salis – questo avviene senza che il governo e la diplomazia faccia nulla”.

La decisione dell’appello sui domiciliari dovrebbe arrivare tra oggi e i prossimi giorni secondo il legale ungherese che ha presentato l’istanza. È una questione è difficile da capire perché i domiciliari sono comunque una firma di detenzione che deve essere autorizzata da un giudice.

Sulla questione del diritto di voto alle elezioni l’ambasciatore italiano a Budapest Manuel Jacoangeli ha contattato il ministero dell’Interno considerando che si tratta di un loro problema. Per ora hanno detto a Ilaria Salis che essendo lei straniera non sanno come farla votare.

L’europarlamentare di Verdi e Sinistra Massimiliano Smeriglio chiede al governo italiano, alle istituzioni e al ministero degli Esteri di intervenire con la massima fermezza sia sul prolungamento della detenzione sia sul diritto di voto negato.

Roberto Salis in merito alle polemiche sulla sua presenza al salone del libro di Torino fa presente che in quella sede c’era il ministro Salvini. “E io sto facendo esattamente le stesse cose di Salvini. Sono un libero cittadino che in campagna elettorale può dire quello che gli pare a meno che non vogliamo limitare i diritti dei liberi cittadini” ha aggiunto il papà di Ilaria Salis che tornerà in udienza il prossimo 24 maggio.

 

14 Maggio 2024

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