Scontro militare

Gianfranco Paglia contro Vannacci a Zona Bianca, è scontro militare: “Macchia la divisa, non merita di indossarla”

Il consigliere di Crosetto: "A noi non interessa ciò che i nostri soldati fanno in camera da letto, o che colore di pelle hanno. Non merita di indossare l'uniforme". Il generale: "Esprimeva un parere personale o quello dell'Istituzione a cui appartiene?"

News - di Redazione Web - 6 Maggio 2024

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FOTO DA MEDIASET + LAPRESSE
FOTO DA MEDIASET + LAPRESSE

Ancora Vannacci, sempre Vannacci. Si parla sempre del generale, autore del libro best seller Il mondo al contrario, diventato punto di riferimento per l’elettorato sovranista di estrema destra candidato da Salvini alle elezioni europee. A parlarne questa volta un uomo in divisa come lui, il tenente colonnello Gianfranco Paglia, che in una trasmissione su Rete 4, Zona Bianca, ha attaccato il generale candidato senza mezzi termini. Particolare da non trascurare: Paglia è consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Ha macchiato l’uniforme, e noi militari non possiamo permettercelo. Il mio dovere è spiegare all’Italia tutta che il pensiero Vannacci non è il pensiero della Difesa”, ha dichiarato il tenente colonnello Paglia alla trasmissione Zona Bianca. “Il pensiero Vannacci non è il pensiero della Difesa. Siamo lontani anni luce, non per niente è sospeso 11 mesi, perché i suoi discorsi sono stati divisivi per tutti. A noi non interessa ciò che i nostri soldati fanno in camera da letto, o che colore di pelle hanno. Ciò che conta è servire il Paese nel miglior modo possibile, onorare il giuramento alla Repubblica”.

Chi è il tenente colonnello Gianfranco Paglia

Paglia è intervenuto nello studio, costretto su una sedia a rotelle a causa delle ferite riportate in guerra. È capitano del gruppo sportivo paralimpico della Difesa. Originario di Sesto San Giovanni, nella città metropolitana di Milano, è Medaglia d’Oro al Valor Militare, conferitagli nel marzo del 1995 dopo le azioni del contingente italiano inviato in Somalia nell’ambito dell’operazione umanitaria voluta dalle Nazioni Unite. Fu ferito mentre procedeva con il 183esimo reggimento Nembo al rastrellamento di un quartiere di Mogadiscio. “Per conferire più efficacia alla sua azione di fuoco si sporgeva con l’intero busto fuori dal mezzo esponendosi al tiro dei cecchini che lo colpivano ripetutamente. Soccorso e trasferito presso una struttura sanitaria di Mogadiscio, reagiva con sereno e virile comportamento alla notizia che le lesioni riportate gli avevano procurato menomazioni permanenti. Chiarissimo esempio di altruismo, coraggio, altissimo senso del dovere e saldezza d’animo”, si legge nelle motivazioni.

“Penso lui si sia proprio perso, e questo è triste. Sappiamo benissimo che non avrebbe raggiunto la terza stella, questo potrebbe essere uno dei motivi secondo la mia idea. Sono scelte personali che vanno rispettate, è come ci si arriva. Ci sta, pure io ho fatto il politico, però quando il presidente Fini mi chiese di intraprendere la campagna elettorale con loro, per prima cosa chiamai il mio capo di Stato maggiore, poi lo dissi a mia moglie. Sono un soldato, così ci si comporta”, ha aggiunto Paglia secondo cui il generale è stato sospeso perché “ha scritto un libro e non era autorizzato, con argomenti divisivi, di tutto rispetto per le sue idee ma non per le nostre. In 31 anni non ho mai visto una sospensione del genere”. Il tenente colonnello ha perfino auspicato che Vannacci venga eletto: “Per noi sarebbe una buona cosa. Non credo lui meriti di tornare a indossare l’uniforme. Ma lo ha detto anche Vannacci. Ora si sta facendo fare i conti per vedere se andare in pensione oppure no. Tutto legittimo, semplicemente noi che indossiamo uniforme dobbiamo prendere le distanze”.

La replica di Vannacci

A stretto giro è arrivata la replica del generale candidato. “Io non ho visto la TV ma mi faccio una domanda: parlando in Uniforme esprimeva un suo parere personale o quello dell’Istituzione a cui appartiene? Perché io, per aver scritto un libro a titolo personale nel mio tempo libero, sono stato accusato e sospeso anche per aver suscitato l’associazione tra l’autore e le idee dallo stesso espresse all’Istituzione di appartenenza! Ma non mi preoccupo … si tratta di un fuoco di PAGLIA!”. E forse, in questo caso più che in tutti gli altri, Vannacci coglie il punto: Crosetto è fondatore e personaggio di vertice di Fratelli d’Italia.

“Lei che si è vantato di sapere che il generale non avrebbe mai preso la terza stella in carriera, insinuando che il generale si sia buttato in politica per ripiego, ha dimenticato di dire perché lo Stato Maggiore non gliela avrebbe mai concessa. Vede caro Gianfranco – ha scritto in un post sui social il tenente colonnello incursore Fabio Filomeni – , le verità parziali non sono mai verità. Al massimo sono mezze verità. E non fanno onore alla divisa come l’ha chiamata lei, e che io, invece, preferisco chiamare uniforme. Perché spero sempre che quel colore ‘verde marcio’ che abbiamo portato addosso per tanti anni ci unisca sempre e mai ci divida”.

Vannacci sarà candidato in tutte e cinque le circoscrizioni. 21 ex parlamentari e consiglieri regionali leghisti lombardi si erano schierati contro la candidatura. Era comandante dell’Istituto geografico militare. La scorsa estate era diventato famoso dopo la pubblicazione de Il mondo al contrario, un libro in cui esprimeva idee e posizioni apertamente omofobe, razziste, sessiste e in generale offensive. Quel libro lo avvicinò alla destra, è diventato uno dei più venduti del 2023. Sulla pubblicazione era stata aperta un’inchiesta formale da parte del ministero della Difesa. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, aveva parlato di “farneticazioni”. Lo scorso dicembre Vannacci era stato nominato Capo di Stato Maggiore del comando delle forze operative terrestri/comando operativo dell’esercito. Nei suoi confronti sono state aperte delle indagini dalla procura militare per truffa e peculato.

6 Maggio 2024

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